16/02/2026 - Nel piccolo villaggio di Deux Rivières, in Borgogna, un’antica casa di viticoltori torna a vivere grazie al progetto di Atelier FCA, guidato da Fabrizio Fiorentino.
La dimora, divenuta oggi casa di villeggiatura per una coppia franco-irlandese residente negli Stati Uniti, è pensata come luogo di ritorno alle origini e di accoglienza per familiari e amici, nel segno di un dialogo misurato tra passato agricolo e abitare contemporaneo.
Situata in un borgo medievale di circa 1.200 abitanti, attraversato da un fiume e noto per la tradizione ceramica sviluppata dal dopoguerra in poi, la casa si inserisce in un contesto rurale perfettamente conservato. L’intervento sceglie una via discreta, fatta di sottrazioni e riequilibri, senza mai forzare il carattere originario dell’edificio.
La costruzione è composta da due volumi distinti: il corpo principale dell’abitazione, organizzato su due livelli per circa 160 m², e un granaio indipendente di 120 m² che sarà oggetto di una fase successiva di restauro prevista per la fine del 2026. Fin dall’inizio la casa è concepita come residenza per il tempo libero: non un rifugio isolato, ma una struttura capace di sostenere una vita domestica intensa, fatta di incontri, cene conviviali e lunghi soggiorni condivisi.
Questa vocazione si riflette nella distribuzione interna.
Le camere da letto, volutamente contenute, lasciano spazio a zone comuni generose, dove i confini tra giorno e notte si fanno più porosi.
Al piano terra un grande ambiente unico accoglie il salone con cucina a vista e un bancone di dimensioni importanti, cuore della socialità quotidiana, affiancato dalla sala da pranzo e dall’area living; completano il livello una camera e un bagno. Gli spazi sono pensati come ambienti permeabili e multifunzionali, adatti tanto al lavoro quanto all’ospitalità.
Il primo piano nasce dalla trasformazione dell’antico sottotetto, un tempo adibito a deposito, in dimensione più raccolta e privata della casa. Qui si articolano due camere da letto, un bagno, un salone TV e la suite padronale con bagno dedicato.
Il progetto si confronta con una condizione solo apparentemente paradossale: creare intimità all’interno di volumi dalle altezze monumentali, prossime ai sei metri, rese possibili dalla conservazione della grande capriata lignea originaria. L’intento è valorizzare le travi, lasciandole emergere come presenza identitaria dello spazio, senza sacrificare il senso di accoglienza.
Per raggiungere questo equilibrio, Atelier FCA lavora su un meticoloso disegno di falegnamerie su misura: elementi che ridefiniscono le proporzioni, introducono nuovi scorci e punti di vista inaspettati per una casa, ma naturali nell’uso quotidiano. Il cantiere si sviluppa per fasi: una prima, nel 2015, dedicata al piano terra e al rifacimento completo della copertura; una seconda, nel 2023, coincide con il ritorno dei proprietari in Europa e riguarda il primo piano e gli spazi più intimi.
La scelta dei materiali e dei colori risponde alla volontà di costruire ambienti autentici e caldi. Una palette volutamente ristretta – rovere naturale, murature in mattoni a vista, superfici intonacate – definisce interni contemporanei ma in costante dialogo con il carattere rurale dell’edificio. Il colore, usato con misura, diventa strumento di continuità e di equilibrio, più che elemento decorativo.
The House of Time Regained si presenta così come una casa che restituisce valore al tempo: quello sedimentato nelle pietre, nelle travi e nelle proporzioni originarie, e quello futuro, fatto di presenze, stagioni e relazioni che abiteranno questi spazi.
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