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Inaugurato a Torino il Campus Luigi Einaudi firmato Foster
Un complesso di sette edifici 'intelligenti' e sostenibili immersi nel verde
Autore: cecilia di marzo
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24/09/2012 - L’Università di Torino ha inaugurato sabato il Campus Luigi Einaudi. 45mila mq di superficie, 14mila mq di verde, 70 aule per 8mila studenti e il moderno Polo Bibliotecario - dedicato a Norberto Bobbio - che ospita 620mila volumi. Un complesso di sette edifici immersi nel verde che si affacciano su una grande piazza, ma con la “suggestione” di un unico edificio grazie alla copertura luminosa del tetto sospeso, visibile ormai da mesi dai punti panoramici di Torino.
 
L’edificio più moderno della Città - nato dal progetto dello studio Foster&Partners e costruito con i più innovativi criteri di sostenibilità ambientale, risparmio energetico, solar design e strategie bioclimatiche – ha aperto le porte alla Città.

Con la nascita del Campus Einaudi - ha dichiarato il Prorettore dell’Università di Torino, Sergio Roda - l’Università contribuisce nei fatti all’ambizioso progetto di ‘Torino Città universitaria’, e lo fa con un’opera destinata, per l’altissimo profilo architettonico e l’impatto urbanistico, ad entrare di diritto tra i simboli identificativi della Città. In una fase di grave crisi economica - continua – un investimento di tale portata, circa 135 milioni di euro, rappresenta, inoltre, un forte segnale  antitendenza sulle potenzialità di ripresa della nostra Città”.

Il nuovo Campus è stato concepito in un’ottica di comfort visivo, uditivo e ambientale, con particolare attenzione alla problematica del risparmio energetico, evitando tecnologie invasive e non in sintonia con l’architettura di altissimo profilo del progetto.
Sono stati utilizzati oltre 7.200 mq di pavimentazioni esterne fotocataliche che, grazie all’azione combinata della luce solare, neutralizzano le molecole degli idrocarburi, ovvero le polveri inquinanti che vi si appoggiano. È stata posta estrema attenzione all’uso di materiali a basso impatto ambientale privilegiando, ad esempio, i prodotti in legno che rispettano i rigorosi standard del Forest Stewardship Council: dal soffitto (carabottino) della biblioteca realizzato in essenza di ajus (il legno certificato da coltivazione è una garanzia contro la deforestazione) alla pavimentazione della sala laurea dove è stato scelto il bamboo, legname a rapida ricrescita che garantisce un minimo impatto ambientale.
 
La copertura del tetto, oltre ad essere un elemento architettonico di grande impatto visivo, si ispira ai criteri del solar design: i suoi lati sporgenti, studiati e diversificati in base all’irraggiamento solare, garantiscono la compensazione ottimale tra soleggiamento e ombreggiamento sulle facciate.  Da qui l’elevato comfort interno dell’edificio e il notevole contenimento dei costi di condizionamento nel periodo estivo. Questa strategia ha permesso il ricorso alle grandi vetrate (garantendo il contenimento del calore) e la sistemazione di postazioni di lavoro-studio in affaccio diretto, con vista sulla natura circostante.
Le pareti, studiate e realizzate per isolare acusticamente l’edificio, garantiscono un abbattimento del rumore che raggiunge valori di oltre 48 dB: anche in presenza di elevato rumore esterno (dovuto ad esempio al traffico) le attività didattiche o di consultazione si svolgono quindi in un ambiente silenzioso e confortevole.

Dal punto di vista del contenimento dei consumi l’integrazione fra illuminazione naturale e artificiale garantisce un risparmio energetico pari a circa il 20%. Si è fatto ricorso a corpi illuminanti a basso consumo e regolabili (a seconda del tipo di lavoro e di occupazione degli ambienti), alle travi fredde, apparati integrati di illuminazione, controllo della temperatura e qualità dell’aria. È stata adottata una gestione centralizzata degli impianti con una control room centrale e postazioni distribuite al servizio dei due edifici principali. La fornitura del calore e del freddo dalla centrale di trigenerazione del complesso permette circa il 15-20% di risparmio rispetto a produzione separate con singole macchine (es. caldaie, gruppi frigo, etc.), migliori rendimenti, ridotte emissioni in atmosfera e maggiore efficacia dei controlli.

Il complesso è sviluppato secondo il concetto della Building Automation, ovvero l’edificio intelligente con gestione integrata e computerizzata degli impianti tecnologici, delle attrezzature informatiche e delle reti di comunicazione. Il vantaggio consiste nell’ottimizzare i cicli di vita dei sistemi costitutivi e delle loro attrezzature, ridurre i costi di occupazione e accrescere la produttività organizzativa. In un complesso come il Campus, con tante diverse destinazioni - aule, biblioteche, caffetterie, uffici, parcheggi - poter gestire in modo indipendente le diverse zone permette di regolare i consumi in base all’effettivo utilizzo dell’edificio.

  Scheda progetto: Campus Luigi Einaudi - (Camerana&Partners)
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Altri commenti per questa notizia
Bruno
il verde e' poco e marginale e non integrato con la struttura. Somiglia al verde che viene piantumato, a caso ed episodicamente, a contorno dei capannoni industriali.

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  Scheda progetto:
Camerana&Partners, Foster + Partners, ICIS, STUDIO MELLANO ASSOCIATI, Giugiaro Architettura

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