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Tra conservazione e innovazione, rinasce l'architettura paradigma di Ivrea
G Studio firma il restauro conservativo e il retrofit energetico di Villa Rossi, icona dell'architettura italiana anni '60, oggi patrimonio UNESCO
Autore: giulia capozza
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TRA CONSERVAZIONE E INNOVAZIONE, RINASCE L'ARCHITETTURA PARADIGMA DI IVREA
09/11/2023 - Nel cuore di Ivrea, città industriale moderna in Piemonte voluta da Adriano Olivetti, rinasce Villa Rossi con un progetto di restauro e retrofit energetico firmato G Studio. La villa, icona dell'architettura italiana anni '60 oggi patrimonio UNESCO, fu commissionata nel 1959, in un gruppo di quattro ville, da alti dirigenti dell'Olivetti all'Ufficio Consulenza Case Dipendenti e incarna pienamente il nuovo linguaggio architettonico dell'UCCD rispetto al tardo razionalismo degli anni '50. Tra conservazione e innovazione, il restauro implementa soluzioni all'avanguardia per migliorare l'efficienza energetica dell'edificio, senza comprometterne l'estetica originale. 
 

Villa Rossi come architettura paradigma di Ivrea

Collocata sulle colline di Banchette su una superficie di oltre 2000 mq, la villa sfrutta la complessa orografia del terreno, con una disposizione dei volumi su due livelli attorno a un camino centrale. Il piano superiore è dedicato agli spazi abitativi e il piano inferiore è riservato ai servizi, tra cui una sala giochi e un garage. La struttura portante è costituita da pilastri centrali e muri perimetrali in cemento armato, apparentemente disposti in modo irregolare ma funzionalmente razionale.

In linea con la nuova estetica introdotta a Ivrea da Eduardo Vittoria, i fronti del primo piano e del piano terreno della testata ovest sono rivestiti con tozzetti in grès di diverse dimensioni e tonalità. Quattro frangisole in terracotta smaltata bianco madreperlaceo arricchiscono le facciate sud e ovest. Elemento significativo è il muro di cinta della proprietà, lungo circa 65 metri, con un bassorilievo ispirato al celebre marchio Olivetti, la spirale greca disegnata da Marcello Nizzoli nel 1954. 
Gli infissi adottano il "sistema Wagner," una tecnologia d'avanguardia introdotta agli inizi del Novecento, in cui due telai incernierati e un vetro semplice da 3 mm creano una intercapedine per migliorare l'isolamento termico e acustico. 

Il progetto di restauro di G Studio

Sotto la guida dell'architetto Enrico Giacopelli di G Studio, il progetto iniziato nel 2020 ha previsto il restauro conservativo dei frangisole, delle parti metalliche, del muro di cinta e delle facciate in grès. I componenti in terracotta smaltata danneggiati sono stati ripristinati con elementi fortuitamente reperiti in una scorta. I profili in acciaio di bordo deformi e corrosi dall'umidità, sono stati restaurati e fissati saldamente ai solai.

La sfida più significativa del progetto è stata il miglioramento energetico. L'obiettivo era portare l'edificio alla classe B, rispettando le caratteristiche architettoniche e minimizzando l'impatto visivo degli interventi. L'isolamento è stato potenziato con l'uso di sughero nelle pareti esterne e la correzione dei ponti termici. Gli infissi originali sono stati restaurati e dotati di nuovi vetri a bassa emissività. La copertura è stata rivista per migliorare il comfort, con una nuova stratigrafia, pannelli in PCM e una circolazione dell’aria ottimizzata.

Inclusa nella buffer zone del patrimonio dell'umanità Unesco di "Ivrea Città industriale del XX Secolo", oggi Villa Rossi rappresenta un bilanciamento tra la memoria storica e l'innovazione energetica, un adattamento sostenibile di un edificio del Novecento nel rispetto delle moderne esigenze e del passato architettonico. Il progetto promuove una strategia di salvaguardia attiva che coinvolge la committenza e incentiva la sensibilizzazione e la responsabilizzazione nel processo di conservazione e restauro.

  Scheda progetto: Villa Rossi
Paolo Mazzo
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