18/02/2026 - Da oggi, 18 febbraio, al 19 luglio 2026, il Centro Culturale Altinate | San Gaetano di Padova ospita M.C. ESCHER. Tutti i capolavori, la più grande e completa esposizione dedicata all’artista olandese Maurits Cornelis Escher (1898–1972).
Con oltre 150 opere, tra cui Mano con sfera riflettente (1935), Giorno e Notte (1938), Metamorfosi II (1939-1940), Relatività (1953) e Belvedere (1958), la mostra ripercorre l’intera parabola creativa di uno dei più celebri incisori del Novecento.
Curata da Federico Giudiceandrea, Presidente della M.C. Escher Foundation, con il patrocinio dell’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, la mostra è promossa dal Comune di Padova e prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con M.C. Escher Foundation, M.C. Escher Heritage e Maurits.
Dalla natura all’infinito: il percorso espositivo
Il percorso della mostra si apre con le prime opere giovanili, segnate dall’influenza dell’Art Nouveau e del Simbolismo, e prosegue attraverso il periodo italiano (1922–1935), quando Escher visse a Roma e viaggiò tra Sud e Centro Italia, traducendo paesaggi e architetture medievali in xilografie e litografie.
Le sezioni centrali approfondiscono i temi che hanno reso Escher una figura unica nel panorama internazionale:
- Tassellazioni, ispirate anche allo studio delle decorazioni moresche dell’Alhambra di Granada, dove il piano si riempie all’infinito senza vuoti né sovrapposizioni;
- Metamorfosi, cicli in cui figure geometriche e organismi viventi si trasformano l’uno nell’altro in un continuum visivo;
- Struttura dello spazio, con l’esplorazione di superfici riflettenti, solidi regolari e nastro di Möbius;
- Paradossi geometrici, culminanti in opere come Relatività, Cascata, Salire e Scendere e Galleria di stampe, in cui architetture apparentemente plausibili si rivelano impossibili.L’ultima sezione, dedicata alla cosiddetta “Eschermania”, racconta la diffusione globale del suo immaginario dagli anni Cinquanta in poi, tra dialoghi con la comunità scientifica e appropriazioni culturali negli Stati Uniti.
L’architettura come dispositivo percettivo
Fin dagli esordi, Escher mostra un’attenzione particolare per l’organizzazione dello spazio. Le sue composizioni mettono in crisi la prospettiva tradizionale, costruendo ambienti tridimensionali su superfici bidimensionali. Scale che salgono e scendono simultaneamente, edifici che sfidano la gravità, piani che si ribaltano: l’architettura diventa campo di sperimentazione mentale, strumento per interrogare i limiti della percezione e della logica.
La sua ricerca, pur fondata su conoscenze matematiche prevalentemente intuitive, ha dialogato con matematici e cristallografi, trovando nella geometria un alleato per rappresentare l’infinito e le strutture impossibili.
Un’esperienza immersiva tra reale e virtuale
La mostra è arricchita da un allestimento scenografico e da numerose installazioni interattive: la Relativity Room, che altera la percezione di scala e orientamento; la Mirror Room, con riflessi moltiplicati; postazioni dedicate a Mano con sfera riflettente e a Galleria di stampe, dove il pubblico può sperimentare l’“effetto droste”.
Inoltre, presso i Musei Civici Eremitani, viene presentata per la prima volta un’installazione in realtà virtuale che consente ai visitatori di attraversare le architetture escheriane, muovendosi tra scale, porte e punti di vista ribaltati, trasformando l’osservatore in protagonista di uno spazio onirico.
|