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Larmes 1932 © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 Image: Telimage, Paris
24/10/2025 - L'opera di Man Ray va in scena a Milano. In mostra a ​Palazzo Reale, 'Man Ray. Forme di luce' è la grande retrospettiva dedicata a uno dei pionieri dei linguaggi visivi del Novecento, che continuano a influenzare l'arte, la fotografia e la cultura contemporanea. Trecento opere tra fotografie vintage, disegni, litografie, oggetti e documenti ripercorrono l'intera parabola creativa dell'artista della luce. La mostra promossa da Comune di Milano-Cultura sarà visitabile fino all'11 gennaio 2026.
Pittore, fotografo, regista e innovatore, Man Ray (Philadelphia, 1890 - Parigi, 1976), nato Emmanuel Radnitsky da una famiglia ebrea di origini russe, adotta lo pseudonimo che lo rende noto come unione di “Man” (uomo) e “Ray” (raggio di luce) – segnando così l’inizio di una vita e di una carriera profondamente votate alla sperimentazione artistica.

Rayographie "Le baiser", 1922 © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025
Curato da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, il percorso espositivo consente di ripercorrere l'arte di Man Ray attraverso i suoi principali temi e motivi ispiratori: gli autoritratti, dove l’artista gioca con la propria identità e costruisce personaggi ambigui e camaleontici; i ritratti degli amici intellettuali e degli ambienti culturali europei e americani tra le due guerre; la figura femminile, incarnata nelle sue muse, che attraversa tutta la sua opera come fonte di ispirazione e oggetto di sperimentazione visiva; i nudi, trattati come forme astratte, frammenti simbolici e composizioni di luce; le rayografie e le solarizzazioni, testimonianza della sua incessante ricerca tecnica e poetica; la moda, linguaggio in cui eleganza e avanguardia si fondono con naturalezza; i multipli e i ready-made, espressione della sua adesione allo spirito dadaista e della sua indifferenza verso l’unicità dell’opera d’arte; infine il cinema, territorio di libertà assoluta e sperimentazione pura, trova ampio spazio nell’esposizione, con la proiezione dei film Le Retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926), L’Étoile de mer (1928), Les Mystères du Château de Dé (1929).
“Con questa grande retrospettiva - afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi - Milano rende omaggio a uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, capace di ridefinire i confini della creatività con un linguaggio che ancora oggi parla con forza al nostro presente. Man Ray è stato un artista totale: pittore, fotografo, cineasta e sperimentatore instancabile, che ha saputo fondere eleganza e ironia, libertà e provocazione. Le sue immagini restano iconiche e attualissime, e Palazzo Reale diventa il luogo in cui il pubblico potrà ripercorrere, in tutte le sue sfaccettature, la parabola di un artista che ha attraversato e segnato le avanguardie internazionali.”
Man Ray come figura centrale nelle avanguardie del XX secolo
Formatasi nell’ambiente vivace dell’arte americana di inizio secolo, la sua personalità artistica si sviluppa grazie al contatto con le avanguardie europee e con figure decisive quali Marcel Duchamp. Fin dagli esordi, Man Ray affianca alla pittura e al disegno l’assemblaggio di oggetti e l’uso della fotografia, inizialmente per documentare le sue opere e quelle dei suoi amici, e ben presto come mezzo creativo autonomo.

Noire et blanche, 1926, stampa ai sali d’argento, 17,3x23,5 cm. Collezione privata © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 Image: Telimage, Paris
Negli anni '20, a Parigi entra in contatto con il gruppo surrealista guidato da Andrè Breton. A Montparnasse conosce Alice Prin, nota come Kiki de Montparnasse, cantante e modella, che diviene compagna dell’artista: insieme danno vita a una serie di immagini destinate a diventare icone della storia della fotografia, tra cui Le Violon d’Ingres e Noire et blanche. Kiki appare anche in tre film diretti da Man Ray: Le Retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926) e L’Étoile de mer (1928).
In questi anni l’artista affina alcune delle sue tecniche più innovative, come la rayografia, procedimento che consiste nell’esporre oggetti direttamente su carta fotosensibile senza l’uso della macchina fotografica. Il termine, coniato da Tristan Tzara, esprime l’idea di una composizione creata con la luce, tra sperimentazione e poesia. Alla fine degli anni Venti, con la fotografa Lee Miller – nuova compagna e musa – sviluppa la tecnica della solarizzazione, in cui i contorni delle immagini assumono un’aura luminosa e spettrale, ottenuta attraverso un’esposizione parziale alla luce in fase di sviluppo.
Nel corso degli anni Trenta, Man Ray si dedica anche alla fotografia di moda, rivoluzionando il linguaggio visivo del settore con uno stile ironico e tecnicamente innovativo. Collabora con importanti case di moda e stilisti come Paul Poiret, Elsa Schiaparelli, Jean-Charles Worth e Coco Chanel, pubblicando le sue immagini su riviste internazionali. In parallelo, continua a esplorare le possibilità offerte dal cinema, firmando quattro film fondamentali per la storia dell’avanguardia europea.
Dopo gli anni negli Stati Uniti dove continua le sue sperimentazioni artistiche con la ballerina e modella Juliet Browner, che diventa sua musa e moglie, torna definitivamente a Parigi dove muore nel 1976.
La mostra per Milano Cortina 2026
Il suggestivo allestimento della mostra è stato progettato da Umberto Zanetti dello Studio ZDA-Zanetti Design Architettura. Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, corredato dai testi dei curatori e di Raffaella Perna e da apparati bio-bibliografici.
​L’esposizione è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzerà il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Corriere della Sera e La Lettura sono media partner della mostra. L’esposizione si avvale della collaborazione degli sponsor tecnici Colli&Vasconi e Dual Italia e del partner Coop Lombardia. Radio Monte Carlo è radio ufficiale della mostra.
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Le Violon d’Ingres, 1924, stampa ai sali d’argento, 39x30 cm. Collezione privata © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 Image: Telimage, Paris 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola 'Man Ray. Forme di luce', Palazzo Reale, Milano - Ph. Andrea Verzola
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