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Vicenda Palazzo dei Diamanti a Ferrara
L’ordine del Ministero impone lo stop al progetto del padiglione esterno
Autore: rossana vinci
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22/01/2019 - L’ampliamento di Palazzo dei Diamanti non si farà, il comunicato ufficiale è arrivato lo scorso 18 gennaio.
Nello specifico il Ministero, per mano del direttore generale Gino Famiglietti, ha disposto che la soprintendenza «esprima parere negativo (...) per la parte del progetto presentato che inerisca alla realizzazione di nuovi volumi», quest’ ultimi ritenuti «non compatibili con le esigenze di tutela del complesso». Riguardo la necessità di nuovi spazi per esigenze espositive, che era all’origine del progetto di ampliamento (bandito dal Comune di Ferrara nel 2017) l’atto del ministero suggerisce «il restauro e la riutilizzazione di edifici di proprietà comunale o altri enti pubblici» posti nelle vicinanze del Palazzo stesso.
Termina così la vicenda dell’ampiamento del Palazzo dei Diamanti a Ferrara che ha visto da una parte il Comune, favorevole, e dall’altra parte un acceso fronte con a capo i fratelli Vittorio ed Elisabetta Sgarbi, contrario.

Ma facciamo qualche passo indietro.
Un paio di fa era stato bandito dal Comune di Ferrara il concorso per il restauro di Palazzo dei Diamanti a Ferrara, il capolavoro rinascimentale progettato da Biagio Rossetti, e la realizzazione di un padiglione nel giardino sul retro del Palazzo.
Il bando di concorso richiedeva una soluzione per chiudere il percorso espositivo (al Palazzo manca il quarto lato), insieme al restauro di alcune parti dell’antica fabbrica, le più manomesse, per ospitare alcuni servizi a supporto dello spazio espositivo: il bookshop, la caffetteria, i servizi igienici e uno spazio per i bambini.

La giuria (presieduta da Maria Luisa Pacelli, dirigente del servizio Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara, e composta, tra gli altri, da Giorgio Cozzolino, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e dall’architetto Alfonso Femia) aveva nominato vincitore del concorso il progetto elaborato da 3TI, Labics, Elisabetta Fabbri e Vitruvio.

Il progetto oltre alla riqualificazione e alla riconversione di alcuni spazi già esistenti, prevedeva la costruzione di un nuovo padiglione polifunzionale nel giardino retrostante «capace di fondere la sua matrice formale sulla stessa logica geometrica che struttura il Palazzo, una scelta che consente al nuovo intervento – del tutto differente nel linguaggio formale e materiale - di entrare a far parte della logica evolutiva dell'edificio esistente» – affermano i progettisti.

Ad un anno di distanza dalla proclamazione del progetto vincitore, una petizione, promossa dalla Fondazione Cavallini Sgarbi indirizzata al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, si scaglia contro il progetto. Oltre duecento le firme di intellettuali, artisti e politici, per dire "no" al progetto di ampliamento del polo espositivo del Palazzo dei Diamanti, icona di Ferrara. Tra i firmatari Pupi Avati, Albano, Sergio Castellitto, Massimo D'Alema, Philippe Daverio, Claudio Magris, Dacia Maraini, l'ex ministro Massimo Bray.
Il palazzo, si legge nella petizione, «sta per essere aggredito, nella sua perfezione, da un progetto di 'ampliamento' del costo di 3,5 milioni di euro». L'intervento, scrive la Fondazione, «soffoca il rapporto dell'edificio con lo spazio aperto della città. E assume lo stesso assurdo significato che avrebbe aggiungere un canto alla Divina Commedia o all'Orlando Furioso».

Sul fronte opposto il Comune di Ferrara con sindaco Tiziano Tagliani e l’IN/ARCH l’istituto Nazionale di Architettura sostenitori della tesi per la quale il progetto vincitore del concorso andrebbe invece realizzato.
A favore del progetto anche il Consiglio Nazionale degli Architetti che ha affermato «avremmo voluto intervenire nel dibattito culturale ed affermare, come architetti, che siamo sorpresi dalle drastiche e nette affermazioni per cui qualcosa “non può essere toccato”, poichè l’intera Italia dei capolavori è il frutto di interventi successivi, stratificazioni, sovrapposizioni insomma del divenire della storia e delle epoche sui palazzi, i territori e i luoghi. Dunque, avremmo voluto parlare di ciò. Siamo invece costretti, vista la violenza e l’estensione della polemica, ad intervenire per tutelare qualcosa di molto più specifico che viene chiamato in causa nel contenzioso tra il comune di Ferrara ed i suoi critici, cioè l’importanza del concorso alla base dell’intero percorso».


Alcune immagini del progetto vincitore del Concorso:
 

  Scheda progetto: Palazzo dei Diamanti
View of the pavilion from inside the renaissance courtyard
Vedi Scheda Progetto
View of the rear garden from the interior space
Vedi Scheda Progetto
The interior space
Vedi Scheda Progetto
View from the rear garden
Vedi Scheda Progetto
Position of the new pavillion in the rear garden
Vedi Scheda Progetto
Palazzo dei Diamani, main facade
Vedi Scheda Progetto


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Commenti per questa notizia
Vinz
Tanti filosofi, tanti titoli, tanta fuffa leggo nei commenti. Perchè non ho visto alcun vostro nome tra i partecipanti e/o i vincitori? Sempre leoni da tastiera ma quando vi era la possibilità di partecipare, nessuno che mostrato le sue vere doti... Ma fatemi il piacere!
Gigifer
ha ragione Daniela arch. Il futuro non è la museificazione di tuttto
giovanni
evviva Sgarbi e abbasso le stracagate!!!!!!!!!!!!!!!!
Luca
Riutilizzare volumi inutilizzati è una buona prassi, ma ce ne sono in prossimità del Palazzo? E poi: si sta parlando di un museo che per migliorare l'offerta culturale necessita di un "4° lato" per chiudere il percorso espositivo. Chi critica c'è stato? Io ci sono stato poche settimane fa, la visita si interrompe a metà, dove si deve rimettere la giacca e percorrere un tratto esterno per poi rientrare e riprendere la visita... vi pare una cosa ammissibile al giorno d'oggi? Finiremo con l'abbandonare questi spazi a favore di nuove-anonime-funzionali-costruzioni... dimenticandoci di monumenti come il Palazzo, con l'intento di "tutelarlo" senza renderci conto che così lo si sta devitalizzando
Anna Belmonte
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Stefano C Architetto
Massima solidarietà ai Funzionari Mibact coinvolti nel procedimento bocciato. L'azione calata dall'alto vanifica il loro impegno e getto un ombra di sospetto sulle loro capacità, un danno d'immagine che temo sia difficile da recuperare. Vi sarete sentiti scavalcati, mortificati ed esautorati della vostra funzione. Sono sinceramente dispiaciuto perché conosco la vostra dedizione, apertura al confronto ed onestà intellettuale. Spero che questa brutta vicenda non vi faccia disinnamorare del vostro lavoro che svolgete con capacità e scrupolo.
Stefano C Architetto
Ritengo che "L'affaire Diamanti" sia un pericoloso e tragico precedente. Il Concorso è nato, fin da principio, con il coinvolgimento di tutti gli Attori, a tutti i livelli: Mibact, Comune, Ordini professionali. Vi erano quindi tutti i presupposti corretti per avere un procedimento virtuoso da portare a modello...invece? Invece siamo in Italia, un eterno Gioco dell'Oca in cui si ritrova sempre alla casella di partenza. Palazzo dei Diamanti é una sede museale manifestamente inadeguata. Il nuovo corpo di fabbrica sopperiva solo in parte ai suoi atavici difetti. Ma questo abbiamo. Era quindi l'unica soluzione tecnico-economica sostenibile. Chi parla di dirottare questi fondi per recuperare altri immobili del Quadrivio Rossettiano o è in malafede non sa di cosa parla. Sono almeno 30anni che si fanno questi tentativi ma vi sono troppi Enti coinvolti, fra cui 2 Ministeri, e non stiamo parlanto di 3.500.000 € ma di decine. L'azione del prof. Sgarbi non merita commento.
daniela architetto
Il progetto vincitore non è bello, non si inserisce in modo organico, non è armonico. Ma in primis non è "attaccato" al Palazzo, è in un'area distaccata, un lotto residuo sul retro. Meglio, molto meglio, sarebbe stato se Sgarbi e compagnia fossero entrati nel merito della qualità del progetto e l'avessero bocciato perché non idoneo in quelle forme. Invece la loro azione mi sembra proprio frutto di incapacità. Significa che non hanno gli strumenti per giudicare. Firmo anch'io se propongono di attaccare un volume al Palazzo. Ma qui si parla di una cosa diversa. Io possiedo gli strumenti per giudicare ciò che è armonico perché, come insegnano gli antichi architetti, non è affatto vero che è bello ciò che piace ma ciò che rispetta canoni precisi di armonia ( avete mai sentito parlare di sezione aurea e annessi?). Se invece voglio provocare e "spaccare" posso farlo senza rispettare certi canoni.
Daniela architetto
Ma mi chiedo: avete visitato il Palazzo? Tutto funziona a meraviglia nella dislocazione degli spazi di servizio e di supporto ai visitatori? Anch'io ho molte perplessità sulla qualità del progetto vincitore ma dico: " la vogliamo risolvere la questione dei monumenti italiani che non funzionano come dovrebbero per dare ai visitatori gli spazi necessari? Oppure vogliamo continuare ad avere file infinite e bookshop che fanno ridere? Vogliamo valorizzare oppure ingessiamo tutto e buonanotte? Dire no a priori denota solo che si è incapaci di giudicare correttamente e non si è in grado di indirizzare le scelte da fare. Mi meraviglio di alcuni firmatari come ad esempio Daverio che ha le capacità di giudicare e discernere.
Walter architetto
Leggo commenti di gente che sicuramente non hanno visto il progetto e/o non sono mai andati ad una mostra a Palazzo Diamanti dove resti imbottigliato negli stretti passaggi perché manca un percorso espositivo. Povera Italia popolata e governata da boccaloni e ciarlatani
franca
non sono contraria alle innovazioni ma dipende molto come vengono realizzate e condivido il commento di teti maria adele sotto riportato
francesco architetto
Sono d'accordo con l'azione promossa da Vittorio Sgarbi. Il palazzo dei Diamanti l'ho visto e l'ho ammirato fin da piccolo sui libri di storia e quando da grande mi sono trovato difronte mi sono emozionato per la sua sublime bellezza. Noi architetti abbiamo avuto da sempre la presunzione di misurarci con l'architettura del passato intervenendo su di essa . Ma se l'architettura ( meglio dire gli architetti) oggi ha qualcosa da dire, una testimonianza da lasciare ai posteri, sarebbe opportuno che lo facesse in luoghi completamente dedicati a tale scopo lasciando vivere ciò che ormai appartiene alla storia
teti maria adele ordinario urb.
certo ilpalazzo dei diamanti è cosa sublime che non può essere modificata .sono certa che esistono altre possibilità di sfruttare lo spazio che non quello di aggiungere nuovi volumi. Le foto mostrano una tettoia ma immagino che tutti quei servizi devono avere un volume. Solo Carlo Scarpa sapeva fondere nuovo e vecchio in una mirabile armonia . Gli altri lasciano sempre un po delusi.
stefano
Assurda decisione "politica" trainata dagli interessi elettorali di Sgarbi che sovrasta (grazie ad un governo ignorante e presuntuoso confortato dalle firme di personaggi irriconoscibili o di scarsa credibilità culturale specifica), competenze di valore e procedure consolidate. Arrogarsi il diritto di annullare i risultati di un concorso regolarmente bandito e svolto è un affronto alle regole democratiche ed alla sua cultura. Indipendentemente dal giudizio che ciascuno può esprimere sul progetto vincitore. Personalmente poi reputo che Labics, senza guardare a Chipperfield, abbia precedentemente saputo fare di meglio.
laura
E' COSA BUONA CHE QUESTO PROGETTO SIA STATO BLOCCATO

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