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Barausse

venerdì 12 marzo 2010

PUBBLICITA' OCCULTA ? NO GRAZIE MEGLIO QUELLA ESPLICITA

dal blog francesco amadori, di francesco amadori

Che ne pensate se un gruppo editoriale, invece di pagare lo spazio pubblicitario nella televisione pubblica, utilizza una rubrica del tg3 ( mettiamo Leonardo ) per vendere le proprie riviste e con queste un pò di campagna ? 

venerdì 12 marzo 2010

Con questa, direi

dal blog One, di Francesco Rosadini

finestra, Rouen, luglio 1993

Auguri. 

venerdì 12 marzo 2010

C' era una volta il prìncipe

dal blog architettura e arte contemporanea, di roberto guarnieri



C'era una volta il prìncipe. Ma non è una fiaba quella che stiamo scrivendo. È la narrazione semiscientifica di una realtà che ha attraversato l'arte fiorentina tra Medioevo e Rinascimento, generando un'esplosione di creatività unica al mondo per quantità e qualità. Una realtà che oggi pittori illuminati e contemporanei, come Roberto e Rodolfo Guarnieri, possono far rivivere. Con orizzonti ben più vasti della città di Firenze.
Non serve dunque viaggiare molto per ammirare le loro creazioni e respirarne le atmosfere. Chi scrive ha semplicemente visitato la bottega Guarnieri di Lungarno Cellini 39. Ma procediamo per gradi.
I grandi artisti dei secoli passati lavoravano in una società dove i vincoli erano molto più forti di quelli attuali. Linguistici, di contenuto, formali, religiosi, di potere. Eppure hanno creato capolavori imperituri, senza i quali tutto il magmatico movimento sorto dall'Ottocento in avanti, grazie – ma non solo – allo tsunami del Romanticismo, non sarebbe esistito.
E proprio in questi vincoli hanno trovato la loro “politica” dei piccoli grandi passi, immettendo via via nei propri quadri alcune novità, all'apparenza minime, ma certo di rivoluzionaria importanza.
Ricordiamo il bellissimo monologo di Gaber-Luporini del 1974 su “Giotto da Bondone”. Leggiamone alcuni stralci: “Lo vedo che disegna sui sassi (…). E pensa (...) alla possibilità di fare un cielo diverso da come lo dipingevano prima. Rinnovare tutto, e come tutti sanno queste cose si possono fare soltanto elaborando con la logica e il ragionamento (…). Il cielo, si sa, nei quadri di allora è sempre dipinto d’oro, oro zecchino, implacabile e fisso! A Giotto non sembrava tanto giusto, e qui comincia il suo tormento. Studia la duttilità dell’oro per modificarla, per portarla avanti, poi tenta un cielo... e gli viene tutto d’oro. Studia la chimica, le stratificazioni... oro un po’ più chiaro, oro un po’ più scuro, ma sempre oro! Capisce che la chimica non può risolvere il suo problema (…). Poi, gli casca l’occhio sul cielo e fa: 'Boh... a me mi sembra azzurro... Maremma maiala il cielo l'è azzurro!'".
Una rivoluzione. Come quella astronomica di Galileo con il suo 'Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo' del 1632.
I pittori del Medioevo e del Rinascimento fiorentino (e oltre) hanno così acquisito una capacità tecnica, creativa, tematica che non ha eguali ed inventato quel museo a cielo aperto che è Firenze. Quadri, affreschi, ritratti, scene di vita sacra o civile: palazzi, chiese, pareti e case della città del giglio si immergono nel bello.
Il prìncipe (nobile, ecclesiastico, arricchito che fosse) commissionava, pagava e liberava l'artista da ogni preoccupazione terrena. E l'artista incassava, eseguiva e ricambiava con i capolavori che conosciamo. Un rapporto che, mutatis mutandis, oggi si riscontra a questi livelli forse solo nella cinematografia. Eppure, gran parte dell'architettura e dell'urbanistica contemporanea avrebbero bisogno di un ritorno a questo salutare mecenatismo. Specchi, metalli, marmi e altezze da King Kong non bastano al benessere umano, sia esso familiare, civile o lavorativo.
Da qui nasce, tornando all'incipit iniziale, la proposta poetica di Roberto e Rodolfo Guarnieri, maestri fiorentini con opere esposte e create in tutto il mondo. Basta provare a guardarle come sovrapponendo i nostri occhi ai loro.
Occhi, quelli del Guarnieri, che scrutano un'arte che a Firenze non riesce a rinnovarsi, raccolgono i segnali che l'universo Terra manda loro, di nuovi 'prìncipi' illuminati che hanno il desiderio di sostanziare di bellezza i grandi open spaces dell'architettura del Novecento e del Terzo Millennio, magari incarnando qualche idea custodita nel proprio Iperuranio personale in un affresco o in un ciclo di affreschi che, rappresentandola, la vagheggi eterna. O quasi. I nuovi sogni di un'epoca nuova.
Sì, un giro nella loro bottega basterà per rendersi conto di come Roberto e Rodolfo Guarnieri abbiano in mano tutti gli strumenti tecnici, la cultura artistica, il gusto elegante e completo degli artisti del Medioevo e del Rinascimento e abbiano già dimostrato come, sposando il loro estro con le fantasie e le risorse di un nuovo mecenate, si possa rimediare al nichilismo architettonico spesso imperante. E basterà soprattutto a desiderare di saperne e vederne di più.
Né il loro è un mèro contratto. È anche un contratto, ma di quelli che abbinano gli intelletti e, nel vincolo deliberatamente creato dal patto fra il nuovo prìncipe e l'artista, portano ad una nuova cultura estetica di città, palazzi, uffici, musei, stadi, ospedali, di qualunque luogo in cui l'uomo, entrando per lavorare, vivere, curarsi, ricrearsi, può respirare la propria umanità o interiorizzare anche solo una parte di quella altrui, grazie alle opere dei fratelli Guarnieri. Dal loro angolo di Firenze, da questa calda bottega piena di colori, fantasia, cornici, odori, eccentriche visioni della realtà, ci siamo affacciati alle soglie di un nuovo umanesimo.

Enrico Zoi
 

venerdì 12 marzo 2010

Oggi Jamal compie gli anni. Auguri

venerdì 12 marzo 2010

MORALISTA ? FALSO MORALISTA ? GROSZ E LO STRABISMO

dal blog francesco amadori, di francesco amadori

GEORGE GROSZ

Ci sono proprio tutti:
il giornalista con il vaso da notte in testa,
il deputato guerrafondaio,
chi fa la guerra, e basta
chi la benedice ad occhi chiusi...
ed anche il deputato socialista dalle idee fumose.
Non manca alcuno o nessuno.

Anzi mancava qualcuno ed ecco un altro quadro.
" Il funzionario municipale incaricato dell'assistenza ai mutilati di guerra "
Un muro e le spalle girate fra la nobile funzione burocratica e la realtà.
Notare lo strabiso del funzionario,
lungi da Grosz prendersela con i difetti fisici....
lo strabismo solo per rimarcare la chiusura dello sguardo dentro il proprio mondo.
Una quetioncella di poco conto ? 

GEORGE GROSZ
giovedì 11 marzo 2010

11.03.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

[°]

L’ultima volta che ho visto O mi ha fatto piangere, per avermi tenuto nascosto molti dei suoi pensieri.
(anche per E avevo pianto quando ero venuta a sapere solo dopo essere partita e non da lei che suo padre non viveva con loro, bensì con un’altra donna; non perchè non me lo avesse detto, ma perchè me lo aveva tenuto nascosto)

O era un medico dell’alta borghesia berlinese a cavallo tra l’ottocento e il novecento, molto bravo e affermato teneva delle lezioni anche presso la Humbold Universität. un uomo piacente, con capelli di mezza lunghezza morbidi e la barba folta, molto colto e sensibile alla bellezza; amava andare a teatro e immergersi nella musica. della sua bravura sapevano in molti; le sue mani però erano macchiate di sangue, per i numerosi aborti clandestini che eseguiva con ritmo serrato nel suo studio, assistito dalla sua unica infermiera di fiducia. ancora adesso la violenza di quella vita riaffiora, ma O è tranquilla, non si lascia prendere dal panico. ha ancora la mente lucida e fredda di un medico, e la forza fisica per non distogliere lo sguardo. ora come allora dorme molto poco e si alza prestissimo

una fitta fortissima, uno strappo violento, una lacerazione profonda le ha percorso tutto il corpo, e si è accasciata senza forze, immobilizzata dal dolore, per un tempo infinito, incapace di chiamare aiuto

ho detto a J che quella sera avevo cucinato per lei, stupidamente, e lei infastidita e con una rabbia silenziosa ha mandato giù a stento solo un boccone, comunque non molto di meno di quanto mangiasse se sentiva di non essere osservata
anche la madre non deve mangiare, per non ingrassare. sono statuarie, già per costituzione magrissime, bellissime, bionde con gli occhi di un blu intenso
da piccola era capace di divorare due tre fette di torta alla volta, le piacevano tutte, quelle deliziose al cioccolato, alla frutta (soprattutto pere e rabarbaro), con il marzapane morbido o alla panna

O ha lasciato il mondo della pubblicità, coinvolta da un uomo che l'ha raccolta sull'autostrada per darle un passaggio in macchina da monaco a berlino e che per anni le ha fatto credere di lavorare su un progetto di barca che avrebbero poi costruito e sulla quale avrebbero vissuto girando il mondo. anno dopo anno gli stessi disegni, le stesse parole, le stesse bugie.
quando ci siamo conosciute girava in porsche e viveva in uno dei quartieri più prestigiosi, era sprezzante verso chi non si desse da fare e chi non riuscisse ad affermarsi. io studiavo ancora, avevo già S, e non ho mai considerato le sue parole un’aggressione diretta, anche se avrebbero potuto esserlo.

ora vive da sola con le figlie in una casa molto più modesta, che le è stata assegnata. anche qui non ci sono camere da letto; ogni mattina i letti vengono smantellati e rifatti la sera appena prima di coricarsi, così che durante tutta la giornata il suo appartamento è fatto di salotti. le è sempre piaciuto pensare in grande. anche le cose più piccole e della vita quotidiana le sceglie con cura e le sostanzia di valore, impreziosendole.

si è rifiutata di ritornare alla pubblictà, un mondo falso e superficiale, e da anni lavora con le scuole, guida i ragazzi nei musei e organizza successivamente dei laboratori nei quali vengono rielaborati alcuni temi che scaturiscono dall’osservazione delle opere d’arte con le quali costruisce i percorsi.
I veri temi affrontati non sono però quelli sottoposti per il finanziamento dei progetti didattici, sono altri, occulti, ai quali i ragazzi, guidati impercettibilmente e sapientemente da lei, si avvicinano con istinto e immediatezza. questi non vengono mai apertamente disvelati, neanche a conclusione dei laboratori, e a volte suscitano dei sospetti nei supervisori attenti.
è l'indagine svolta da ogni singolo ragazzo ad essere la sua creazione artistica, il suo riscatto.

ci siamo conosciute alla Nationalgalerie durante una mostra su Picasso, grazie a J e S, lungo la vetrata che si apre sul meraviglioso giardino interno
 

giovedì 11 marzo 2010

Ponte Italia Croazia

dal blog studio architettura e design, di Giuseppe Forino

Sapevate che un architetto di Roma di nome De Romanis ha progettato un ponte sull'adriatico per poter raggiungere la Croazia?
Forse in un futuro potrà essere un'opera realizzabile.
Ma quanto può costare?
L'architetto De Romanis inoltre mi ha invitato nel suo studio di Roma perchè gli farebbe piacere illustrarmi il progetto.
Andrò volentieri. 

giovedì 11 marzo 2010

progetto di.......

giovedì 11 marzo 2010

AH!!! L'architettura!!!!!!

dal blog confrontiamoci, di monica di vincenzo


questo è quello che dalle mie parti si definisce bello 

giovedì 11 marzo 2010

progeCAD 2009 Pro - un ottimo CAD 2D/3D a costo contenuto

dal blog archincampo - genova, di roberto pittaluga


Sto provando la demo che ho scaricato dal sito ufficiale:

http://www.progesoft.com/?gclid=CI7_1PnpsKACFRko3wodwiL1TQ

funziona molto bene, è impostato come AutoCAD ed è compatibile
con i file DWG dalla versione 2.5 alla 2009.
Considerando che costa 570 € (versione PRO 2D e 3D) è un ottimo strumento di lavoro
che non fa rimpiangere i più blasonati concorrenti che hanno un costo
ben superiore. Il passaggio da Autocad a ProgeCAD è indolore in quanto
l'interfaccia è praticamente la stessa. 

giovedì 11 marzo 2010

Abraham, Raimund Johann (1933-2010)

dal blog DNA A&I, di Giangiacomo Aru

Dopo avere studiato all'università di Graz, ha iniziato la professione a Vienna, influenzato da W. Pichler e H. Hollein. Trasferitosi a New York (1964), ha collaborato con F. Kiesler e insegnato, tra l'altro, alla Cooper Union. Nel suo percorso di ricerca ha riservato un ruolo di rilievo al disegno progettuale, inteso come fase propedeutica e necessaria alla realizzazione architettonica.Tra il 1962 e il 1967, A. ha prodotto una serie di disegni di città immaginarie (Compact cities, 1962; Mega bridges, 1965; Air ocean city e Universal city, 1966; Radar cities e Moon crater cities, 1967) ispirati ai disegni di G. B. Piranesi e É.-L. Boullée. Dagli anni Settanta ha progettato edifici pubblici e residenziali nei quali la funzionalità, assolutamente compatibile con il paesaggio, lascia spazio alla fantasia. Presente in diverse manifestazioni internazionali (Terza mostra d'architettura, Biennale di Venezia, 1985), ha elaborato il piano di sviluppo di Graz (1992).Tra le opere più recenti: Istituto culturale austriaco, New York (1993-2001); sede bancaria, Lienz (1998-99).
 

giovedì 11 marzo 2010

dal blog OPLA+ no_ar(c)h, di marco pasian

UNIT-e from OPLA+ on Vimeo.

 

mercoledì 10 marzo 2010

10.03.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

guardando la partita

la forza bruta
e la sensualità

la materia e la forma

mi viene il dubbio che non siano ancora sufficienti
ma mi si chiudono gli occhi e non riesco più a pensare

credo che ciò che più lo abbia colpito di più sia stata la mia determinazione nonostante mi muovessi nel nulla, come anche la mia autonomia emotiva, e la mia capacità di orientamento in un luogo sconosciuto. devo essergli sembrata molto adulta, più di lui nonostante la sua immagine già affermata e definita; entrambi impegnati nella ricerca di un equilibrio, che per lui era l’altro, per me un’entità più astratta e generica, ma anche più semplice da indagare, quella parte di mondo a diretto contatto con me, senza allargare troppo i confini, senza guardare troppo lontano, più dentro che fuori. 

mercoledì 10 marzo 2010

Elsa Morante

dal blog Le Corbusier, Wright, ecc - PLASTICI, di lucio tuzza

Elsa Morante

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Elsa Morante, 1945 

mercoledì 10 marzo 2010

Il paesaggio Artistico

dal blog Geometra mauro sangiovanni, di mauro sangiovanni

Mauro Sangiovanni luogo Pestum

La cosa Impressionante è la velocità con cui sta cambiando il nostro mondo, senza che noi ce ne accorgiamo.
Come diceva un demografo , la politica si muove velocemente come le lancette dei secondi di un orologio , l'economia si muove come le lancette dei minuti . La demografia ,invece ,si muove come le lancette delle ore ,apparentemente sembra ferma , ma è quella che scandisce il vero passaggio del tempo , anche se non ci accorgiamo del suo lentissimo movimento. E credo sia molto importante , a questo punto riprendere il discorso del ruolo sociale , educativo , economico , culturale del nostro paesaggio artistico. Altrimenti è difficile comprenderlo ed è difficile spiegare cosa esso significa davvero per la nostra vita. 






Il mio Paese
mercoledì 10 marzo 2010

Ritornando all'Old Design...

dal blog Shardana Design, di Fabio Cinesu

Porta Sidi Bu Said

Sidi Bu Said 

Porta Sidi Bu Said
mercoledì 10 marzo 2010

ECCO DOVE SONO FINITI ............I CARTONI DELL'AQUILA

dal blog idea, di muftah bushaala


A PARTE LO SCHERZO ..........L'IDEA E' GENIALE ........ 

mercoledì 10 marzo 2010

LEGNO LEGNO LEGNO LEGNO LEGNO

dal blog francesco amadori, di francesco amadori


Un falegname, due artisti e Ferdinando e Dimitri architetti. 

mercoledì 10 marzo 2010

QUIZ

dal blog francesco amadori, di francesco amadori


Progetto di casa prefabbricata.
Commento il sito più che l'oggetto, l'oggetto viene scomposto in elementi, la loro relazione prevale sulla forma, il principio insediativo, ovvero la morfologia sull'oggetto, tipologia variabile e componibile.
Casa antiusoniana di un grande maestro.
I risultati tipologici assomigliano moltissimo agli insediamenti agricoli della tradizione popolare sarda e mediterranea, ma l'architetto viene dal profondo nord. 

martedì 9 marzo 2010

09.03.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

a P erano giunte delle voci, delle coincidenze fortuite per un giro di conoscenze comuni, ragazzi molto giovani, tanto che non era stato difficile mettere insieme un immagine del padre inedita, insolita e inaspettata. farà finta di nulla con il padre, e non dirà mai parola alla madre, per non intromettersi in quella loro vita apparentemente così normale, dalla quale aveva già preso da tempo e per altri motivi le sue distanze.

il suo tempo libero lo passava sempre in giro, con i suoi amici. tutti uomini. erano delle amicizie che incontrava senza la moglie.
da anni aveva anche un compagno fisso, G, molto possessivo e geloso, con il quale frequentava i locali e le spiagge più prestigiose del golfo. poi c’era anche una terza vita, quella della curiosità nei confronti di un mondo più giovane dal quale temeva di restare escluso, in realtà perchè desideroso di sentirsi libero dai legami fissi che lo opprimevano troppo e dai quali sapeva di non riuscire a staccarsi. mi sono sempre chiesta come facesse la moglie ad essere all’oscuro della vita di suo marito. prima o poi almeno il figlio avrebbe sicuramente capito.

credo sia stata la sua curiosità morbosa che lo abbia portato a fare in modo che io mi avvicinassi a lui. ciò mi è stato evidente quando ha iniziato a volermi coinvolgere troppo nella sua vita, cercando di organizzare il mio tempo in un modo tale che la sua gentile attenzione non potesse più essere la pura cordialità che si può avere nei confronti di un estraneo che si voglia aiutare ad inserire. era chiaro per me che lui mi studiasse, mettendomi continuamente e sempre di più alla prova; una circostanza che mi ha molto divertita perché mi rendevo conto di come lui non fosse assolutamente abituato ad osservare una donna, per lo più giovane, e spesso l’ho visto spiazzato dai miei comportamenti. era proprio la mia imprevedibilità a suscitare in lui un sentimento di gratitudine nei miei confronti, perché gli mostrava un qualcosa di sconosciuto che altrimenti gli sarebbe sfuggito. fu così che in tempi relativamente brevi lui si rivolse a me in modo sempre più sincero e diretto, e ancora oggi tra noi c’è un legame disinvolto, d’amicizia.

se fossi un regista mi piacerebbe girare la città degli uomini, vista da una donna 







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