19/03/2026 - Il brand di calzature Salvatore Santoro sceglie Milano per aprire il suo primo showroom direzionale, affidando il progetto allo studio Parisotto + Formenton Architetti.
Lo spazio, inaugurato durante la Milano Fashion Week Uomo, occupa due livelli al civico 3 di via Marcona e segna un passaggio significativo per il marchio partenopeo: dalla tradizione artigianale alla costruzione di un'identità fisica, pensata per accogliere buyer e professionisti del settore in un ambiente all'altezza delle collezioni.
L'idea di fondo: lo spazio come scenografia
La sfida progettuale era chiara: creare un contesto capace di valorizzare il prodotto senza competere con esso. Parisotto + Formenton rispondono con un approccio riduzionista, in cui ogni scelta compositiva serve a orientare l'attenzione verso ciò che viene esposto. Il risultato è un ambiente essenziale, quasi astratto, in cui la qualità dei materiali e la precisione dei dettagli parlano per sottrazione.
La grammatica dello spazio
Il piano di calpestio in cemento levigato stabilisce una distanza netta dalle pareti originali, trattate a boiacca: un gesto che isola visivamente la nuova configurazione dall'involucro preesistente, senza nasconderlo. Al centro della composizione verticale, una scala in metallo nero attraversa i due livelli con una geometria che non si limita a collegare ma segna, divide e orienta lo sguardo.
A soffitto, ampie superfici luminose sostituiscono la luce puntuale con una diffusione omogenea e morbida, pensata specificamente per esaltare le texture delle pelli e la profondità cromatica delle collezioni. La luce non è qui un accessorio tecnico, ma un elemento di progetto a pieno titolo.
Tra artigianato e industria
La scelta di lasciare visibili le canalizzazioni impiantistiche e di introdurre controsoffitti geometrici crea un dialogo aperto con la struttura originaria dell'edificio, i cui archi in mattoni affiorano come tracce di una stratificazione storica. Il contrasto tra bianco e nero, tra materia grezza e finitura lucida, tra antico e contemporaneo, non è mai casuale: è la cifra stilistica che attraversa ogni scelta, dagli arredi all'illuminazione.
Le appenderie in acciaio lucido e il grande specchio circolare acquistano un peso visivo che va oltre la funzione, mentre il tavolo in rovere scuro — disegnato dallo stesso studio — e il divano firmato da Hannes Peer completano una composizione in cui ogni elemento è trattato come parte di un allestimento coerente.
Uno spazio che rispecchia un'identità
Il risultato è un ambiente che comunica prima ancora di essere attraversato: esclusività discreta, attenzione maniacale ai materiali, rifiuto dell'eccesso decorativo. Uno showroom che non vende l'idea del lusso, ma ne incarna la sostanza — esattamente come le scarpe che ospita.
|