Screen captures from Nine Perfect Strangers 1
29/08/2025 - Nel cuore dell'Australia orientale, tra le foreste tropicali del New South Wales, sorgono due luoghi straordinari che hanno dato forma e atmosfera alla serie "Nine Perfect Strangers 1".
La prima stagione, girata durante la pandemia nel 2020, ha scelto come set il centro di meditazione SOMA Byron Bay e il padiglione residenziale di Lune de Sang, entrambi immersi nel paesaggio rigoglioso dell'entroterra di Byron Bay. Progetti firmati rispettivamente da Gorrow Studio con RIEM Studio e dallo studio CHROFI, questi interventi fondono architettura contemporanea e natura in un equilibrio profondo, trasformando la scenografia in un vero dispositivo narrativo.
SOMA Byron Bay: un santuario contemporaneo tra bambù e tramonti

Photo Courtesy of SOMA Byron Bay
Progettato come rifugio per il benessere e la rigenerazione, SOMA Byron Bay si sviluppa all'interno di una foresta di bambù, orientato verso l'orizzonte dei tramonti. Il progetto si distingue per una composizione minimale che sfrutta aperture generose per incorniciare la luce naturale e stabilire un dialogo continuo con l'esterno. Elemento iconico dell'intervento è la cupola circolare per la meditazione, simbolo visivo e funzionale del ritiro.
Il percorso d'ingresso è concepito come un'esperienza di transizione: un bacino riflettente e una sequenza ritmica di blocchi in cemento guidano il visitatore tra architettura e paesaggio. Al piano terra si concentrano le aree comuni, tra cui un salotto, una grande sala da pranzo condivisa, una piscina a sfioro integrata nel contesto e un focolare che favorisce l'interazione. Le due suite al piano terra e le otto al piano superiore offrono privacy e viste immerse nella vegetazione.
Il legno domina gli interni: rivestimenti, soffitti, arredi e schermature in legno naturale generano un ambiente caldo e uniforme, coerente con l'idea di rifugio rigenerativo perseguita dal committente. SOMA è al tempo stesso residenza privata e struttura per ritiri olistici, ed è proprio questa ambivalenza a conferire al luogo una forza scenica che la serie ha saputo valorizzare.
Lune de Sang Pavilion: architettura per il tempo profondo

Photo ©Brett Boardman
In netto contrasto con la spiritualità luminosa di SOMA, il Lune de Sang Pavilion firmato da CHROFI introduce una dimensione arcaica e quasi rituale. Inserito in un progetto paesaggistico multigenerazionale che mira alla riforestazione di un'ex area agricola, il padiglione è uno dei cinque elementi architettonici che definiscono lo spazio abitato. Non una casa nel senso convenzionale, ma una struttura ibrida tra luogo di incontro collettivo e rifugio privato.
La porzione pubblica del padiglione ha un'impronta da architettura civica, con un linguaggio che combina comfort domestico e scala comunitaria. Una parete in pietra, in continuità con i terrazzamenti del paesaggio, è l'unico elemento chiuso: il resto è trasparente, aperto alla foresta in divenire. La piscina e le dotazioni annesse rendono lo spazio ideale per ospitare eventi e momenti di socialità.
Separata da un ingresso discreto, la zona privata si rivolge invece a un pendio boschivo, schermata dalla vista panoramica. In questo spazio intimo, la matericità grezza del calcestruzzo e della pietra si unisce a una falegnameria in blackbutt scuro, disegnando un ambiente raccolto, quasi ipogeo.

Il progetto riflette una visione di architettura "elementale e atavica", pensata per durare secoli, come rovina archetipica che resiste nel tempo. I materiali scelti – pietra del luogo, calcestruzzo, legno e vetro – sono destinati a invecchiare con grazia, radicando l'edificio nel ciclo lento della foresta circostante.
Attraverso queste due architetture, "Nine Perfect Strangers" non si limita a evocare un'atmosfera, ma costruisce un universo percettivo che estende la narrazione dal testo allo spazio, dalla trama al paesaggio.
Dormire nella location di Nine Perfect Strangers 2
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