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lunedì 23 gennaio 2017

Strisce led per illuminare e arredare: guida all'installazione

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio


Illuminare casa con le strisce led è una scelta vincente non solo in fatto di design, ma anche di risparmio e di facilità di installazione. La loro praticità e versatilità le rende la scelta giusta per qualsiasi tipo di ambiente, dal soggiorno all’illuminazione della cucina, dalla camera da letto al bagno, permettendo anche montaggi in punti difficili da illuminare con i normali sistemi di illuminazione.

 

Lavorare con le strisce led risulta essere assai semplice: ecco la guida all'installazione completa che permetterà di arredare ed illuminare perfettamente la propria casa.

Di cosa si tratta quando si parla di strisce led

Una breve nota tecnica è doverosa. Le strisce LED sono delle strisce flessibili sulla cui superficie sono posti i chip, ovvero le lampade led, che comunicano tra di loro mediante resistenza.
Quando la corrente viene collegata, essa permette alle piccole lampade che generalmente sono compresa tra trenta e centoventi al metro, di potersi illuminare.
Come vantaggi nell'utilizzo di tale oggetto vi è grande qualità di illuminazione, durata, sicurezza e risparmio.
Ecco perché sfruttarle al posto della classica lampadina.



Il montaggio col profilo in alluminio

Una facilitazione al montaggio delle strisce viene dall’utilizzo dei profili led in alluminio. Questo materiale, che compone l'oggetto, riesce a proteggere la striscia dalla polvere e dall'acqua, che potrebbero danneggiarla.
Inoltre si tratta di un oggetto semplice da utilizzare e che offre il massimo livello di soddisfazione: la striscia viene posta all’interno del profilo, che a sua volta verrà fissato alla superficie che interessa illuminare. Esistono molti modelli in commercio: dai profili per cartongesso, ai profili angolari, senza dimenticarsi dei profili per pavimenti e gradini o per le cabine armadio o ancora per l’illuminazione dei sottopensili in cucina.



Come si devono tagliare le strisce led

Le strisce vengono vendute in nastri da 5 metri, e spesso è necessario utilizzare porzioni più piccole di strisce. Vediamo come procedere. Il taglio delle strisce led risulta essere una procedura molto semplice da svolgere. Queste hanno dei punti di taglio facilmente riconoscibili perché segnati sulla superficie.
Questo permette quindi di evitare di danneggiare le strisce stesse ed il collegamento con la resistenza.
Occorrerà quindi prendere la misura della parete sulla quale bisogna montare la striscia e utilizzando un paio di forbici affilate, effettuare il taglio sulla stessa, con precisione ed attenzione.
Ecco che la striscia led sarà pronta per poter essere collegata alla rete elettrica senza alcuna difficoltà.

Collegare le strisce alla corrente

L'alimentatore deve essere posto al centro e collegato ad entrambi i lati della striscia, in modo tale da evitare di sovraccaricare la striscia stessa.
Una volta effettuata tale operazione, collegando le polarità in maniera corretta, sarà opportuno utilizzare un interruttore: collegando i cavi blu e marroni alla striscia sarà possibile poter accendere e spegnere le lampadine in maniera corretta, senza commettere errori e soprattutto evitando che la stessa striscia resti accesa per lunghi lassi di tempo.
Un lavoro semplice e veloce: assemblare le strisce led è quindi un tipo di operazione che non richiede grossi sacrifici e operazioni complesse da svolgere e che sarà in grado di regalare un’illuminazione speciale alla vostra casa.

  

venerdì 23 dicembre 2016

CALCOLO STRUTTURALE

dal blog CALCOLO STRUTTURALE, di Marco Dalla Via

Il portale http://www.calcolostrutture.net/ si occupa di calcolo strutture online low cost di edifici in cemento armato, acciaio, legno murature, alluminio dislocati su tutta Italia.
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venerdì 23 dicembre 2016

Appalti di architettura e ingegneria, il 2016 si chiude in positivo

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio


Bilancio positivo per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura, con le gare pubbliche cresciute in numero e valore rispetto ai consuntivi del 2015: nonostante le difficoltà, le titubanze e le incertezze per il settore, anche dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, il 2016 è dunque uno dei migliori anni di questo inizio secolo.

Un po’ a sorpresa, il 2016 andrà in archivio come uno dei migliori anni dall’inizio del secolo per il mercato dei servizi di architettura e ingegneria, che ha concluso l’anno con dati in forte crescita rispetto all’anno precedente, come rivelato dall’Oice, l’associazione che riunisce le organizzazioni del comparto. Soltanto nei primi 11 mesi del 2016, infatti, l’incremento ha sfiorato il 30 per cento nel numero e superato il 65 per cento in valore rispetto a quanto registrato nel 2016, e nel solo mese di novembre il settore ha conosciuto una crescita quasi da record.

Più gare, importi saliti. L’undicesimo mese del 2016, infatti, è stato concluso con un aumento su base annua del 65,6 per cento nel numero delle gare pubbliche destinate a ingegneria e architettura, che addirittura sono cresciute del 195 per cento in valore; su base mensile, invece, è più contenuto il miglioramento quantitativo (+ 1 per cento) e più forte quello relativo agli importi (+ 113 per cento).

Commenti positivi. A commentare positivamente i dati è Gabriele Scicolone, Presidente OICE, che sottolinea come il valore raggiunto dal comparto “pone il 2016 tra i migliori anni dal 2000. Questo risultato è raggiunto nonostante le procedure miste, di progettazione e costruzione insieme, abbiano un forte segno positivo, e stiamo vedendo che, accanto all’ovvio calo degli appalti integrati ormai relegati ai soli settori speciali, crescono le concessioni di realizzazione e gestione e il project financing”. Il rilancio del mercato della progettazione e della direzione lavori, comunque, ha trovato beneficio anche dalla impostazione data dal nuova codice dei contratti pubblici, entrato in vigore alla metà di aprile.

I miglioramenti da fare. La nuova legge, con tutto il corredo di polemiche che ha inevitabilmente scatenato, ha comunque dato una sterzata al settore degli appalti in Italia, e ulteriore spinta dovrebbe arrivare dai correttivi annunciati, per i quali l’Oice assicura di esser pronta a collaborare con proposte finalizzate, tra l’altro, “a rendere certa la base d’asta con l’obbligatorietà del cosiddetto decreto parametri, a rivedere la materia delle assicurazioni e delle garanzie chieste al progettista, oggi fonte di incertezze e confusione, a rendere vincolanti le linee guida ANAC, a promuovere un maggiore ricorso al project management e a ridurre i costi di partecipazione alle gare”.

La ricerca degli appalti. Tra le principali opportunità di intervento in questo ambito che sono attualmente in corso, l’ampio database di Appaltitalia, il giornale degli appalti in Italia, segnalano la gara bandita dall’ENI dal valore di 31 milioni di euro, destinata a servizi scientifici e tecnici connessi all’ingegneria di supporto in ambito oil & gas upstream, midstream e downstream, e il bando pubblicato dal Politecnico di Milano con accordi quadro per “servizi integrati” dedicati a servizi di architettura e ingegneria consistenti in progettazione, in quattro lotti con valore complessivo di 20 milioni di euro.

I fattori meno positivi. Tra i punti ancora critici del settore, il sempre alto ricorso al criterio di aggiudicazione delle gare attraverso il massimo ribasso: in base ai dati raccolti fino a novembre, infatti, il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2016 è pari al 41,5 per cento, mentre nello stesso periodo del 2015 era del 40,1 per cento e nel 2014 invece solo del 30,2 per cento. In termini numerici, le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate da 306 a 471, con una crescita del 53,9 per cento e un’incidenza che comunque resta bassa sul totale europeo, raggiungendo una quota pari solo al 2,5 per cento, contro, invece, i dati di altri Paesi di paragonabile rilevanza economica come Francia (30,5 per cento), Germania (21,1 per cento), Polonia (7,9 per cento), Gran Bretagna 5,6 (per cento). 

giovedì 22 dicembre 2016

In Italia sboccia di nuovo la passione per il giardinaggio

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio


Continua ad aumentare la spesa destinata alla cura di piante e fiori, che in Italia nel 2015 ha superato i 3,4 miliardi di euro, quinta nazione assoluta a livello globale. Il pollice verde diventa sempre più di tendenza e si estende soprattutto all’abbellimento e al decoro di appartamenti e orti condominiali.

Il pollice verde torna all'insù: leggendo gli ultimi dati di Euromonitor International, infatti, si scopre che il mondo è tornato a interessarsi della cura di piante e orti, che ha generato una spesa di circa 84 miliardi di euro nel solo anno 2015, pari all’11 per cento in più rispetto al trend degli ultimi 5 anni. Inoltre, gli esperti prevedono che questa cifra è destinata ad aumentare ancora fino a toccare quota 88 miliardi nel 2020.

Italia in alto. E l’Italia è tra i protagonisti di questo trend, tanto che il nostro Paese è in quinta posizione assoluta a livello mondiale per l’attenzione al verde: qui, infatti, si spendono circa 3,4 miliardi di euro per fare giardinaggio, superati solo dagli investimenti di Stati Uniti, Germania, Francia e Inghilterra (nazioni decisamente più popolate dello Stivale, va detto). E se la vita è ormai cambiata rispetto a quella delle generazioni precedenti, e quindi chi possiede giardini grandi in cui poter accogliere piante, prati, orti e alberi da frutta è ormai una piccola minoranza, ci si ingegna per trovare nuove soluzioni che consentano di dedicarsi alla gestione del verde.

Tecnologia e giardinaggio, nuovo binomio. Un supporto arriva anche dalla tecnologia applicata al settore: oggi infatti è possibile arredare casa con piante che crescono con sistemi idroponici (ovvero in vasi senza terra, dove le radici sono nell’acqua), o appendendo diverse ceste o sacchi con piante sui muri interni, così da creare un effetto “tropicale” lungo la parete di casa. E ovviamente ulteriore supporto arriva dagli impianti di irrigazione automatici ed elettronici, che sono oggi tarati goccia a goccia e consentono di scegliere il tipo di azione adatta (ed esatta) sul tipo di ortaggio che si coltiva, senza dover recarsi all’orto ogni giorno come si faceva un tempo.

Il giardinaggio online. A dar man forte è anche la spinta del Web, ovvero leggere manuali online e partecipare a forum e chat fra “colleghi”, oppure  rivolgersi ai consigli di un esperto per la creazione di uno spazio esterno allestito a regola d’arte: sul blog codiferro.it, ad esempio, si possono leggere i principali suggerimenti per procedere alla creazione di giardini fioriti, sfruttando ogni metro a disposizione.

Giardini e terrazzi fioriti in città. Questa propensione green ha portato anche alla nascita della innovativa figura del “giardiniere urbano”, che ama la natura e preferisce verdure e frutta organici, e che si attrezza anche quando non ha a disposizione un campo proprio: infatti, è sempre più diffuso anche il “social sharing”, ovvero la condivisione di fazzoletti di terra, cortili e spazi condominiali per fare orti, giardini e terrazzi fioriti. Un sistema che consente anche una riqualificazione del territorio e che si basa su di un principio di sussidiarietà orizzontale relativa alla manutenzione del bene pubblico.

I Comuni fioriti d’Italia. Oltre a questi fazzoletti urbani di verde, sempre più curati, si deve segnalare anche la crescente attenzione che gli stessi Comuni (soprattutto i più piccoli) destinano all’allestimento di aree verdi; a riprova di questo, di recente si è tenuto il Concorso dei Comuni fioriti, organizzato dall’Asproflor in collaborazione con l’ATL Distretto Turistico dei Laghi, che premia le realtà territoriali che hanno puntato sulla realizzazione di veri e propri giardini fioriti. Quest’anno, il massimo riconoscimento (4 Fiori Oro) è stato assegnato al comune di Prè Saint Didier, in provincia di Aosta, mentre tra i Comuni turistici hanno vinto Arco (TN) e Antey St. André (AO). Non solo Nord, però: nella lista dei premi figurano anche realtà meridionali, come Agropoli, Montalbano Elicona, Gangi e Montagnareale. 

lunedì 12 dicembre 2016

Costruzioni, anno positivo in Italia

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio


Il panorama delle costruzioni in Italia sembra aver ingranato la marcia giusta per la ripresa, nonostante una lieve frenata nel primo trimestre di quest’anno: secondo le previsioni, infatti, il 2016 si chiuderà comunque con un buon livello di crescita, e così pure il 2017. Merito anche dell’aumento delle macchine utilizzate nei cantieri.


In un momento di stallo generalizzato dell’economia in Italia, ci sono però alcuni settori che segnalano dati in controtendenza, per fortuna. L’esempio principale è quello delle costruzioni in Italia, un mercato dal valore che si aggira annualmente intorno ai 135 miliardi di euro e che rappresenta, pertanto, uno degli assi portanti del nostro sistema produttivo: ebbene, nonostante un piccolo segno meno registrato nel primo trimestre del 2016 (chiuso a -0,5%), secondo le ultime stime l’anno sarà chiuso comunque in ambiente positivo, con una crescita prevista superiore all’1,5%, e nello stesso trend si inserirà anche il 2017, quando ci si attende un risultato ancora migliore, che potrebbe sfiorare i due punti percentuali.


La crescita del settore. È l’importante istituto Prometeia a fornire le cifre per il settore, che quindi dovrebbe proseguire nell’arco di quest’anno la risalita avviata nel corso del 2015, che ha messo fine a un lungo periodo grigio, e che le piccole frenate non hanno intaccato nel complesso. Dalle analisi emerge in particolare che il traino della ripresa è rappresentato soprattutto dal mercato di riqualificazioni e ristrutturazioni (che valgono 57,6 miliardi euro nel 2015, +2% rispetto al 2014) e all’annunciato rilancio delle opere pubbliche, in cui gli investimenti dovrebbero continuare a salire nel biennio: +2,7% nel 2016 e addirittura +4,2% nel 2017, anche sulla scorta degli effetti positivi del nuovo Codice degli Appalti.


Cambio di marcia. Si inserisce in questo quadro dal sapore “ottimistico” anche il comparto delle macchine per costruzioni, anche se, come spiega Paolo Venturi, presidente di Unacea (l’Unione Nazionale delle Aziende Construction Equipment & Attachments), mercato resta ancora molto al di sotto dei livelli pre-crisi, e “questo impone cautela e misure a sostegno della crescita”. Per ora, comunque, i numeri sono positivi, con il primo semestre 2016 che ha registrato una crescita del mercato interno pari al 22 per cento rispetto al 2015, con un buon risultato proveniente dalle vendite delle macchine movimento terra (+24 per cento).


Un confronto impari. Nel complesso, è ormai da dieci trimestri consecutivi che il settore delle macchine per costruzioni e movimento terra conosce il segno “più”: dopo il punto più basso toccato nel 2013, infatti, c’è stata l’auspicata inversione di tendenza, che ha portato nell’ultimo biennio a una risalita complessiva del 46 per cento. Come detto, però, in termini assoluti la crescita si rivela ben più contenuta: è ancora Venturi a mettere il dito nella piaga, spiegando che dal confronto del dato “con quanto rilevato nell’anno di picco 2007, quando nei primi sei mesi erano state vendute più di 13.000 macchine, la perdita che si ottiene è di oltre il 63 per cento”.


Il traino dell’export. Nonostante questo, comunque, fa ben sperare anche la crescita dei livelli di export, che dà buoni risultati  superando anche i rischi derivanti dall’indebolimento del commercio internazionale e dalle crescenti tensioni globali: da gennaio a aprile 2016 l’Italia ha esportato un +1,2 per cento (815 milioni di euro) di macchine, a cominciare da quelle utilizzate per perforazioni e dalle gru a torre.


Il ruolo del web. Alla positiva ripartenza del settore concorre anche l’aumento dell’offerta di e-commerce dedicati a macchine e accessori per il movimento terra e sollevamento merito, anche, di aziende come Giffi Market, che ormai si sta conquistando un posto di rilievo nel panorama nazionale grazie a un catalogo sempre più ricco di prodotti, oltre che per alcune esclusive sul territorio nazionale, come tutte le tipologie di benne per escavatori.

 

mercoledì 7 dicembre 2016

La Consulenza Tecnica nei Tribunali

dal blog Formazione professionale, di Mariano Di Chiara

Consulenza Tecnica D'Ufficio

L'Ingegnere risulta essere un valido e indispensabile supporto nei Tribunali in grado di fornire consulenze tecniche o peritali. E’ necessario essere riconosciuti dal Tribunale di competenza come Consulente Tecnico D’Ufficio per essere interpellati in quelle attività giudiziarie che si svolgono in un campo dove si richiedono particolari cognizioni tecniche e non solo giuridiche. Il consulente tecnico è nominato dal giudice istruttore o dal Collegio su richiesta delle parti.

La figura del CTU, potenziata anche dalle recenti normative, può trovare sempre maggiori ambiti d’applicazione.
Il Consulente tecnico d’ufficio è un organo giudiziario individuale al quale il giudice può rivolgersi nello svolgimento della propria attività, quando l'oggetto della lite implichi questioni non risolvibili in base alle nozioni di comune esperienza. Nel giudizio civile si distingue tra consulente tecnico del giudice, o Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), e Consulente Tecnico di Parte (CTP), che costituiscono una delle molte attività inerenti l’ingegneria forense.

Presso ogni Tribunale e' istituito un albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio del Giudice: un registro nel quale sono iscritti i nomi dei soggetti forniti di particolari competenze professionali e tecniche, alle quali il Giudice può affidare l'incarico di effettuare consulenze, stime e valutazioni utili ai fini del giudizio. Il CTU quindi non esercita mai attività decisoria, che spetta invece esclusivamente al Giudice.

Il Consulente Tecnico d’Ufficio deve possedere contemporaneamente una competenza tecnica e una competenza giuridica, se da una parte si può affermare che la competenza tecnica è una componente scontata per la figura del CTU, non altrettanto può dirsi della competenza giuridica. Infatti la preparazione della maggior parte degli Ingegneri nella materia di procedura processuale è assolutamente carente e in moltissimi casi totalmente assente; un Ingegnere non dovrebbe intraprendere un’attività di consulente del giudice senza quindi conoscere a fondo e dettagliatamente le norme di procedura civile che regolano tale attività.
 

mercoledì 7 dicembre 2016

Arredo, settore in ripresa anche grazie all’export

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio


Crescono i volumi di produzione industriale italiana nel comparto dell’arredo, ma la strada per recuperare terreno rispetto ai livelli pre-crisi è ancora lunga. La parola chiave per competere nel mercato è qualità, di design e produzioni.


La ripresa in Italia c’è, o almeno in qualche settore si vede per davvero: i dati sulla produzione industriale dell’arredo nel nostro Paese, infatti, vedono una crescita che nei primi nove mesi del 2016 si attesta su percentuali del 2,5 per cento in più rispetto all’anno prima, segnalando una buona dinamica. Certo, anche gli attori del comparto sanno bene che la strada per recuperare i livelli pre-crisi è però ancora molto lunga – basti pensare che rispetto al 2006 la produzione è diminuita di circa il 26 per cento – ma ci sono le premesse per riprendere a correre.


Consumi interni in calo. Secondo gli esperti, in particolare, il decremento è dovuto innanzitutto alla crisi del mercato domestico: questo significa anche, però, che le aziende devono prepararsi per farsi trovare pronte alla ripresa dei consumi. E uno dei mezzi che può aiutare produttori e clienti è il web, canale di vendita che può raggiungere milioni di consumatori e che può semplificare le operazioni di acquisto.


Essere sul Web. Difatti, l’arredo si rivela un settore molto dinamico, in cui proprio la competizione sul web è particolarmente accesa, con gli utenti che sempre più spesso navigano su Internet per individuare ed eventualmente acquistare i mobili per la loro casa. Tra i primi a comprendere la portata di questo strumento è stata la Lg Lesmo, storica azienda bergamasca specializzata in una produzione di qualità e incentrata sulla cura del dettaglio, oltre che nella fusione tra estetica e funzionalità: tra i principali esempi realizzati in fabbrica ci sono ad esempio vari modelli di tavolo allungabile, soluzione ideale per chi ha problemi di spazio nell'abitazione ma non vuole rinunciare ad accogliere commensali né a un prodotto rigorosamente in legno massiccio.


Fattore internazionalizzazione. L’altro grande scenario su cui si gioca la partita del rilancio è l’export, e secondo il presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero, ci sono tutte le possibilità per mantenere e superare i livelli dello scorso anno, quando le vendite oltre i confini nazionali avevano superato i 14 miliardi di euro, con una crescita del 6,2 per cento sul 2014. In particolare, Snaidero spiega che per tutta la filiera del legno-arredo “i segnali sono positivi e in linea con lo scorso anno”, e sono confortati (e confermati) anche dagli ultimi dati a disposizione, aggiornati ad aprile.


Dati in crescita per l’arredo made in Italy. Considerando infatti i primi dieci Paesi acquirenti di made in Italy, le aziende italiane del comparto arredo hanno esportato quasi 5 miliardi di euro soltanto nei primi quattro mesi dell’anno, con una crescita del 3,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015, e la gran parte del volume (4,4 miliardi) è rappresentato dal solo valore delle esportazioni di mobili. Per quanto riguarda più da vicino i principali mercati di sbocco, con l’eccezione della Russia (che scivola ancora cedendo un ulteriore 21,8 per cento, anche per questioni geo-politiche) tutti questi mercati registrano volumi e valori positivi.


Chi compra il nostro arredo. Le vendite di prodotti di arredo made in Italy sono infatti tornate in grande spolvero in Spagna e Francia (quasi + 8 per cento rispetto allo scorso anno), che rimane saldamente in testa alla classifica dei mercati di sbocco; in crescita anche i dati relativi a Stati Uniti (+ 9,4 per cento) ed Emirati Arabi (+ 25,1 per cento), mentre sembrano ripagare gli investimenti fatti dalle imprese sul mercato della Cina, che registra un incremento del 23,9 per cento che sale a 24,1 per cento se si considera il solo arredamento.

 

martedì 6 dicembre 2016

L’arredamento? Ora si compra online

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio


Sorpresa: nell’ambito dell’ecommerce in Italia il settore che in quest’anno ha registrato il più alto tasso di crescita, con volumi vicini al 50 per cento in più rispetto allo scorso anno, è quello legato agli acquisti per Arredamento e home living. Internet entra anche nel nostro mondo, dunque, e promette di rivoluzionare le nostre esperienze.

 

Ci eravamo lasciati un anno fa con dati in crescita e la sensazione che qualcosa stesse cambiando, nelle abitudini di acquisto degli italiani per quanto riguarda l’arredamento e l’home living, anche per l’arrivo sullo scenario dell’ecommerce di player internazionali. Eppure, era difficile prevedere il boom registrato quest’anno dal settore, che addirittura vanta il miglior incremento assoluto nel vasto panorama degli acquisti online nel nostro Paese.

 

Facciamo ordine. A fine 2015, il binomio “arredamento e home living” valeva il 2 per cento del mercato eCommerce italiano, con un valore pari a 370 milioni di euro; interesse c’era anche per la quota di vendite online di articoli di lusso, che aveva raggiunto il 7 per cento e raddoppiato, nei fatti, i volumi rispetto al 2012, con previsioni di ulteriore aumento al 18 per cento entro i prossimi 10 anni. Ebbene, in meno di 12 mesi c’è stato un vero e proprio “boom”, perché nel corso di quest’anno le nuove stime parlano di una crescita del 48 per cento delle vendite in questo comparto, la variazione più sostenuta a livello assoluto in Italia per quanto riguarda l’ecommerce.

 

Una crescita a ritmi sostenuti. A rivelarlo è l’ultima ricerca sugli scenari di mercato del commercio elettronico in Italia, presentato dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, che sottolinea come oggi “Arredamento e home living sia il comparto che cresce con il ritmo più sostenuto”, raggiungendo i 652 milioni di euro nel 2016. Nel documento si legge anche come questo settore, insieme altri comparti definiti “emergenti” (ovvero Food & Grocery, Beauty e Giocattoli) stiano sempre di più prendendo quota nelle scelte di acquisto online degli italiani, raggiungendo complessivamente oltre 1,5 miliardi di euro di scontrini e variazioni di volumi con tassi tra il +30 e il 50 per cento.

 

Shopping online per 6 naviganti su 10. Con queste premesse, non stupisce scoprire che le aziende si stanno attrezzando per intercettare le nuove esigenze dei clienti, e che fioriscano sul web anche le sezioni di vendita dedicate proprio ai prodotti di arredamento; ulteriore tendenza utile per i consumatori è la possibilità di ottenere ulteriori sconti grazie al sito Piucodicisconto, che propone una serie di coupon e buoni che riducono il prezzo finale dei prodotti inseriti sul carrello della spesa virtuale. D’altra parte, secondo le ultime ricerche il numero dei web shopper italiani (vale a dire, i consumatori che effettuano almeno un acquisto online in un  anno) ha raggiunto ormai quota 19 milioni, pari a circa il 60 per cento di tutti quelli che usano Internet nel nostro Paese.

 

Risalire la china. Il comparto dell’arredo potrebbe trarre importante linfa da questo nuovo mercato, proseguendo la (difficile) strada verso il recupero dei livelli di produzione industriale e vendita che si registravano prima della crisi: come rivelano le statistiche, infatti, rispetto al 2006 c’è stato un crollo del 26 per cento, anche se le prospettive per questo 2016 sono comunque positive, con una  buona dinamica di crescita rispetto all’anno scorso. Un vero rilancio del settore deve quindi necessariamente passare attraverso il web, per intercettare l’immenso bacino di utenti presenti in Internet e ormai “maturi” e interessati allo shopping online.

 

Il made in Italy per la ripresa. Come sintetizza, Mariachiara Marsella, web marketing manager di BEM Research, società specializzata nella  consulenza per l'elaborazione big data e web marketing, “l’arredo è un settore molto dinamico in cui la competizione sul web è particolarmente accesa. Gli utenti si rivolgono sempre più spesso a Internet per individuare ed eventualmente acquistare i mobili per la loro casa, e le aziende che producono o vendono mobili devono essere consapevoli di queste dinamiche di mercato, dedicando particolare attenzione” ai nuovi canali di vendita, così che “il made in Italy nell’arredamento possa offrire un rilevante contributo alla crescita del Paese”. 

lunedì 5 dicembre 2016

Il ristorante stellato Marconi rivoluziona i suoi spazi esterni grazie a Déco

dal blog Outdoor Design, di Stefania Rossi


Déco, azienda innovativa specializzata nel mercato del decking - applicazioni in legno durevole naturale e legno composito destinate agli esterni - ha recentemente ultimato un intervento a Sasso Marconi (BO) e precisamente presso il ristorante stellato Marconi.
Il ristorante Marconi è una storia di famiglia iniziata nel 1983, gestita dal 2000 dai fratelli Massimo Mazzucchelli, in sala, e Aurora in cucina. Nel 2008 arriva la prima stella dalla Guida Michelin. Gli ambienti interni ed esterni del ristorante sono stati oggetto di una rivisitazione che ha permesso di renderli più freschi, ripensati in modo che si potessero fondere al meglio con la natura circostante. Il locale è caratterizzato da un ampio spazio esterno dedicato al giardino, trasformato in un delizioso salottino con piccolo dehor grazie all’intervento di Déco.


L’esigenza di Massimo e Aurora era rinnovare gli ambienti esterni del ristorante creando una sorta di simbiosi fra l’esterno e l’ambiente naturale che ne fa da cornice. La scelta avviene in modo rapido, come afferma lo stesso Mazzucchelli “sapevamo cosa volevamo, siamo andati decisi e volendo il meglio che il mercato offre abbiamo scelto Déco.”


La scelta è particolarmente raffinata, ricadendo su uno dei migliori prodotti offerti da Déco, l’Ipe Lapacho, che ben si adatta al contesto naturale in cui viene posato. L’Ipe è uno dei legni più duri al mondo, che viene importato dal Brasile e che qui è stato selezionato con una larghezza dimensionale delle doghe di 140mm. Presenta caratteristiche di standard molto elevato sia a livello di design che di performance, offrendo il massimo della stabilità dimensionale grazie a un quoziente molto basso di umidità interna (meno del 18%). È un’essenza nobile e calda, le venature del legno, seppur diverse fra loro, sono compatibili e creano un mosaico naturale di colori che conferiscono grande pregio al contesto esterno del locale.


Ancora una volta, Déco si fa portavoce dei valori dell’italianità, selezionando materiali che ben si abbinino al contesto naturale circostante. “Un lavoro prestigioso e degno di vanto - afferma Eugenio Lorenzo Caselli, socio e co-founder Déco – di cui sono doppiamente soddisfatto perché Bologna è la mia città”.

www.decodecking.it
 

mercoledì 30 novembre 2016

Crediti formativi professionali (CFP): le sanzioni per chi non ce la fa

dal blog Formazione professionale, di Mariano Di Chiara

obbligo formativo asterisco

Il 31 dicembre 2016 scade il primo triennio dei crediti formativi professionali (Cfp) istituiti dal D.P.R. n. 137 del 7 agosto 2012, Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali.
Entro quella data, i professionisti devono acquisire un minimo di 60 Cfp. Di che cosa si tratta e quali sanzioni sono previste per gli inadempienti?

L’obbligo della formazione continua previsto dal D.P.R. n. 137/2012 riguarda le professioni regolamentate, il cui esercizio è consentito solo a seguito d’iscrizione in ordini o collegi, subordinatamente al possesso di qualifiche professionali o all’accertamento delle specifiche professionalità.
Ogni professionista ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale, per garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell’utente e della collettività, e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo professionale.
I corsi di formazione possono essere organizzati, oltre che da ordini e collegi, anche da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti autorizzati dai consigli nazionali degli ordini o collegi. L’unità di misura della formazione professionale è il Credito Formativo Professionale (Cfp). Per esercitare la professione l’iscritto all’albo deve essere in possesso di un minimo di crediti.
Il professionista può acquisire i Cfp necessari all’adempimento dell’obbligo, partecipando a corsi, seminari, stage, conferenze, visite tecniche e le attività formative in genere riconosciute e accreditate dagli Ordini di categoria.

L’inosservanza dell’obbligo formativo costituisce illecito disciplinare (art. 7, D.P.R. n. 137/2012). Il mancato raggiungimento dei Cfp fino al 20% (12 su 60 cfp) determina la sanzione della censura, mentre un numero maggiore di Cfp non acquisiti determina la sanzione della sospensione nella misura di un giorno di sospensione per ogni Cfp non acquisito.
La censura consiste in una comunicazione del Presidente del Collegio di Disciplina con la quale le mancanze commesse sono formalmente dichiarate e in relazione alle quali viene espressa una nota formale di biasimo. La sospensione dall’esercizio della professione può durare al massimo sei mesi.
La comunicazione dei provvedimenti disciplinari è notificata a mezzo dell’ufficiale giudiziario.
Se il professionista non ha maturato tutti i crediti minimi entro il 31 dicembre 2016, potrà regolarizzare la propria posizione nel semestre di “ravvedimento operoso“, dal 1° gennaio al 31 giugno 2017; al termine di tale periodo le posizioni che risulteranno ancora irregolari verranno comunicate al Consiglio di Disciplina per l’avvio delle procedure disciplinari. 

lunedì 28 novembre 2016

Corso Consulente tecnico di Ufficio

dal blog Formazione professionale, di Mariano Di Chiara


Asterisco, Ente accreditato al Consiglio Nazionale degli Ingegneri, propone un Corso per formare la figura professionale del Consulente Tecnico di Ufficio.

La figura professionale del Consulente Tecnico, pur costituendo disciplina poco affrontata nel campo delle specializzazioni tecniche e nei programmi didattici delle Università, ha molteplici prospettive d’inserimento nel mondo del lavoro, affondando le proprie radici in un’attività molto diffusa nella pratica professionale. Il professionista che desidera svolgere consulenze, sia giudiziali che extra-giudiziali, attualmente ha necessità di formarsi per poter interfacciarsi al meglio con le necessità del proprio cliente.

Il presente corso è rivolto a chi intende avvicinarsi all’attività del Consulente Tecnico di ufficio (CTU) o di parte (CTP) in ambito giudiziario. Il corso ha l’obiettivo di contribuire a formare un professionista in grado di risolvere problemi tecnici in ambito giudiziario, coniugando la Tecnica con il Diritto. L’attività di consulenza in ambito giudiziario, pur costituendo disciplina poco affrontata nel campo delle specializzazioni tecniche e nei programmi didattici delle università, può offrire notevoli prospettive d’inserimento nel mondo del lavoro, affondando le proprie radici in un’attività molto diffusa nella pratica professionale.

l percorso formativo ha durata pari a 12 ore ed è strutturato in 3 moduli didattici di durata pari a 4 ore. I moduli didattici sono suddivisi in attività teoriche e pratiche.

Ampio risalto verrà dato all’applicazione pratica, incentrata sullo svolgimento di momenti di discussione e di confronto tra i formandi e i docenti, nella quale verranno analizzati casi reali e concreti riscontrati nell’attività di CTU. 

giovedì 24 novembre 2016

CORSO AGGIORNAMENTO AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO

dal blog Formazione professionale, di Mariano Di Chiara

Locandina Evento

Il corso intende assolvere gli obblighi formativi di aggiornamento annuale per lo svolgimento della professione di Amministratore di Condominio ottemperando a quanto disposto dal D.M. 140/14.

Il Corso si rivolge a coloro che svolgono la professione di Amministratore di condominio e che vogliano assolvere all’obbligo formativo di aggiornamento previsto dalla legge.

DESCRIZIONE DEL CORSO

Durata: 15 ore – 3 incontri da 5 ore ciascuno

Date:

Venerdì 9 Dicembre dalle ore 14 alle ore 19;
Sabato 10 Dicembre dalle ore 09 alle ore 14;
Venerdì 16 Dicembre dalle ore 14 alle ore 19.

Sede di svolgimento: Asterisco – Via Marchese di Villabianca n. 70, Palermo

Crediti: Evento valido ai fini della Formazione Professionale Continua dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili; per la partecipazione al Corso sono riconosciuti 15 CFP.

Attestato: Al termine del percorso formativo è previsto il rilascio di un Attestato valido ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento annuale.

Obiettivi: Il Corso intende assolvere all’obbligo formativo di aggiornamento annuale per lo svolgimento della professione di Amministratore di Condominio previsto dal Decreto del Ministero della Giustizia 140/2014.

Per maggiori informazioni contattare la Segreteria organizzativa: 091 62 68 334 - segreteria@asterisco.sicilia.it

 

giovedì 24 novembre 2016

Corso Abilitante per Certificatore Energetico degli Edifici

dal blog Formazione professionale, di Mariano Di Chiara

Locandina Corso Certificatore

L'Ente di formazione professionale Asterisco vi propone il Corso per “Certificatore Energetico”, regolarmente autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, pensato ad hoc sia per chi intende regolarizzare la propria posizione lavorativa, sia per chi, invece, necessita di una formazione solida e di alto livello per avviare la propria carriera di Certificatore Energetico degli Edifici.

Al fine di garantire un percorso formativo approfondito e di qualità, il corso avrà durata complessivamente di 94 ore, dedicando ben 32 ore alle esercitazioni pratiche che consentiranno ai partecipanti di confrontarsi con la realtà della professione. Le ore corso saranno distribuite nell’arco di 3 mesi, su 2 incontri settimanali della durata di 4 ore ciascuno.

Date: dal 10 Gennaio al 30 Marzo 2017
Sede di svolgimento: Via Marchese di Villabianca n. 70, Palermo

Durante il periodo di lezioni teoriche verrà data la possibilità ai corsisti di esercitarsi con prove in itinere che renderanno più semplice il superamento dell’esame finale. La frequenza del Corso di formazione è obbligatoria e l’ammissione agli esami finali è consentita al raggiungimento di almeno l’85% di ore di presenza.

L’esame si articolerà in una prova scritta finalizzata a valutare la comprensione degli argomenti del corso e una prova orale incentrata sulla discussione di un Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.).

L’autorevolezza del Corso è testimoniata dall’accreditamento con la Regione Sicilia che permetterà ai partecipanti che avranno superato l’esame finale di iscriversi direttamente all’Albo professionale dei Certificatori Energetici degli Edifici, grazie al rilascio dell'"Attestato di Frequenza Corso e Superamento Esame per Tecnici Certificatori Energetici ai sensi del DPR 75/2013”, che costituisce titolo abilitante all’esercizio della professione di Certificatore Energetico degli Edifici.

Per maggiori informazioni contattare la Segreteria organizzativa: 091 62 68 334 - segreteria@asterisco.sicilia.it

 

martedì 8 novembre 2016

Pompa di calore: scelta green per l’inverno

dal blog Interni ed Esterni, di Laura Baggio

Pompa di calore

Si avvicina l’inverno e non sempre la nostra casa è in grado di offrirci un comfort termico per la stagione fredda senza l’uso di un buon impianto di riscaldamento. Se siamo ancora indecisi su quale impianto di riscaldamento installare in casa, o se vogliamo sostituire il vecchio impianto, per avere un
concreto risparmio sulla bolletta
e volgere uno sguardo al futuro con le energie rinnovabili, allora non resta che continuare la lettura con i consigli proposti.



Tra le tecnologie più all’avanguardia che consentono una notevole riduzione dei costi, con l’utilizzo di energia rinnovabile, ci sono le pompe di calore, che, oltre a fornire calore per il
riscaldamento invernale
, permettono il raffrescamento in estate. In Italia l’utilizzo di questa tecnologia è in notevole crescita. Tra le aziende produttrici di pompe di calore Vicenza ne ospita una fra le più innovative nel settore: Riva Impianti è leader nel campo degli impianti ad alte prestazioni che utilizzano energia pulita e a basso impatto ambientale
, riducendo i costi energetici.



Cosa sono le pompe di calore?


Le pompe di calore sono delle macchine che producono energia termica, servendosi di fonti esterne, come aria, acqua e suolo, aventi un potenziale termico disponibile. Un impianto in pompa di calore accumula il potenziale termico naturale e lo trasferisce al mezzo da riscaldare, come acqua o aria. L’energia termica prodotta viene utilizzata per riscaldare gli ambienti attraverso l’immissione nelle tubazioni di acqua o aria calda, per raffrescare in estate con il passaggio di acqua o aria fredda, o per regolare la temperatura delle acque dei sanitari. Quando si estrae energia potenziale dal sottosuolo si parla di impianto geotermico, il quale si serve della temperatura costante del terreno a 14°C al di sotto degli 80 metri di profondità e assorbe, attraverso un fluido, l’energia dal terreno e la trasmette all’impianto, a mezzo di un compressore, che ne accresce l’energia. Dunque, il trasferimento di energia avviene sempre con un sacrificio di energia elettrica, ma con un notevole accrescimento di energia termica utilizzabile, in rapporto 1 a 5. Ciò significa che per un KW di energia elettrica utilizzata per estrarre e comprimere l’energia potenziale naturale, potremo ottenere fino a 5 KW di energia termica spendibile nel riscaldamento. L’estrazione di energia dall’aria è influenzata notevolmente dalla temperatura a cui l’aria si trova ed è variabile a seconda delle fasce climatiche e del periodo di estrazione.


Nel dettaglio, un impianto in pompa di calore si serve di energia elettrica iniziale per avviare un compressore, che concentra l’energia potenziale naturale, proveniente dall’aria, dall’acqua o dal sottosuolo estratta in modi diversi in base alla fonte stessa, e ne accresce la quantità durante la trasformazione in energia termica. La trasformazione avviene portando l’aria, precedentemente liquefatta e riscaldata fino a rarefarsi, alla liquefazione, con il conseguente rilascio di calore. Il calore si trasferisce ad un condensatore, che ha la funzione di scaldare il fluido passante per l’impianto di riscaldamento.



I vantaggi della pompa di calore


Il vantaggio più tangibile dell’installazione di una pompa di calore abbinata all’impianto di riscaldamento è sicuramente il risparmio energetico dal 50% al 70% rispetto agli impianti classici, dunque il conseguente e taglio delle spese sulla bolletta. Inoltre, dal punto di vista ambientale, la pompa di calore favorisce l’utilizzo di energia rinnovabile e accresce la possibilità di ridurre le emissioni di gas nocivi per l’ambiente. L’installazione di una pompa di calore è oggi inserita fra gli interventi che beneficiano degli incentivi finanziari statali fino al 65% delle spese di installazione, essendo interventi che rendono beneficio all’ambiente in cui viviamo. Scegliere l’installazione di un impianto in pompa di calore è consigliato, quindi, in termini economici e ambientali, ma bisogna fare preventivamente una valutazione tecnica che metta in relazione la pompa di calore con gli impianti a cui si collega, per ottenere le prestazioni migliori e la massima durabilità dell’intero sistema.


 

venerdì 28 ottobre 2016

Impianti elettrici, in Italia sono 8 milioni quelli non a norma

dal blog Design&Style Blog, di Raffaele De Blasio

Impianti Elettrici

L’Associazione Componenti e Sistemi per Impianti lancia l’allarme: sono ancora troppi gli impianti elettrici domestici che non sono a norma nelle abitazioni italiane e che necessiterebbero di un rifacimento totale o almeno di un’opera di ristrutturazione. Senza rinunciare al fascino del “vintage”.


Otto milioni di impianti elettrici non a norma, che generano il 6 per cento dei 4 milioni totali di incidenti domestici: questo è il fosco scenario delineato dall’Associazione Componenti e Sistemi per Impianti, che ha fatto il punto sulla situazione all’interno delle abitazioni in Italia. E ai danni alle persone si aggiungono i costi per la collettività, visto che la spesa per i vari interventi incide per quota 71 milioni di euro alle casse dello Stato, mentre in un caso su tre i Vigili del Fuoco intervengono per domare incendi in edifici che sono provocati proprio da cause elettriche.


Tra incidenti e incentivi. Quanto fin qui scritto significa che in 8 milioni di case italiane c’è la possibilità che un semplice filo scoperto, un cattivo innesto della spina nell’adattatore utilizzato per un elettrodomestico o uno sbalzo di tensione inaspettato può provocare conseguenze anche serie e generare incidenti domestici per il cattivo funzionamento o la mancata manutenzione dell’impianto elettrico. Insomma, le situazioni non a norma sono decisamente frequenti, nonostante gli interventi in merito promossi anche dal Governo.


I bonus del Governo. Anche nella legge di stabilità 2016, infatti, sono stati confermati i bonus destinati alle ristrutturazioni, in quota 50 per cento, così come l’ecobonus al 65 per cento per chi intende puntare sulla scelta “green”: quindi, può usufruire di agevolazioni fiscali chi decide di far controllare il proprio impianto elettrico domestico da un installatore certificato, ed eventualmente procedere alle relative modifiche da apportare, a tutto vantaggio della sicurezza e del comfort.


Problemi di look. Questo fattore si rivela particolarmente importante in un periodo di crisi congiunturale, visto che si stima che il costo dell’impianto elettrico incide per il 2 per cento sulle spese necessarie per realizzare una casa nuova, e che comunque restano elevate anche le spese per “ammodernare” una struttura più vecchiotta. Inoltre, in quest’ultimo caso potrebbe sorgere anche un problema di armonia estetica con gli altri componenti domestici, perché piazzare un prodotto ipermoderno in uno stile più “vintage” diventa un pugno nell’occhio.


Il gusto del vintage. Per fortuna, esistono soluzioni anche alle questioni di arredamento, grazie all’attività di Punto Luce, società leader in Italia nella vendita online di materiale elettrico, che ha dedicato una sezione specifica del suo e-shop ai prodotti ideali per ricreare o completare un impianto elettrico con i materiali di una volta, ovvero componenti in porcellana, pietra lavica e cotto.


Dal classico al moderno. Un’altra tendenza del mercato, che asseconda anche il crescente progresso di prodotti tecnologici, sono gli investimenti per l’installazione di impianto domotico: secondo le ultime statistiche, negli ultimi venti anni in Italia già più di 300 mila case hanno adottato questo sistema, che apre a un’ampia serie di vantaggi sia dal punto di vista delle utilità (come la possibilità di ottenere un migliore controllo delle zone termiche della casa), sia per la riduzione complessiva dei consumi.

 

lunedì 24 ottobre 2016

Déco: lusso ed eleganza per gli esterni di Lagrange12, Torino

dal blog Outdoor Design, di Stefania Rossi


Déco, ha recentemente ultimato un intervento a Torino e precisamente presso Lagrange12, in via Lagrange, un progetto residenziale inedito che esalta la commistione fra le forme storiche del neoclassico e l’architettura contemporanea. Lagrange12 nasce nel cuore della Promenade dello shopping torinese, dove la moda si intreccia con l’arte. Il progetto residenziale di riconversione dell’antico in forme contemporanee è stato curato dagli architetti del Gruppo Building (building.it) in collaborazione con lo studio Pininfarina.

Gli architetti hanno progettato sette appartamenti esclusivi, uno store di lusso, articolato su due piani, che entrerà nei 100 best shop italiani e due attici con vista panoramica sul cuore di Torino. Gruppo Building ha affidato la realizzazione della pavimentazione delle terrazze panoramiche dei due attici, per un totale di 500 metri quadri, a Déco che si è avvalsa del profilo UltraShield, top di gamma nel panorama dei legni compositi, nel colore grigio Antique. UltraShield, grazie alle sue caratteristiche tecniche, viene destinato spesso al mondo del contract per valorizzare contesti di lusso e gran pregio come Lagrange12. UltraShield è una nuova generazione di legno composito in grado di unire innovazione, performance ed estetica garantendo la massima qualità. Nuova frontiera del decking, è in grado di fondere la resistenza di legni duri e polietilene ad alta densità con uno scudo esterno in polimero che incapsula la doga rendendola impermeabile e altamente resistente ai graffi e alla formazione di macchie. Grazie a UltraShield il cliente finale viene in contatto con un materiale innovativo che presenta, al tatto, le stesse venature del legno, ma non necessita dello stesso tipo di manutenzione.

Dalle terrazze di Lagrange12 è possibile accedere a degli scorci e punti di vista mozzafiato su Torino. Grazie alla raffinatezza dei suoi prodotti, Déco riesce sempre a donare classe e eleganza agli ambienti esterni di pregio. Paolo Damiani, founder e partner Déco, in merito alla scelta di UltraShield per il progetto Lagrange12 afferma che “UltraShield è un prodotto che segna una grande rivoluzione nel mercato dei legni compositi, sia in Italia che in tutto il mondo, per le caratteristiche estetiche, tecniche e di assenza completa di manutenzione che offre.”

Per maggiori informazioni visitate il sito www.decodecking.it






 

lunedì 26 settembre 2016

Immobili di lusso: come si costruiscono da zero

dal blog Costruire casa da zero o comprarla già in vendita?, di Edoardo  Persico

interior design

Cosa pensi quando immagini di vivere in una casa di lusso? Come immagini i dettagli, il pregio e la qualità dei materiali? Io penso che ognuno
di noi abbia un’idea chiara su questo argomento e in quell’idea sono contenute forme, spazi, luminosità, colori, materiali e ogni singolo
dettaglio che contribuisce a rendere completa la casa in cui andremo a vivere.

Questa idea ha molto a che fare con un concetto vitale: la realizzazione su misura. Non esiste infatti altra soluzione per una casa di lusso
che uno sviluppo attento e preciso per rispondere in ogni millimetro di progettazione alle esigenze del padrone di casa.

Ognuno di noi ha un suo concetto di immobile di lusso ed é normale che sia così, visto che il lusso come la bellezza sono condizionati dalla
nostra sensibilità personale.

Lo so bene perché in oltre diciassette anni di lavoro a stretto contatto con le esigenze dei clienti, ho imparato a comprendere e codificare
queste idee in progetti che rispecchiassero davvero le loro aspettative.

Oggi AltaDimora fa esattamente questo: dare una forma compiuta a desideri che vanno ascoltati con grande attenzione per essere compresi.

Se non ci fosse questa componente avremmo una formula standard – uguale per tutti – in grado di definire i parametri di un immobile
lussuoso, ma questo significherebbe assomigliarci tutti e schiacciare la nostra personalità.

Cosa intendiamo per immobile di lusso?
Il vero lusso di una casa progettata e costruita da zero invece è proprio quello di dare forma alle tue necessità senza compromessi.
L’obiettivo è farti vivere in una casa che non ti faccia pensare “se avessi avuto più luce in questa stanza sarebbe stata
perfetta…” o “se solo la cucina fosse stata più spaziosa…” e così via.

Le riconosci? Sono le considerazioni che si fanno quando si acquista una bella casa che non soddisfa fino in fondo le nostre esigenze.
Non è mai una bella sensazione quella di spendere, crearsi aspettative e ritrovarsi delusi. Non è bello quando succede con un paio di scarpe,
figurati quando accade con la casa in cui passerai il resto della tua vita…

Succede solitamente per due motivi:

Acquisti una casa già realizzata (e adatti le tue esigenze a ciò che già esiste)
Fai realizzare da zero la tua casa, ma le tue necessità non vengono comprese e il progetto finale non rappresenta al 100% quello che volevi.
Case di lusso copia e incolla
Sappiamo tutti che é possibile progettare in serie abitazioni che utilizzano materiali costosi, ma non é possibile progettare a scatola
chiusa – senza conoscere davvero le tue preferenze – una casa che rappresenti il tuo concetto di lusso e comfort.

Lo avrai visto molte volte guardando la TV – oggi più che mai lo spazio dedicato agli immobili é molto in televisione – e proprio vedendo
un’abitazione molto costosa ti sarai ritrovato a pensare “bella, ma non ci vivrei, preferirei una casa come…”.

Ecco, quello è un’esempio perfetto di immobile molto costoso, realizzato con materiali di grande qualità, ma non esattamente la casa in cui
ti vedresti vivere. Non esattamente la casa per cui saresti disposto a fare sacrifici.

Il lusso di vivere nella casa che hai sempre desiderato
Non ci sono scuse, se paghi per costruire da zero la tua nuova casa deve essere come vuoi.
Il ” lusso” – ma chiamalo anche pregio – deve essere su misura.
Ogni millimetro deve corrispondere a ciò che hai immaginato e desiderato per anni.
La vera applicazione del lusso alla progettazione di un’abitazione sta nella capacità di tradurre il mondo di sensazioni, riferimenti, idee che
hai in testa in un progetto dettagliato su carta.

In AltaDimora lo sappiamo fare bene perché a questo dedichiamo da sempre tutte le nostre energie.
Sederci con te, analizzare, ragionare su schizzi, valutare più alternative e proposte è il nostro modo di lavorare per arrivare allo scatto perfetto.
La fotografia precisa della casa che avevi in mente. Solo quando otteniamo quell’immagine possiamo cominciare, farlo prima sarebbe scorretto.

Sai come abbiamo iniziato a pensare alla progettazione di una nuova casa per ognuno dei nostri clienti? Sedendoci in studio e chiacchierando
delle idee che avevano in testa. Per questo se il tuo obiettivo è quello di realizzare la casa dei tuoi sogni chiamaci e sediamoci per una prima
chiacchierata. È il modo migliore per conoscersi e capire come dare una forma alle tue idee.
 

venerdì 16 settembre 2016

Déco apre all’arredo outdoor: in anteprima al Cersaie 2016

dal blog Outdoor Design, di Stefania Rossi

Arredi per esterni Deco

Déco, azienda innovativa specializzata nel mercato del decking - applicazioni in legno durevole naturale e legno composito destinate agli esterni - presenterà al Cersaie di Bologna, il Salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno, UltraShield, il legno composito top di gamma per cui l’azienda si distingue a livello nazionale e un’inedita novità: gli arredi per esterni firmati Déco.

Il confine tra in e outdoor si fa sempre più sfumato e Déco, in linea con le tendenze, ha studiato e sviluppato due linee di arredo per esterni che sono l’epitome della naturale prosecuzione della vocazione dell’azienda per il mondo dell’outdoor. Una linea d’arredo verrà realizzata avvalendosi di materiali sintetici, specifici per esterni, mentre l’altra avrà come protagonista il Teak Birmano, scelta voluta e ponderata, che sposa alla perfezione il core business di Déco. A livello tecnico, tutti i materiali con cui vengono prodotti gli arredi di Déco sono studiati per uso specifico outdoor, impermeabili e altamente resistenti all’usura. Grazie a questa novità, Déco sarà in grado di offrire ai clienti e ai progettisti soluzioni curate nei minimi dettagli e ad hoc per ogni esigenza, sia per quanto riguarda i rivestimenti in decking, sia per gli arredi per esterni. Déco diventa, sempre di più, interprete degli spazi esterni a 360° offrendo dei prodotti che uniscono il fascino e il calore tradizionale dei legni naturali al design accattivante e minimalista delle nuove linee di arredo. Grazie a Déco nascono nuovi spazi all’aperto, raffinati e moderni, che valorizzano le forme e i colori dell’ambiente naturale.

I visitatori e gli addetti ai lavori potranno incontrare Déco all’interno dello spazio Cer-Sail – Italian Style Concept - terzo appuntamento della mostra collettiva di Cersaie. I curatori del progetto hanno individuato un tema progettuale attuale e di interesse economico per le aziende che verranno coinvolte: la valorizzazione delle aree portuali italiane. A tal proposito Déco ha utilizzato il prodotto top di gamma nel panorama dei legni compositi, UltraShield, per la realizzazione del nuovo porto di Chiavari in provincia di Genova.
UltraShield è una nuova generazione di legno composito in grado di unire innovazione, performance ed estetica garantendo la massima qualità, essendo in grado di fondere la resistenza di legni duri e polietilene ad alta densità con uno scudo esterno in polimero che incapsula la doga rendendola impermeabile e altamente resistente ai graffi e alla formazione di macchie. Questo tipo di materiale è quindi particolarmente adatto per superfici che richiederebbero molta manutenzione come le superfici portuali. Déco, avvalendosi di UltraShield, offre al cliente finale un materiale innovativo che presenta, al tatto, le stesse venature del legno, ma non necessita dello stesso tipo di manutenzione.
Déco sarà presente al Cer-Sail, all’intero del padiglione 30 del Quartiere Fieristico di Bologna, dal 26 al 30 settembre.

Per maggiori informazioni, visitate il sito http://www.decodecking.it/


 

Arredi per esterni Deco
mercoledì 7 settembre 2016

Come effettuare una variazione catastale DOCFA

dal blog Architetto Online, di Francesco Dale

Qualora ci fosse la necessità di effettuare una variazione catastale (ossia la comunicazione che si fa all'Agenzia del Territorio di un avvenuto cambiamento dello stato di un immobile, il tutto documentato e firmato da un professionista accreditato), è possibile effettuare il tutto on line tramite il sito variazionecatastale.net tramite il servizio denominato DOCFA.

Le variazioni che si possono presentare tramite tale servizio sono le seguenti:
- variazione planimetrica (divisione, fusione, ampliamento, etc);
- ultimazione di fabbricato urbano;
- variazione di destinazione d'uso;
- presentazione planimetrica mancante;
- altre.

La dichiarazione DOCFA è divisa in cinque parti: dichiarazione DOCFA, causali, planimetrie, elaborato planimetrico ed appendice.
Affinchè il tutto vada a buon fine ecco come si deve procedere una volta effettuato l'accesso al sito:
- fornire una planimetria in scala firmata da un tecnico incaricato. Va presentata in formato cartaceo completa di tutti i contrassegni necessari ad attestarne la validità. Non è obbligatorio presentare la planimetria anche in formato vettoriale ma può essere utile per velocizzare l'iter della pratica;
- compilare i dati catastali dell'immobile, indicando comune, provincia, foglio, particella e sub;
- selezionare il tipo di variazione, e cioè la motivazione per cui si sta trasmettendo la nuova pratica. Nel caso in cui si tratti di variazione planimetrica è necessario indicare la natura della modifica; in caso di variazione di destinazione d'uso bisogna indicare sia la destinazione precedente sia quella nuova; se si modificano gli identificativi catastali vanno riportati quelli nuovi. In caso invece le variazioni siano di altro tipo c'è un campo da compilare con una breve descrizione delle modifiche apportate.
- indicare i dati relativi al tecnico che si è occupato di redarre le nuove planimetrie (nome e cognome, qualifica del tecnico - geometra, ingegnere, etc - e suo indirizzo);
- indicare come si desidera ricevere la fattura per quanto pagato per il servizio.

Ci si può anche affidare ad uno studio di professionisti che fa da intermediario presentando la pratica per il cliente finale, magari per chi non è molto pratico di procedure informatiche (anche se il form è molto semplice, avendo a disposizione tutte le informazioni necessarie per l'evasione della pratica). Ciò ovviamente prevederà un costo aggiuntivo legato alla tariffa applicata dal professionista interpellato.

L'evasione della pratica solitamente è molto veloce, a patto ovviamente che la stessa sia compilata correttamente e in modo completo (una volta che il catasto ha ricevuto tutti i documenti, la richiesta viene protocollata entro pochi giorni dalla sua presentazione).
 

lunedì 18 luglio 2016

Interior Design in pillole: lo specchio

dal blog Acquaclick BLOG, di Acqua Click

Specchio Koh-I-Noor

Lo specchio è sicuramente un elemento essenziale per il bagno e come tale deve essere scelto con cura e tenendo in considerazione alcuni aspetti. Essendo una superficie riflettente, lo specchio aiuta ad ampliare gli spazi e diventa quindi il complemento essenziale per bagni piccoli e poco illuminati.

Ecco alcune dritte per sceglierlo bene:
1. La forma: quelle più usate sono le classiche quadrata, rettangolare, rotonda o ovale. Scegli la forma che più ti piace, ma abbinala alle altre forme presenti nel tuo bagno. Ad esempio, se lavabo e sanitari hanno una forma arrotondata, prediligi uno specchio ovale o rotondo.
2. La dimensione: deve essere equilibrata con il resto dell’ambiente, ma soprattutto con il lavabo visto che si trova esattamente sotto. Ciò significa che, rispetto al lavabo, non deve essere né troppo piccolo né troppo grande.
3. Lo stile: anche questo aspetto deve essere valutato considerando il resto dell’ambiente. Lo specchio può essere con o senza cornice, semplice o di design. Se lo scegli senza cornice, puoi abbinare una mensolina che ti servirà per appoggiare tutti gli oggetti che utilizzi giornalmente. Sul mercato, sono disponibili anche mobiletti che hanno lo specchio fissato sull’anta.
4. L'illuminazione: puoi sbizzarrirti con faretti, lampade oppure led. L’importante è che la luce non batta contro lo specchio ma illumini la persona che sta davanti.
5. Lo specchio-ingranditore: è un accessorio quasi indispensabile per ogni donna e sul mercato ne esistono davvero per tutti i gusti. Da fissaggio oppure da appoggio fino alle versioni direttamente incorporate nello specchio e con varie tipologie di ingrandimento.

… e se d’inverno ti piace una bella doccia bollente, con gli specchi dotati di funzione anti-appannamento hai anche risolto il problema del vapore!

Trovi qui le nostre proposte di specchi e specchi ingranditori:
specchi senza illuminazione:http://www.acquaclick.com/it/93-specchi-senza-illuminazione
specchi con illuminazione: http://www.acquaclick.com/it/94-specchi-con-illuminazione
specchi ingranditori: http://www.acquaclick.com/it/96-specchi-ingranditori
specchi contenitori: http://www.acquaclick.com/it/97-specchi-contenitori
accessori per specchi: http://www.acquaclick.com/it/95-accessori-per-specchi 











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