Foto Alberto Strada
04/02/2026 - Sulle alture del Piemonte settentrionale, a pochi passi da Domodossola, sorge Cisore, piccolo borgo raggiungibile anche a piedi, percorrendo l’antica mulattiera che collega il fondovalle a una dimensione fuori dal tempo. È qui che prende forma il progetto di Casa Cisore, una ristrutturazione firmata ATOMAA che si misura con la materia viva dell’architettura alpina e con la delicatezza del ricordo.
Un tempo abitata dai nonni della committente, la casa era rimasta chiusa per oltre vent’anni. L’intervento, rispettoso e calibrato, ha voluto ascoltare e restituire la voce a ogni segno del passato, trasformando ciò che restava in una narrazione contemporanea dello spazio abitato.
Luce e profondità in una casa di pietra
Uno dei gesti architettonici più significativi è l’apertura di varchi e connessioni tra gli ambienti, in particolare attorno alla scala centrale, originariamente imprigionata tra due pareti. Oggi questa figura architettonica diventa protagonista del racconto domestico, un elemento che connette e dilata lo spazio, permettendo alla luce di fluire tra soggiorno e cucina.
Al piano superiore, la zona notte integra un bagno compatto ma funzionale, con superfici in resina rosso pompeiano che fanno da trait d’union con gli inserti in ferro brunito – tra cui la balaustra della scala – marcando con eleganza gli interventi contemporanei.
Materiali che parlano il linguaggio del tempo
Il progetto lavora sul dialogo tra materiali antichi e nuovi: le travi in legno di larice, castagno e noce, annerite dalla fuliggine o imbiancate a calce, sono state restaurate e rese nuovamente visibili. Il tetto in piode di beola è stato recuperato come segno di continuità con la tradizione costruttiva locale, diventando parte di una “lanterna architettonica” grazie a una botola vetrata che illumina l’ambiente sottostante.
Ogni dettaglio – dalle finiture ai colori, fino alla disposizione degli arredi – nasce da un confronto diretto con la memoria familiare: oggetti, fotografie e dipinti rinvenuti nella casa hanno orientato le scelte progettuali, trasformando il restauro in un esercizio di narrazione materica e affettiva.
Tra paesaggio, pitture murali e vite che ritornano
Durante i lavori sono riemerse antiche decorazioni murarie, pitture dimenticate che raccontano epoche e abitanti passati. Queste superfici sono state conservate e integrate con discrezione, in equilibrio con le linee pulite e la nuova spazialità introdotta dal progetto.
All’esterno, il piccolo spazio di pertinenza è stato sistemato con semplicità: pietra locale, intonaci in calce naturale, un’antica vite americana miracolosamente sopravvissuta, oggi affiancata da un ulivo, piante aromatiche e una grande tavola in pietra che torna ad accogliere i momenti della convivialità estiva.
Un restauro che diventa racconto
Casa Cisore non è solo un intervento architettonico: è un atto di cura verso il luogo, la memoria e le persone. Un esempio di come l’architettura possa custodire e al tempo stesso rigenerare, restituendo al presente spazi densi di storia, pronti ad accogliere nuove vite.
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