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Roma, apre al pubblico Casa Pasolini a Rebibbia
La prima casa romana del poeta riapre le sue stanze: un nuovo spazio culturale che parla al quartiere e alla città
Autore: rossana vinci
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Foto: Direzione Musei statali della città di Roma - Ministero della Cultura Foto: Direzione Musei statali della città di Roma - Ministero della Cultura
09/12/2025 - In via Giovanni Tagliere 3, a Rebibbia, apre ufficialmente al pubblico Casa Pasolini, restituita alla città dopo un attento intervento di riqualificazione promosso dal Ministero della Cultura e dalla Direzione generale Musei, insieme all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. L’appartamento entra ora nella rete dei luoghi della cultura, aggiungendosi alle case museo che raccontano l’identità creativa del Paese.

Durante la cerimonia inaugurale, la voce di Alessandro Preziosi ha riportato tra queste stanze alcuni brani di Pasolini, in una lettura che ha restituito immediatamente la densità poetica del luogo.
 

La prima casa romana, tra memoria e progetto culturale

Qui Pasolini visse con la madre dal 1951 al 1954, nel primo appartamento affittato a suo nome dopo l’arrivo nella Capitale. L’immobile è stato acquisito dallo Stato nel 2024 grazie alla donazione del produttore cinematografico Pietro Valsecchi.

Il restauro ha riguardato l’adeguamento degli impianti, il recupero delle finiture originarie, la selezione degli arredi pertinenti, la rifunzionalizzazione degli ambienti e l’avvio di una biblioteca tematica destinata a crescere nel tempo.

Casa Pasolini è ora aperta gratuitamente dal giovedì alla domenica con visite didattiche, iniziative culturali e attività pensate in dialogo con il territorio. Le prenotazioni sono disponibili tramite l’app Musei Italiani.
 

Cultura condivisa e partecipazione

La programmazione nasce dalla collaborazione con l’ente del Terzo Settore Passo Civico – Comitato per Roma, incaricato della gestione delle attività educative e di accoglienza, insieme al Municipio IV di Roma Capitale.

Il palinsesto propone laboratori per le scuole, gruppi di lettura, workshop di scrittura e sceneggiatura, passeggiate narrative, incontri, proiezioni e approfondimenti dedicati alla letteratura e al cinema. Una parte delle attività sarà fruibile anche in streaming per raggiungere scuole e pubblici più ampi. L’avvio sarà progressivo, con una struttura sperimentale e partecipativa che si adatterà alla risposta del quartiere e dei visitatori.


La mostra fotografica che inaugura gli spazi

Ad accompagnare l’apertura, la mostra 'La verità non sta in un solo Sogno ma in molti Sogni. Le case di Pier Paolo Pasolini a Roma', a cura di Matilde Amaturo e Sabrina Corarze, allestita proprio negli ambienti della casa.
Aperta fino al 1° marzo, presenta circa quaranta fotografie provenienti da importanti archivi nazionali: un percorso visivo che racconta il rapporto del poeta con la città, dalle sue dimore ai luoghi che hanno alimentato la sua scrittura e il suo cinema.
 

Voci dal giorno dell’inaugurazione

«Restituire oggi Casa Pasolini alla città significa aprire le porte di un luogo della cultura che diventa pubblico e torna a essere vivo, accessibile e in dialogo con il territorio», commenta Luca Mercuri, Direttore ad interim del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma.

Per Massimo Osanna, Direttore generale Musei, l’apertura «rappresenta un esempio concreto di collaborazione pubblico-privato», inserendosi nelle politiche del Piano Olivetti per la Cultura dedicate alla rigenerazione dei territori e al coinvolgimento attivo delle comunità.

Massimiliano Umberti, Presidente del Municipio IV, sottolinea il valore simbolico dell’iniziativa: «La Casa di Pasolini non è solo un museo, ma un simbolo di identità, di partecipazione e di speranza. Significa riaffermare il ruolo delle periferie come spazi di cultura, di identità e di futuro».

Il donatore Pietro Valsecchi racconta infine la scelta di acquisire e donare l’appartamento allo Stato: «Abbiamo immaginato insieme come riportare la casa all’atmosfera che doveva avere negli anni in cui Pasolini vi abitava. Vorrei che diventasse un luogo di incontro, di creatività, di nuove visioni. La cultura nasce dalla prossimità e dalla contaminazione».


Foto: Direzione Musei statali della città di Roma - Ministero della Cultura


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