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Living Units di Andrea Zittel: la casa portatile in 3 metri quadrati
Un baule, al limite tra arte e design, che si apre e racchiude tutto il necessario per vivere, mettendo in discussione comfort, libertà e bisogni essenziali dell’abitare contemporaneo
Autore: rossana vinci
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A to Z 1994 Living Unit 1994 © Andrea Zittel, Courtesy Regen Projects A to Z 1994 Living Unit 1994 © Andrea Zittel, Courtesy Regen Projects
13/02/2026 - All’apparenza è un semplice baule da viaggio. Poi si apre – e, in appena 3 metri quadrati, diventa casa.

Le Living Units di Andrea Zittel nascono da un gesto essenziale e quasi spiazzante: racchiudere tutto ciò che serve per vivere in uno spazio minimo, compatto, mobile. Letto pieghevole, sgabelli, contenitori, superfici per lavorare. Ogni elemento trova posto in una struttura richiudibile che passa attraverso una porta standard e si muove su ruote. Una micro-architettura nomade che mette in discussione il nostro rapporto con lo spazio, il comfort e ciò che consideriamo davvero indispensabile.

Ideate nei primi anni Novanta e abitate per la prima volta dall’artista nel 1993, le A-Z Living Units sono strutture autosufficienti che sfumano i confini tra mobile, scultura e architettura. In appena 3 metri quadrati – circa 244 × 122 cm – condensano le funzioni primarie dell’abitare: dormire, mangiare, lavorare, organizzare la propria vita quotidiana. Non semplici oggetti di design, ma dispositivi concettuali che interrogano il modo in cui costruiamo la nostra esistenza attraverso lo spazio.

Emblematica è la Living Unit del 1993, che si apre come uno steamer trunk: in modalità trasporto contiene letto e sgabelli; una volta dispiegata, si trasforma in un ambiente completo. Ogni anno Zittel ha sviluppato un nuovo modello, ispirandosi al sistema evolutivo della produzione automobilistica: layout diversi, funzioni ripensate, configurazioni sempre nuove. Una ricerca per prototipi che mette alla prova l’idea modernista secondo cui semplificare l’ambiente domestico possa generare maggiore libertà personale.


A to Z 1993 Living Unit 1993. © Andrea Zittel, Courtesy Regen Projects.

Al centro del suo lavoro c’è infatti una tensione precisa: quella tra limitazione e liberazione. I vincoli progettuali non sono ostacoli, ma strumenti. Ridurre, organizzare, strutturare significa creare condizioni che stimolano consapevolezza e creatività. La libertà totale, suggerisce Zittel, può trasformarsi in una forma di restrizione; al contrario, sistemi chiari e prescrittivi possono aprire spazi inattesi di autonomia.

Nata nel 1965 a Escondido, in California, e oggi attiva a Joshua Tree, Andrea Zittel porta avanti da oltre venticinque anni una pratica che intreccia spazi, oggetti e modi di vivere. Dalle A-Z Personal Uniforms al compound sperimentale A-Z West nel deserto del Mojave meridionale, il suo lavoro è un’indagine continua su cosa significhi esistere e partecipare alla cultura contemporanea. I suoi progetti suggeriscono che serie di limitazioni possano generare emancipazione e ridefinire il nostro modo di pensare ai bisogni e alle strutture sociali.

Esposte in contesti come la Whitney Biennial, la Biennale di Venezia, Documenta X e la Biennale di Istanbul, le Living Units restano oggi più attuali che mai. In un’epoca di spazi ridotti, mobilità crescente e ridefinizione del concetto di casa, questi volumi compatti su ruote non sono solo micro-abitazioni: sono dichiarazioni progettuali.

Più che una soluzione abitativa, le Living Units sono una domanda aperta: quanto spazio ci serve davvero per vivere?


© Andrea Zittel, Courtesy Regen Projects


© Andrea Zittel, Courtesy Regen Projects


© Andrea Zittel, Courtesy Regen Projects


© Andrea Zittel, Courtesy Regen Projects

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