Progettato da Ferruccio Laviani, lo stand al Salone del Mobile 2026 traduce in architettura un’idea precisa: il prodotto si comprende solo all’interno di una serie di relazioni
Mara al Salone del Mobile.Milano - Credit Ferruccio Laviani
10/04/2026 - Progettato da Ferruccio Laviani, lo stand di Mara al Salone del Mobile 2026 traduce in architettura un’idea precisa: il prodotto si comprende solo all’interno di una serie di relazioni.
In greco antico, agorà non indica soltanto la piazza ma anche l’atto stesso del riunirsi: lo spazio fisico coincide con il gesto sociale che lo abita. Non è un caso che Mara (Hall 22 Stand A25) , azienda bresciana attiva dal 1960 nella produzione di sistemi d’arredo per l’ufficio, il contract e la casa, abbia scelto proprio questa immagine archetipica come elemento generatore del proprio stand in fiera.
Il progetto è firmato da Ferruccio Laviani, una delle figure più rilevanti del design italiano, con oltre trent’anni di esperienza tra product design, direzione artistica e allestimento, la cui collaborazione con Mara si è consolidata negli ultimi anni attraverso il disegno di nuovi prodotti – come la libreria modulare Elle, interamente in metallo – e la cura degli allestimenti fieristici dell’azienda. Per il Salone 2026, Laviani ha concepito un dispositivo architettonico che non si limita a esporre i prodotti ma orchestra le modalità con cui il visitatore li incontra.
A dare forma all’intero progetto è un grande emiciclo denominato Mara Arena: le gradonate, reinterpretate in chiave progettuale, assumono una duplice funzione diventando al tempo stesso sedute e superfici espositive per i prodotti iconici dell’azienda. È un gesto che trasforma lo stand in uno spazio permeabile, quasi informale, dove il pubblico è invitato asostaree a entrare in relazionecon gli arredi in modo spontaneo e collettivo. Qui il prodotto non è sacralizzato su un piedistallo masi offre all’uso,al contatto, alla conversazione.
Mara Arena, design Ferruccio Laviani, Mara
Superata questa soglia, il progetto cambia registro. L’apertura della piazza lascia spazio a un ambiente più raccolto, quasi introspettivo, dove l’architettura si fa più intima e misurata. Materiali naturali, superfici calde e tonalità materiche definiscono un paesaggio sensoriale in cui luce e colore dialogano con gli arredi: unequilibrio sottile tra spazio e oggettoin cui nessuno dei due prevale, ma entrambi concorrono a costruire un’esperienza coerente. L’allestimento accompagna il visitatore attraverso diversi scenari abitativi – dall’ufficio al workplace, dall’hospitality al residenziale – in un percorso che lavora per sottrazione e precisione.
“Uno spazio ben progettato non si limita a mostrare un prodotto, ma costruisce le condizioni perché quel prodotto venga compreso, vissuto e ricordato,” affermano in Mara. È una dichiarazione d’intenti che rispecchia l’evoluzione dell’azienda, passata in oltre sessant’anni dalla lavorazione di componenti d’arredo a una visione più ampia dell’abitare contemporaneo, in cui la qualità manifatturiera della lavorazione del metallo si intreccia con una crescente ambizione progettuale. Negli ultimi anni Mara ha costruito un roster di collaborazioni che ne riflette le ambizioni: oltre aLaviani, l'azienda collabora con Christophe Pillet, Marcello Ziliani e AMDL CIRCLE, lo studio fondato dall’architetto Michele De Lucchi, i cui prodotti saranno protagonisti all'interno dello stand.
Tra le novità che saranno presentate al Salone: una nuova collezione di sedute pensata per attraversare contesti diversi – dall'ufficio al contract, dall’hospitality al residenziale – una nuova serie di tavoli e una limited edition che celebra i dieci anni di Argo Libro, uno dei best seller dell’azienda.
Questa nuova fase si estende anche oltre lo spazio fisico: in occasione del Salone, Mara presenta il nuovo sito web, espressione di una rinnovata identità digitale pensata per tradurre online la stessa attenzione all’esperienza e alla relazione che caratterizza il progetto dello stand. Lo stand di Laviani traduce la traiettoria dell’azienda in esperienza spaziale: un racconto architettonico che si sviluppa per soglie, passaggi e cambi di atmosfera, dimostrando che il modo in cui si presenta un arredo è già, di per sé, un progetto.
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