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La nuova vita di un casale dell’Ottocento in Val d’Orcia
VPS Architetti adegua il fabbricato colonico originario alle nuove esigenze
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Foto studio_vetroblu Foto studio_vetroblu
15/07/2022 - Lo studio cagliaritano VPS Architetti è intervenuto su un casale ai piedi del centro storico di Castelmuzio, un piccolo borgo della Val d’Orcia, lungo la strada che porta a Pienza. È ubicato a mezza costa e guarda verso la pieve di S. Anna in Camprena, un ex Monastero Benedettino Olivetano del XV Secolo nel cui refettorio è conservato uno splendido ciclo di affreschi (1503) di Antonio Bazzi, detto Il Sodoma, e dove Anthony Minghella ha girato alcune scene del film “Il Paziente Inglese”.
 
Il fabbricato colonico originario, che per i suoi caratteri tipologici e costruttivi sembra risalire alla seconda metà dell’Ottocento, è stato oggetto di aggiunte e superfetazioni fino agli anni ‘50 del secolo scorso.

Il progetto ha adeguato il fabbricato alle nuove esigenze ridistribuendo e reinterpretando spazialmente gli ambienti interni e inserendo i nuovi impianti, senza aumentare o alterare la volumetria storica esistente e senza modificare i caratteri architettonici e costruttivi originari delle facciate, vincolati dalla norma.
 
L’orientamento, la vista e le relazioni tra gli spazi interni del casale e gli spazi circostanti hanno guidato le principali scelte di progetto.

AI piano terra i lati da privilegiare, per quanto riguarda gli spazi da destinare ad attività come il pranzo e la cucina, sono apparsi essere quelli a sud, ben illuminati durante l’inverno e in diretto contatto, tramite porte finestre, con lo spazio all’aperto antistante pranzo e cucina, prospiciente la valle e la Pieve, che diventa una terrazza pavimentata ombreggiata dagli alberi circostanti, da utilizzare come pranzo/soggiorno all’aperto.
 
L’ingresso, con la scala che porta al primo piano, è ubicato ad ovest in corrispondenza del nuovo accesso alla proprietà, ma presenta anche una finestra a sud che consente di traguardare la vista principale sulla valle.
 
Sul lato nord si trova il grande spazio (prima erano le stalle) del soggiorno con il camino, che presenta due porte finestre a nord e due finestre rispettivamente a est e a ovest ed è collegato, tramite un grande varco interno ed alcuni gradini, al pranzo in modo da far penetrare la luce da sud durante l’inverno.
 
Lo spazio all’aperto retrostante, ricavato attraverso operazioni di contenimento e terrazzamento del versante a monte, è un cortile pavimentato, accessibile tramite le due porte finestre, dove espandere all’aperto le funzioni del soggiorno nella bella stagione. Infatti, data la sua esposizione - risulta compreso tra il casale e il pendio retrostante ed è esposto a nord – è particolarmente fresco e gradevole durante l’estate. Sul lato est è stata prolungata la scala esterna esistente in modo da consentire l’accesso diretto dall’esterno ad una delle camere da letto poste al livello più alto del primo piano. Tale prolungamento è stato previsto con una rampa, chiaramente distinta da quella esistente, realizzata in profili ed elementi di acciaio corten. Sempre su quel lato, al piano terra, è stato realizzato un piccolo spazio all’aperto pavimentato definito dalla scala esterna, dal forno e dal piccolo annesso agricolo trasformato in cantina/dispensa.
 
Al primo piano si trova la “suite” padronale formata da studio, letto, bagno e cabina armadio, che affaccia a sud, con due finestre che guardano la Pieve, e ad est, con due finestre che intercettano il sole del mattino. Le altre due camere da letto sono esposte rispettivamente ad est e ad ovest.
 
La “vocazione” delle varie parti del casale ad essere reinterpretate alla luce del nuovo utilizzo è stato il secondo aspetto di cui si è tenuto conto nelle scelte di progetto principali.
 
Il casale è stato realizzato in momenti diversi. Al corpo principale contraddistinto dal tetto a padiglione, sicuramente il più antico, si sono aggiunti in un secondo tempo un corpo più basso con copertura ad una sola falda sul lato ovest, la scala esterna sul lato est e, in anni più recenti – date le caratteristiche costruttive - il corpo posteriore su due livelli con copertura a due falde. Gli annessi sul lato est sembrano essere stati realizzati contemporaneamente alla scala esterna, mentre il fienile sul lato ovest sembra essere coevo all’ampliamento più recente. L’eterogeneità delle varie parti componenti la sua struttura fa sì che le stesse abbiano caratteri differenti da considerare in relazione al nuovo programma spaziale e d’uso.
 
Il corpo sul lato ovest, sia per la presenza di una grande apertura esterna ad arco che per le sue caratteristiche planimetriche e volumetriche - si tratta infatti di uno spazio relativamente angusto sia come superficie che come altezze interne - è stato reinterpretato come uno spazio di ingresso a doppia altezza con la scala a vista. Il nuovo ingresso introduce ad una sequenza di varchi il cui asse attraversa il casale, connettendo, sia percettivamente che distributivamente sia i vari spazi interni che i due spazi all’aperto ad ovest ed est. Salita la scala si arriva su un “ponte” che affaccia su un altro ambiente a doppia altezza posizionato pressoché al centro della costruzione, che corrisponde ad un “quadrante” del tetto a padiglione del corpo originario. Tramite questo ponte si accede sia alla “suite” padronale che, tramite alcune alzate, alle due camere da letto e ad un bagno e, tramite un’altra scala, ad uno studiolo ricavato nella parte più alta del tetto da cui si traguarda la Pieve.
 
Gli interventi sulle facciate e sulle coperture consistono soprattutto in operazioni di restauro conservativo eseguite utilizzando materiali e tecniche appartenenti alla tradizione locale. Le nuove finestrature, in aggiunta a quelle esistenti, sono state in parte ricavate dalla riapertura di finestre e varchi esistenti murate e in parte da nuove aperture, necessarie per un corretto utilizzo di alcuni ambienti, realizzate nel rispetto delle forme e delle proporzioni tradizionali.
 

  Scheda progetto: Casa AL
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Commenti per questa notizia
Giorgio Salmaso
Intervento pulito, ed essenziale, come si suol dire. Tuttavia critico la scelta di dotare di scuri solo alcune finestre escludendo tutte le altre, a mio avviso una scelta puramente estetica, negando in tal modo le necessità funzionali dell'edificio.
Giorgio Salmaso
Intervento pulito, ed essenziale, come si suol dire. Tuttavia critico la scelta di dotare di scuri solo alcune finestre escludendo tutte le altre, a mio avviso una scelta puramente estetica, negando in tal modo le necessità funzionali dell'edificio.
Giorgio Salmaso
Intervento pulito, ed essenziale, come si suol dire. Tuttavia critico la scelta di dotare di scuri solo alcune finestre escludendo tutte le altre, a mio avviso una scelta puramente estetica, negando in tal modo le necessità funzionali dell'edificio.

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