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Innovazione, Punk, Contaminazione: il design secondo Testatonda
Una realtà polimorfa tra design e architettura, ma anche antropologia e sociologia. La storia dello studio creativo torinese in un’intervista a cura di Archiproducts
Autore: angelo dell" olio
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Testatonda - Nicolò Corigliano, Matteo Minello e Valter Cagna Testatonda - Nicolò Corigliano, Matteo Minello e Valter Cagna
17/03/2022 - Testatonda è la narrazione di un incontro casuale, di tre identità affini e di una passione in comune, disegnare arredi e concretizzarli in un'accurata autoproduzione. 
Nicolò Corigliano, Matteo Minello e Valter Cagna sono l’anima e il cuore di Testatonda, studio di progettazione torinese - realtà polimorfa tra design e architettura, ma anche antropologia e sociologia - che, sin dagli esordi, basa la sua ricerca sull’intuitività dell’eleganza e la pluralità delle sue forme, esaltando ogni difetto della materia, ogni smagliatura o particolare difforme. 
 

Il trio di Torino si afferma nella scena del design contemporaneo lavorando con il legno, il metallo e lacche ipercolorate, creando arredi dalla forte identità estetica, capaci di coniugare funzionalità e ricerca, tra sfumature soft e accenti punk: dalla collezione F4 in cui superfici, colori e ingombri danno vita a sette prodotti complementari, ai riflessi algidi e agli intrecci metallici della famiglia di arredi Trespade, fino al disegno armonico del paravento FENG disegnato per GTV, premiato alla sesta edizione degli Archiproducts Design Awards, un oggetto che materializza la filosofia progettuale del gruppo torinese. 

Abbiamo chiesto a Nicolò, Matteo e Valter - aka Testatonda - di raccontarci come è nato il loro progetto creativo e il dietro le quinte del loro incontro.

Nicolò Corigliano, Matteo Minello e Valter Cagna ovvero Testatonda. Come nasce il vostro gruppo creativo e perché la scelta di questo curioso nome?

La storia del nostro studio, come ogni genesi creativa, nasce da un incontro casuale, un escamotage di sceneggiatura che però segna la prima svolta nella storia e che lega i protagonisti ad essa.

Siamo cresciuti tutti e tre avvolti dalle mirabolanti imprese da cinepanettone di Boldi e De Sica, dove la condivisa passione portava amanti fedifraghi a ritrovarsi e conoscersi nello stesso sgabuzzino, in seguito ad un intrigo amoroso finito male. Per noi la passione in comune era quella per il design e lo sgabuzzino in cui ci siamo trovati erano gli stretti sedili di uno scomodo volo low-cost verso Barcellona.

Si dice che ogni nome decida dell’eredità di una generazione all’altra e attesti della continuità inattesa di un progetto. Se è vero che “nomen omen” ogni nome indica un presagio, il nostro “Testatonda” racconta di un chiodo forgiato a mano. Un elemento costruttivo così semplice eppure con una storia così lunga. Dalla crocifissione al prodotto si è sempre reso collante di storie di passione, sacrificio e unione.
 
Tre aggettivi che definiscono il vostro lavoro?

Corale è il primo aggettivo che sicuramente caratterizza il nostro lavoro e i nostri progetti. Il vantaggio di essere un gruppo composto da tre persone ci ha fin da subito fatto confrontare sulla permeabilità delle fasi della produzione e su come il carattere collettivo delle scelte effettuate origini riferimenti culturali sempre diversi. Questa caratteristica rende il percorso di sviluppo di un progetto un turbine di stimoli che si sintetizzano nel prodotto.

Narrativo, ogni nostro progetto racconta una storia. Nasce dall’indagine del presente, si interroga e cerca di produrre sintesi. Questo crediamo sia il carattere distintivo del nostro approccio al lavoro.

Realizzabile, perché amiamo sognare, ma sappiamo creare oggetti in grado di vivere il nostro tempo.

Quali sono gli elementi imprescindibili per un buon progetto?

La nostra filosofia è caratterizzata dal nostro modo di intendere il design. Le tre parole che lo descrivono meglio sono: INNOVAZIONEPUNKCONTAMINAZIONE.

L’innovazione crediamo sia la base di qualsiasi processo creativo: conoscere il passato per farne tesoro e utilizzarlo per creare un nuovo paradigma di concetto. Il punk ha fin da subito fatto da colonna sonora alle nostre scelte; le nostre linee puntano a creare quello shock estetico che rende la diversità attraente. La contaminazione è un altro dei fattori che ha caratterizzato il nostro modo di disegnare: l’attenzione al rapido mutare della nostra società si poggia sulle linee - a volte morbide a volte taglienti - dei nostri prodotti. 
 
Ci raccontate come nasce un vostro progetto e qual è il suo processo creativo?

In Testatonda l’approccio progettuale segue la dinamica evolutiva dell’idea. Abbiamo scelto un grande spazio dove si alternano continuamente astrazione e realtà; sognare e sporcarsi le mani. Le infinite discussioni attorno al tavolo di progettazione trovano il loro concretizzarsi nell'area di prototipazione.

A quel punto basta un colpo d'occhio per capire dove andrà il nostro nuovo progetto: sulle riviste o in casa nostra.

Il paravento FENG disegnato per GTV vi ha resi celebri nella scena del design più mainstream. Cosa significa lavorare con una azienda come Gebrüder Thonet Vienna a un progetto così peculiare e riconoscibile? E con quale approccio avete reinterpretato la storia del brand? 

Lavorare per Gebrüder Thonet Vienna è stata un’esperienza unica: la storia del design ha, per noi e per molti, come punto zero un'idea semplice e il legno di faggio curvato a vapore. Abbiamo provato a dare la nostra interpretazione ad un prodotto che ha, come il brand, una storia antichissima.

Il paravento Feng è la Nostra moderna sintesi degli anni di esperienza nella curvatura del legno e l'eleganza semplice della cultura orientale.
 
I vostri progetti sono stati esposti in alcune delle mostre collettive più interessanti degli ultimi tempi, come Cluster Apartamento a Roma e AQVA, l'allestimento curato da Artemest allo scorso Fuorisalone. In che modo i vostri oggetti interagiscono con lo spazio e con l'identità del posto che li ospita?

Progettiamo oggetti che sappiano parlare al presente con una forte identità estetica. Le collezioni sono spesso umorali e non è un caso che nei nostri progetti si alternino forme morbide a soluzioni punk. Spesso le nostre forme hanno incontrato lo spirito di queste mostre e ci siamo trovati circondati da progetti che completavano il sentire collettivo.

Con quale designer della scena attuale vorreste realizzare un feat creativo? E, potendo, con quale attingendo dal passato?

Durante il salone dell’anno scorso abbiamo incrociato velocemente Antonio Aricò, il tempo di una veloce presentazione, un caffè e due risate. A noi tutti è rimasta impressa l’energia che in quei minuti Antonio era stato capace di creare in quella stanza. Ci siamo messi a indagare sulla sua storia e abbiamo scoperto che anche lui fin da bambino era stato attratto dal legno, ne aveva respirato i profumi nella bottega del nonno e conosciuto i segreti della vita artigiana. I suoi progetti ci hanno da sempre interessato moltissimo, ma dopo aver conosciuto l’entusiasmo che li anima, forse è proprio con lui che ci piacerebbe scambiare esperienze.

Potendo attingere dal passato invece forse più che un feat, organizzeremmo una spaghettata di mezzanotte in cui invitarne: Mari, Castiglioni, Superstudio, archizoom, BBPR, e potremmo andare avanti. Perché potendo staremmo ore ad ascoltare come parla la storia.
 
Torino è stato il luogo del vostro primo incontro (perlomeno luogo terreno, visto che il vostro primo incontro è stato su un volo per Barcellona). Cosa rappresenta per voi questa città? 

Torino è spesso definita una “città salotto”: in parte perché camminando per le vie di questa città ci si sente coccolati da un’architettura a misura d’uomo, da una storia che l’ha vista essere prima capitale d’Italia, ma soprattutto dalla possibilità di stringere legami e fare network seduti ad un café, proprio come se si stesse seduti nel proprio salotto di casa.

Per noi Torino è storia del design, una storia che si è espressa principalmente carrozzando le migliori autovetture del mondo. Sono nate infatti qua le carrozzerie PininfarinaBertone e Giugiaro. Per noi Torino rappresenta altresì un’oasi al di fuori delle logiche di velocità e profitto che dominano altre città italiane. Questo si traduce nella nostra capacità di disegno: più libera e lenta, alla ricerca di una qualità senza compromessi.

Torino è stato un luogo dove molti grandi nomi hanno lasciato la loro indelebile impronta firmando edifici che hanno caratterizzato il panorama di questa città: Gio PontiPier Luigi NerviCarlo Mollino e molti altri. Potremmo indicare molti luoghi che hanno dato un loro contributo alla nostra formazione e al nostro disegno, ma uno su tutti li riassume. Oscar Niemeyer, come molti altri, ha scritto una pagina di storia dell’architettura firmando due costruzioni a Torino, una di queste è l’Ex sede Gruppo Cartiere Burgo. Un luogo oggi abbandonato, ma capace ancora di raccontare con le sue forme un’idea di novità; una ricerca di superamento dello spazio; un esempio di ideale rapporto tra cimento strutturale ed esito spaziale. Quel posto abbandonato è stato usato molto spesso come luogo di riflessione e fonte di ispirazione.

Un oggetto che ognuno di voi ha in casa a cui è particolarmente legato:

I tre oggetti sono:

Nicolò: TAVOLO QUADERNA (Superstudio) perché sopra dentro o sotto quel monumento continuo fare colazione è un lusso.

Valter: LETTO BOCCA (Mario Ceroli) passato dalla casa dei miei genitori a casa mia, è stato il primo parco giochi in cui sia entrato.

Matteo: COLTELLINO MULTIUSO (Victorinox), memore di giovani avventure e primo approccio con il bad design: prematuro monito a non perseguire la strada dell'inefficienza.


Gebrüder Thonet Vienna, Feng


Collezione F4, una famiglia di sette prodotti complementari, ottenuti assemblando ventisette singole parti


‘Pink’s not dead, la limited edition della collezione di arredi F4 by Testatonda


Feng, il paravento disegno per Gebrüder Thonet Vienna


Testatonda, il gruppo creativo torinese composto da Nicolò Corigliano, Matteo Minello e Valter Cagna


Collezione Trespade


Collezione F4, Servo TT07


L'intreccio in metallo della collezione Trespade


Collezione F4

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