Ph. © Stefano Anzini
02/04/2026 - A Mantova, nel quartiere Borgochiesanuova, è stata inaugurata la nuova scuola primaria “Piero Angela”, progettata da Atelier(s) Alfonso Femia e realizzata nell’ambito del Programma Innovativo della Qualità dell’Abitare (PinQuA), finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in risposta agli effetti della pandemia da Covid-19.
L’edificio di 4.700 metri quadrati, che aprirà nell’anno scolastico 2026-2027 per 375 studenti, si configura come un progetto architettonico integrato, unendo spazi per l’apprendimento, funzioni civiche e infrastruttura urbana.
L’intervento unifica tre istituti preesistenti in un unico plesso, rafforzando il ruolo della scuola come centro civico e contribuendo alla riqualificazione dell’area sud-occidentale della città.
“Skholé”: spazio, apprendimento e comunità
L’architettura interpreta il significato originario di “skholé”, tenendo insieme il tempo liberato per la conoscenza e il luogo deputato all’insegnamento. Geometria, materiali e distribuzione degli spazi traducono questa visione in un organismo che supera la dimensione funzionale dell’edificio scolastico per costruire ambienti capaci di sostenere relazioni, crescita e consapevolezza. L’impianto è impostato su un ingresso che si apre in un atrio distributivo aggregante, dal quale si articolano le principali funzioni, tra cui l’agorà, pensata come spazio di incontro, confronto e possibile apertura alla città, insieme alla palestra e alla mensa collocate sullo stesso livello.
Il cuore del progetto è la corte a cielo aperto, un patio che attenua il confine tra interno ed esterno e attorno al quale si organizza un sistema di collegamenti verticali che conduce alla copertura abitabile, destinata ad attività didattiche e laboratoriali all’aperto. Gli ambienti didattici, con quindici aule ampie e riconfigurabili, e il sistema di spazi interni ed esterni in continuità, superano gli standard tradizionali per costruire condizioni di comfort e relazione, in cui anche il giardino diventa parte integrante dell’edificio.
Dopo la pandemia: architettura come forma di educazione
Il progetto nasce nel solco delle riflessioni maturate durante la pandemia, quando la sospensione della didattica in presenza ha evidenziato il valore dello spazio come dispositivo educativo. “Quel periodo […] ha avuto il merito di ridare vigore e importanza al valore dello spazio come forma di educazione”, afferma Alfonso Femia, sottolineando come l’architettura debba rispondere non solo alle esigenze ma anche ai desideri delle comunità.
Dal punto di vista compositivo, l’edificio si configura come una geometria a L segnata da due elementi triangolari contrapposti, uno scavato e uno pieno, l’agorà, che si protende verso il parco.
La matericità costruisce una narrazione tra ceramica diamantata, vetro, intonaco e sistemi tecnologici, mentre l’involucro ad alte prestazioni integra soluzioni per l’efficienza energetica, con impianti e sistema fotovoltaico in copertura. Con una superficie complessiva di 4.700 metri quadrati, la scuola primaria “Piero Angela” si afferma come un modello contemporaneo di edilizia scolastica, in cui spazio, pedagogia e città convergono in un unico dispositivo.
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