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martedì 21 ottobre 2014

Architectural 3D Drafting – Empowering Designs With the Influence of Visualization

dal blog Architectural 3D Drafting Empowering Designs, di Gaurang Trivedi


Architectural Design process is an iterative loop of ‘create, validate and adopt’, and it takes shape via continuous drafting and development. Architectural drafting has transitioned over the years and evolved from the conventional pen and paper drafting to 2D CAD drafting and now into the latest and highly popular 3D CAD drawing.

Today there is a growing trend amongst architects to outsource 3D CAD drafting services. However, many would ask - How does ‘service’ play a part in Design? Design process cannot be outsourced, nor can it be completely handed over.

How 3D Architectural Drafting Involves in Design Process?
The two approaches to design are a) form follows function and b) function follows form. In both these approaches Architects can; in close conjunction with the 3D CAD service provider, Develop Architectural Plans and Elevations that are free of any errors and inaccuracies. A broader vision can be given to the CAD expert, who then builds on to it filling in details, while getting inputs and approvals from the architect as and when required.

The other approach is where the architect provides the design with detailed specifications and Architectural Drafting Elevation. Here 3D drafting does not necessarily interfere with design; it just represents the design as it is in a 3D format. In the second approach when a 2D design is converted into a 3D draft, design errors are easily detected and can be rectified. Hence for both the approaches, CAD conversion proves to be a beneficial proposition.

Architectural Drafting – Three Way Involvement in the Design Process:
o When architects send across detail sheets for CAD drafting, the irrelevant details are identified and crossed out.
o The given details are cross referenced and floor plans, sections and specification are also checked
o Any error or inconsistencies if found are reported to the architect, and the corrections received are then updated in the CAD drafts.


How 3D CAD Drawings Promote Error Free Designs?
Today, the AEC industry is rapidly changing and the demand for multi-stakeholder knowledge and influence in architectural design process is increasing. 3D CAD can efficiently address these demands by handling large, expensive and complex architectural plans with ease and resolve the complex functions interdependencies, clashes and conflicting values across disciplines.

The popularity of CAD drafting is growing because, it becomes easy for an architect to show a 3D draft to the clients and stakeholders. The 3D drafts provide easy to understand visuals of the building design, demarcations, fixtures and other architectural details, and as architects embark the journey of building design – Outsourcing 3D architectural drafting can empower them with the power of visualization.

TrueCADD offers a comprehensive set of architectural drafting, design, 3D modeling and rendering services to its clients from the AEC industry. The company can handle AEC projects of all types and complexities with ease; they completely understand the design potential of each project and deliver services to client’s satisfaction.

About Author:
Gaurang Trivedi is engineering consultant at TrueCADD. The company has its own in house production facility allow us to deliver high quality and time bound AutoCAD Engineering Services.


 

giovedì 16 ottobre 2014

PETER-ZUMTHOR l'anti archistar.

dal blog StudioViemme, di marco volpato

PETER-ZUMTHOR l'anti archistar.

Non è facile trovare un architetto tanto lontano dallo star system dell'architettura come Peter Zumthor sia per il suo modus vivendi che per la sua opera.
Nato a Basilea nel 1943, peter-zumthor figlio di un ebanista, fu subito introdotto al lavoro del padre da cui prese la capacità di aver cura dei materiali e la parsimonia nel lavorarli. Il padre lo voleva a bottega e qui forse imparò la tecnica. Di questo periodo Zumthor dice “dovevo stare lì (a bottega) per otto ore al giorno, a volte facendo cose molto ripetitive e noiose, e così ho imparato a puntare su qualità e precisione con spirito di sopportazione e perseveranza.”
Studente presso l'Accademia di arti applicate di Basilea, in cui si insegnava secondo le linee del Bauhaus, Peter scelse come campo specifico: arredamento e progettazione di interni. Di quegli anni ricorda soprattutto il primo in cui si insegnavano i rudimenti del design, e di come gli insegnati gli facevano disegnare soprattutto cubi avendoli là davanti come oggetti reali. Più che di arte si parlava di mestiere.
Una formazione l'ha avuta presso il Pratt Institure di New York di cui però il solo lato positivo era stato quello di conoscere Sibyl Moholy-Nagy, la moglie di Làszlo e le sue interessantissime lezioni di storia dell'architettura.
Il suo primo lavoro l'ha svolto presso il Dipartimento per la Conservazione dei Monumenti nel Cantone dei Grigioni. Così dice” Dieci anni trascorsi a guardare fattorie, a osservare insediamenti...
Facevo inventari, studiavo le strutture degli insediamenti storici e controllavo forme d'arte all'interno di edifici storici. Per esempio, le decorazioni sulle facciate delle fattorie, i graffiti in Engadina. Era un modo di imparare la storia dell'arte partendo dal basso”.
Proprio da queste esperienze nasce il grande architetto in grado di dire che ciò che conta sono la reltà non le teorie: alle varie teorie moderne e contemporanee Zumthor risponde con i suoi riferimenti classici, dal mondo della musica (John Cage) a quello letterario classico (Goethe) e moderno(Peter Handke) . Di quest'ultimo ammira il suo avvicinamento reale alle cose: quando si crea il problema dell'artificiosità della cosa stessa stessa in un opera artistica si deve far sì che scompaia quanto più possibile questo aspetto artificioso, in ambito letterario con Handke, e in quello architettonico con Zumthor. Il residuo di articiosità deve essere ridotto al minimo dalla creazione artistica, e citando Handke: “esigo che nei miei testi non accada nulla di supefluo e che si svolga soltanto il riconoscimento dei singoli particolare e quindi il loro intrecciarsi in uno stato di cose”. I materiali per l'architetto e il loro intrecciarsi, lo stato di cose per lo scrittore e le loro relazioni. Ecco che subentra il concetto della fedeltà alle cose e con essa al luogo. Per Zumthor i luoghi sono importantissimi per il suo lavoro, e qui si distanzia moltissimo da diverse architture contemporanee, in cui la “firma” dell'archistar: l'oggetto architettonico sovrasta il sito, l'architettura diventa poco partecipe del rispetto del luogo, e “grida” la sua povertà di contenuti. “Sempre più spesso” dice Zumthor “si sente un'architettura che parla troppo, ci stordisce con le proprie chiacchere.”
E ancora: “non mi piace quando, alla fine, le forme prodotte assordano per la loro loquacità”. Spesso l'architettura contemporanea è basata sulla vista, non sulla fruizione degli spazi, sulla capacità di comporre strutture nuove e combinare materiali, ma ci si ferma sovente alla facciata, rinunciando alla struttura. Di qui anche il distacco di Zumthor dall'architettura disegnata, per lui il disegno è un mezzo, utilissimo certo, ma mai un fine, “ a me non interessa la carta io cerco l'architettura”... “come una partitura di musica così il disegno” deve creare l'achitettura in cui le note sono i materiali, il loro modo di comporli e di avvicinarli. L'attenzione ai materiali, alla loro pesantezza, levigatezza, al loro colore e anche al loro odore, è lo stesso che Joseph Beuys usava nelle sue performance artistiche. Il fruire l'architettura deve essere un processo emozionale, gli edifici non sono solo da guardare.
Spesso ai suoi studenti Zumthor non insegna teorie, ma la prima cosa che chiede è “che cosa senti vedendo questo disegno, cosa hai provato all'interno di un edificio classico” e quando lo studente inizia a sciorinare mille teorie studiate a scuola, lui lo ferma subito, “non mi interessano le teorie”, “ma voglio sapere cosa senti tu? Che emozioni ti suscita”. Spesso a queste semplici domande si assiste ad uno spaesamento del giovano architetto o studente. Ma è quello che manca. Riprendendo le sue parole: “la sfera emotiva è molto più vasta e più estesa di quella razionale”. “L'intelletto procede per causa ed effetto(...) è lineare mentre il sentimento implica la vastità un ampio spazio fitto di linee”(...) il progetto deve essere radicato nello spazio emotivo. “non si tratta solo di pensare! C'è un'anima dentro di noi.”
L'anima Zunthor la coltiva nel suo studio, tra le alpi svizzere, fuori dal clamore delle metropoli, e li costruisce il suo progetto che lo vede come processo, in continua formazione, riducendo al minimo il compromesso. Se un materiale non può essere tagliato in quel modo lui non si arrende, cerca altre lame che lo taglino come lui desidera, e dopo lunghissimi discorsi con artigiani, ingegneri, carpentieri riesce a minimizzare il compromesso. Da un po' di anni anche la moglie lo affianca nei progetti, pur non essendo un'architetto o un ingegnere, lei sa cosa è meglio, “dopo 30 di convivenza con un architetto ha imparato molto” dice Zumthor ed è “importante sentire il parere di un non architetto su un progetto”. Ritorna l'adesione alla realtà, anche nel processo progettuale.
E il nostro si distingue dalle altre archistar per la sua visione della bellezza, mentre molti suoi colleghi famosi si sforzano di inseguire l'estetica dell'opera architettonica, ribatte: “il valore estetico e quello pratico dell'architettura “sono secondari” “l'architettura ha un proprio corpo perchè in esso c'è la vita”. Una concezione che ribalta una visione quesi consolidata della contemporaneità, in cui il “grido” architettonico sovrasta il luogo.
“Energia, tensione, vibrazioni, armonia tra i materiali, ecco cos'è per me architettura.”

Riferimenti bibliografici:

Di Peter Zumthor
Barbara Stec, Conversazioni con Peter Zumthor, in "Casabella" n. 719, febbraio 2004, pp. 6-13
Chiara Baglione, Peter Zumthor. Costruire la memoria. Conversazione con Peter Zumthor 1997-2006, in "Casabella" n. 1, Dic. 2004/Gen. 2005, pp. 72-81, 163-164
Peter Zumthor. Museo di arte a Bregenz, in "Area" n. 44, maggio-luglio 1999, pp. 24-30
Francesco Garutti, Intervista a Peter Zumthor, in "Klat" n. 05, primavera 2011, pp.126-143
Di Peter Handke numerosi sono i saggi e romanzi citiamo solo alcuni:
Il cielo sopra Berlino, sceneggiatura con Wim Wenders
Il peso del mondo, ed. Guanda, 2005
Saggio sul juke-box, ed. Garzanti, sett. 2004
Infelicità senza desideri, ed. Garzanti, nov. 1999
Storia con bambina, ed. Garzanti, apr. 1995
L'ora del vero sentire, ed. Garzanti, apr. 1995



Arch. Volpato Marco.


 

martedì 7 ottobre 2014

VERDE TECNICO: tetti verdi e giardini verticali _ Seminario formativo professionale

dal blog Naturam, di Naturam Srl

Giardino Verticale_ by Green Bricks

Il 21 Ottobre 2014 l’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori delle provincie di Novara e del Verbano – Cusio - Ossola, con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Novara, in collaborazione con Naturam srl, organizza, presso la Sala Conferenze dell’Istituto Agrario Bonfantini di Novara, il seminario formativo a pagamento:

“ Il verde tecnico: tetti verdi e giardini verticali “

Il seminario fornisce ai professionisti gli strumenti necessari per la progettazione di verde tecnico, con esempi e realizzazioni di pareti e tetti. Per il seminario sono stati richiesti 6CFP per l'Ordine degli Architetti PPC e crediti all'Ordine di Dottori Agronomi e Dottori Forestali.

Contestualmente al seminario sarà presente una mostra dal titolo:

"Due modi di progettare il paesaggio: verde tecnico e verde terapeutico."

La mostra presenterà progetti di realizzazioni di giardini verticali, tetti verdi, healing gardens e giardini terapeutici.Per la mostra è stato richiesto 1CFP per l'Ordine degli Architetti PPC.

Per iscrizioni:
www.naturam.it

Per informazioni:
http://blog.naturam.it/
 

martedì 23 settembre 2014

am#3 cuneo COSTRUIRE PER LA NATURA

dal blog Atelier Mobile, di atelier mobile


Il lago di Tetto Lupo nel parco fluviale Gesso e Stura di Cuneo, poco più a nord della confluenza tra i due torrenti tra campi e filari di pioppi, è meta di numerose specie di uccelli, lungo un frequentato percorso ciclo-pedonale.
6 giorni di atelier, 1 scatola di costruzioni contenente 2 metri cubi di legno di abete (travetti 6x8 cm lunghi 4 metri, tavole larghe 12-20 spesse 2,5 cm e lunghe 4 metri), 30 mq di arelle di bamboo 2x3 m e ferramenta.

Il punto bird watching è un architettura lineare che segue il percorso e il bordo del lago, rigato dalle strisce di legno e dalle aperture, con un'estremità compatta verso il ponte e cuneo, e una che si sfuma verso il bosco e i campi. Aperture a varie altezze permettono l'osservazione di scorci differenti del lago e del bosco sia in piedi sia seduti, le aperture in basso sono dedicate ai bambini e ai più curiosi. La seduta è anche un punto di sosta per ciclisti e camminatori, sono in fase di realizzazione pannelli informativi per illustrare l'attività del bird watching e la fauna ospitata dal lago.


Tetto Lupo lake in the river park Gesso e Stura just north of the confluence of the two rivers, laying among between fields and rows of poplars, is a destination for many species of birds along a busy pedestrian and cycle path. 6 days of atelier, 1 building box containing 2 cubic meters of spruce timber (beams 6x8 cm 4 meters long, planks 12-20 cm large and 2.5 cm thick, 4 meters long), 30 square meters of bamboo canes rolls 2x3 meters and iron fittings.

The bird watching point is a linear architecture following the path and the edge of the lake, lined by the timber stripes and by its openings, with a compact edge towards the bridge and cuneo and another that fades into woods and fields. Openings at different heights allow the observation of different views of the lake and the woods standing or sitting, the lower ones are dedicated to the children and the most curious visitors. The seat is also a rest point for cyclists and walkers, information boards to illustrate the activity of bird watching and the wildlife hosted by the lake are under preparation.



atelier mobile_sara ambrosoli, luca barello, paolo cavallo, paolo golinelli, luca malvicino

atelier participants_simone casa, sara giaveno, paolo lisa, lingyuan meng, lorenzo penna, giulia simone + daniele ambrosoli (junior)

falegname/carpenter_mattia carrera 

martedì 2 settembre 2014

#IceBucketChallenge

dal blog hoteldesign.org, di Stefano Pediconi

R-Well Sea Spa - Cabina di neve

www.hoteldesign.org - Di questi tempi, continuiamo a vedere gente di tutti i tipi, vip e sconosciuti, che si gettano addosso secchiate di acqua gelata e ghiaccio: così, il popolo del wellness perde la prerogativa di infliggersi il trattamento “masochista”, tanto importante durante i percorsi benessere!
E’ l’Ice Bucket Challenge, iniziativa (più o meno discussa) nata su un’idea di Pete Frates per finanziare la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica – nota come SLA – con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla malattia e sensibilizzare tutto il mondo a donare qualcosa per la ricerca (www.aisla.it)

No, niente sadismo per il popolo del wellness: raffreddare il corpo, infatti, è una delle tappe obbligate per chi sceglie di godersi, ad esempio, un bel percorso bagno turco o un percorso sauna; l’effetto è stimolante e permette di riportare a livelli normali la temperatura corporea.
Sappiamo tutti che sin dall’antichità (e ancora oggi) i popoli del nord, che tradizionalmente hanno sviluppato la sauna (dalle capanne ricoperte di terra in cui si accendevano fuochi per riscaldare l’ambiente ai trattamenti che diventano pratiche di benessere) sono soliti uscire in inverno sulla neve, nudi, dopo ogni seduta. No, niente sadismo neanche per gli scandinavi che, attraverso questa pratica, invece, offrono al corpo uno sbalzo di temperatura che avrà come effetti il miglioramento del sistema immunitario e della circolazione sanguigna.

Il raffreddamento del corpo è spesso sottovalutato, soprattutto da chi non frequenta assiduamente i centri benessere – l’ospite occasionale – che ha negli occhi la stessa immagine che vediamo scorrere in questi momenti sui social network: la sofferenza di chi si getta l’acqua gelata addosso.
E’ molto importante, invece, spiegare che, contestualizzata nel percorso benessere, dopo una seduta in cui il corpo si è riscaldato molto, non c’è nulla che faccia meglio di una bella secchiata di acqua fredda!
E chi (come me…) è restio a mettersi sotto il getto di acqua fredda ha molteplici e interessantissime soluzioni alternative: dalla doccia nebulizzata fredda (più soft), alle cascate di ghiaccio con il quale raffreddarsi a pezzi, alla più affascinante cabina di neve!
Non è più necessario arrivare in Finlandia per godere del freddo della neve. Grazie al freddo secco, la snow room consente al corpo di ritornare gradatamente alla temperatura normale, rappresentando, allo stesso tempo, una cabina che permette all’ospite di vivere un’esperienza emozionale.

E’ sufficiente un po’ di fiducia e lasciarsi consigliare per poi poter assaporare sulla propria pelle il reale beneficio di questa pratica. Purtroppo, però, guidare l’ospite non è un’abitudine così diffusa e, alla fine, le persone prendono il percorso benessere solo come un gioco, luci, colori, acqua, musica, senza riuscire a trarre i benefici tanto attesi da una seduta in un centro wellness.
Come è possibile fidelizzare gli ospiti se non li indirizziamo al vero benessere? Non siamo in Austria o in Germania, dove la cultura del benessere è più radicata: in Italia è letteralmente necessario educare gli ospiti!
Ma come è possibile educare gli ospiti se i primi che non conoscono i fondamenti del benessere sono spesso gli operatori stessi?

Il benessere è l’oro che luccica, il business da arraffare a tutti i costi per svilupparne le enormi potenzialità da trasformare in reddito. Quando capiremo che per fare questo non è possibile lavorare con superficialità? L’ospite, che non fa altro che giudicare tutto in funzione del proprio benessere, non prescinde più dalla qualità: qualità dei servizi, dei percorsi e dell’offerta in generale. Diamoci da fare! 

martedì 2 settembre 2014

Chi sono

dal blog Arte Contemporanea, di Roberto  Albanese


http://robertopittore.jimdo.com/ 

lunedì 1 settembre 2014

fine ferie

dal blog Interni su Misura, di Mobilproject Soluzioni Uniche

Oggi si ricomincia a lavorare a testa bassa per poter rendere felici i nostri clienti!!!
 

lunedì 25 agosto 2014

THE CITY AND THE WATER - International Workshop Architecture

dal blog zero+, di Maurizio Bottazzi

flyer

Workshop Internazionale

THE CITY AND THE WATER - 3 - 14 Settembre 2014

ARCHITECTURE, ARTS AND DESIGN FOR THE NEW WATERFRONT OF MARINA DI PIETRASANTA

Gli enti organizzatori e promotori di questo workshop sono l’Università di Pisa - in particolare il Corso di Laurea

in Ingegneria Edile Architettura, afferente al dipartimento DESTeC - il CAV (Centro Arti Visive) di Pietrasanta e il

Comune di Pietrasanta.

Il workshop, che si svolgerà dal 3 al 14 Settembre 2014 presso il Centro Arti Visive e si aprirà al pubblico con

alcuni eventi nel Chiostro di Sant’Agostino (Piazza Duomo - Pietrasanta), vedrà lavorare insieme studenti di

Architettura, Ingegneria, Design, Accademie d’Arte, e giovani professionisti, sui temi inerenti lo spazio urbano

della costa versiliese, e in particolare sul tratto di lungomare di Marina di Pietrasanta: un contesto caratterizzato

da un elevato valore ambientale e da un grande potenziale economico, ma attualmente minato da forti fragilità

innovative di cambiamento a differenti scale, da quella territoriale a quella architettonica, sino all’intervento

puntuale di design e a quello artistico, al fine di riqualificare e valorizzare l’area di studio a partire dall’identità

culturale e ambientale del territorio Apuoversiliese.

Il workshop scommette soprattutto su una proficua collaborazione tra gli ospiti di fama internazionale e i soggetti

locali, non solo l’università, ma anche amministrazioni, professionisti, associazioni, imprese, artigiani e artisti.

L’obiettivo è quindi ideare soluzioni per la rigenerazione di questo spazio urbano attraverso l’architettura, l’arte e

il design - come in una sorta di nuovo Bauhaus - al fine di incentivarne la riappropriazione da parte degli abitanti

dal punto di vista fisico, sociale ed economico.

Il Responsabile del workshop è il Prof. Ing. Roberto Pierini, Presidente del consiglio di Corso di Laurea in

Ingegneria Edile Architettura dell’Università di Pisa, e docente di Urbanistica all’interno dello stesso. Il Direttore

Scientifico è João Nunes, architetto e docente di fama internazionale, fondatore dello studio Proap di Lisbona.

Il workshop avrà tra i docenti ospiti: Adolfo Natalini, architetto e docente della Facoltà di Architettura di Firenze,

e Alessandra Capanna, architetto e docente della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma.

Gli artisti di fama internazionale chiamati ad intervenire saranno invece: Loris Cecchini, nato a Milano e con

studio a Berlino, operante nei campi della fotografia, della pittura e della scultura, e avente come elemento

cardine delle sue opere la trasfigurazione del reale, e Pinuccio Sciola, sardo di San Sperate, famoso nel mondo

per le sue Pietre Sonore e per la sua ricerca personale condotta sulla pietra e le sue caratteristiche intrinseche.

I lavori del workshop si apriranno al pubblico con diverse conferenze che si svolgeranno nel Chiostro di Sant’Agostino:

• Giovedì 4, ore 18.00 “Approccio metodologico al progetto” Joao Nunes, studio PROAP, Lisbona.

• Domenica 7, ore 11.00 “L’architettura e l’acqua” Adolfo Natalini, Università degli Studi di Firenze.

• Domenica 14, ore 10.30 “Apertura mostra e presentazione dei lavori”. La mostra rimarrà aperta dal 14 al 21,

con ingresso gratuito.

Interverranno Domenico Lombardi (Sindaco di Pietrasanta), Rossano Forassiepi (Assessore all’Urbanistica), Antonio

Bartelletti (Presidente del CAV), Alessandro Romanini (Direttore del CAV), e i docenti Roberto Pierini, Joao Nunes,

Adolfo Natalini e Alessandra Capanna. In quest’occasione tutti i partecipanti al workshop presenteranno i risultati del

proprio lavoro, per discuterne insieme agli agli ospiti che interverranno e al pubblico.

INFO

www.destec.unipi.it/thecityandthewater/

www.cavpietrasanta.it/

CONTATTI

thecityandthewater@gmail.com

segreteria.studenti@cavpietrasanta.it 

Comunicato Stampa




giovedì 21 agosto 2014

Opportunità per progettisti che puntano sulla qualità del proprio lavoro

dal blog Nuove strategie per la conquista del mercato, di Calogero Campochiaro

Casetta giardino di alto design

Salve, da diversi mesi stiamo mettendo a punto una nuova strategia per conquistare il cliente, creando un diverso modo di proporre la propria opera progettuale.
Premesse:
L'attuale metodo di lavoro impone all'architetto progettista lunghe e spesso stenuanti trattative con il cliente prima di arrivare alla soluzione progettuale definitiva.
Ogni progetto che è stato frutto di duro lavoro, una volta realizzata l'opera viene archiviato e dimenticato.

Questa in sintesi la nuova strategia:
1) Ogni progetto valido, e rappresentato anche con l'utilizzo del rendering fotorealistico, viene inserito in una banca dati societaria di libera consulatzione del cliente.
2) Il cliente sceglie il progetto che più gli piace e ne commissiona la realizzazione.
3) Un affiatato team realizza l'opera sotto la direzione lavori dello stesso progettista.
N:B: uno stesso progetto potrà essere realizzato un infinito numero di volte, con ritorno economico per il progettista.

Abbiamo maturato negli anni tutta l'esperienza necessaria per affrontare questa sfida.
Ai progettisti chiediamo solo di scommettere essi stessi sulla bontù del prorio lavoro.
Una equipe di consolidata esperienza compurerà preventivamente ogni singolo progetto, per consentire una stima preventiva "CERTA" e senza sorprese per il committente. OGNI PROGETTO SARà PUBBLICIZZATO CON IL RELATIVO PREZZO DI REALIZZAZIONE "CHIAVI IN MANO"
Ci avvarremo di tutti i supporti bancari per sostenere finanziariamre la costruzione.
Ci avvarremo anche del supporto diretto delle ditte produttrici dei beni che saranno impiegati della costruzione dell'opera.
In particolare proporremo la costruzione di una vasta gamma di costruzioni edilizie, che vanno dalle Casette Giardino, Case e ville unifamiliari complete in ogni singolo particolare e con l'alto valore aggiunto dato da una progettazione di altissimo design. 

villa unifamiliare
outdoor
martedì 19 agosto 2014

EnergySwift

dal blog Energy Modeling, di Nilesh Pujara

EnergySwift is a leading provider of Energy Modeling and Simulation for Building Construction industry. We hold immense experience in offering a wide range of Building Energy Modeling and Green Building Simulation services. Our workplace culture is confirmed by a positive attitude, huge experience and high accuracy strategy, which conduce to our strong performance, production and retention.

Energy Modeling, Simulation Services

• IES Energy Modeling Services
• eQUEST Energy Modeling Services
• DOE Energy Modeling Services
• Residential Energy Modeling Services
• BIM Energy Modeling Services
• Solar Insolation Analysis Services
• Revit Energy Modeling Services
• TRACE Energy Modeling Services
• TREAT Energy Modeling Services
• SketchUp Energy Modeling Services
• Rapid Energy Modeling Services
• HAP Energy Modeling Services

Our expert can meet clients' requirements ranging from LEED Energy Modeling Services, Shadow Analysis Services, Solar Insolation, TRACE, IES, TREAT, HAP, DOE Analysis Services and Acoustic/Daylight Analysis Services. If you are looking to outsource your entire project requirement like Revit, SketchUp and Rapid Energy Modeling related work, please contact us at info@energyswift.com

 

sabato 16 agosto 2014

Villa anzio

dal blog Villa anzio, di Alban Kucana


Costruzione villa ad Anzio 

sabato 2 agosto 2014

Aggiornamento del foglio per la Normalizzazione della Risposta Sismica Locale

dal blog STRUTTURANDO, di Gino DI RUZZA

Spettri con i periodi e con le percentuali di masse eccitate.

Il foglio di aggiornamento della normalizzazione della risposta sismica locale, versione 02f giugno 2014, oltre ad altre variazioni apportate, riportate nello storico nel foglio di calcolo, consente di inserire il periodo del sito, per confrontarlo con il periodo della struttura, ed i periodi con le relative masse eccitate ottenuti dall'analisi modale della struttura. Quest'ultimo grafico consente di individuare la distribuzione delle accelerazioni che eccitano le masse della struttura.

Per scaricare il foglio andare sul sito

www.ginodiruzza.it

nella sezione in basso a sinistra

Area Download / Software / Strutturele / pag. 2

nome file: Risposta Sismica Locale ver 2014_06 

giovedì 31 luglio 2014

L'occasione perduta

dal blog matite spezzate, di Lino Procolo D'Isanto

trasformazioni urbane

Alcune scelte dettate dalla necessità di sfruttare occasioni di finanziamento o, volute da chi ritiene che certe trasformazioni " a prescindere " favoriscano sviluppo e occupazione, spesso arrecano danni irreversibili al territorio.
Pozzuoli da diversi anni è vittima consapevole di tali azioni , si ritorce ,grida aiuto, ma il lamento non viene udito da chi con la politica
" ingenuamente" e forse credendo di far bene, crea un falso benessere (riservato a pochi) e sovraccarica un contesto urbano fragile ed incapace di assolvere funzioni a cui non votato.

 

mercoledì 30 luglio 2014

Where to buy property for higher return in Rajastan

dal blog Lohagarh Real Estate, di Bhagat Singh


Rajasthan is a desert state in India but today this desert of Thar is giving investors a blink of investment opportunity in the state. Last year the Central Government of Rajasthan launched the oil refinery in Pachpadra which will be a facility for 40,000 to 70.000 people of all ranks working in 1 oil unit and that why we Lohagarh Real Estate is now the largest property owner in Barmer.

The land rates in Barmer will touch the peak in 1 year and we plan to sell land in Barmer by 2015, not any sooner than that. Apart from Barmer we have some amazing investment opportunity in Jaipur. If you have even benefited from investing in farm land that we have amazing deals in agricultural land in Jaipur Rajasthan.

We are offering land and property in jaipur for sale & in the outskirts of the city. With us you will get the best price and a assurance that if you don't get a ROI of 200% in 3 years that we will deliver that 200%. So you are safe with us. Now if you are interested that drop us a mail at marketing.lohagarhrealestate@gmail.com or call me at 9680919999 and 8003395955.
 

mercoledì 30 luglio 2014

Launch of Lohagarh Real Estate

dal blog Lohagarh Real Estate, di Bhagat Singh

http://lohagarhrealestate.com

In 2000, Lohagarh Group of companies was launched as a Stone Exporting Company and today we have a GOC with 11 firms and in 2014 we present Lohagarh Real Estate. Lohagarh Real Estate is a real estate firm which buys land in Jaipur and Rajasthan & later offer this land at affordable price to clients who want to invest in Land. Our latest project is in Barmer Pachpadra where Rajasthan Government has launched their realestic project of setting a Oil refinery and this refinery will give rise to a city and thats why Lohagarh Real Estate has bought the highest amount of land in Pachpadra.

So this is just a small post on our introduction. If you would like to know more that contact us at http://lohagarhrealestate.com if you are looking for Real Estate In Jaipur 

lunedì 28 luglio 2014

CRC pensa ad arredare il tuo supermercato!

dal blog CRC Arredamenti, di PRESS OFFICE CRC


CRC Arredamenti produce Shelving, la collezione perfetta per ogni tipo di alimentare

Shelving è la linea realizzata in materiale plastificato bianco e grigio, accessoriato ed integrato da particolari colorati di serie. Piani interi o modulari, con mensole rinforzate che garantiscono al piano portate elevate. Ogni singolo prodotto, anche il più semplice, rivela la qualità e l’estrema cura che riserviamo a tutte le soluzioni.

Innovazione, know how, personalizzazione, flessibilità, qualità: sono queste le linee guida di CRC Arredamenti, leader e protagonista internazionale nella produzione di arredamenti anche per supermercati.

CRC arredamenti è sinonimo di eccellenza nella realizzazione di arredamenti personalizzabili e modulari su misura per negozi, uffici, bar, ristoranti, showroom e qualsiasi altra attività. Un'azienda unica, capace di integrare la fase progettuale a quella produttiva, di dare una efficace e moderna assistenza tecnica su ogni tipo di mobile e arredo; il tutto con le più moderne tecnologie. Un'azienda cresciuta con la costante collaborazione di architetti e designers, falegnami e studi di progettazione. Un'azienda, fulcro di un'ampia rete di fornitori specializzati, che offre "chiavi in mano" e l'allestimento completo di ogni progetto che si vuole realizzare, progettare e valorizzare.

Un'ampia scelta di scaffalature industriali, versatili,mirate e customizzate,  resistenti e moderne per tutte le tipologie di punti vendita, dai piccolo negozi, alle superfici di prossimità, dal supermercato agli ipermercati. Le scaffalature di CRC Arredamenti sono progettate e prodotte da anni dalla stessa azienda, al fine di permettere il più alto livello di esposizione e di operatività e di interazione con il cliente.

Arredi evoluti e personalizzabili, estremamente modulari per un arredamento moderno e competitivo. Crc Arredamenti assicura nuove e continue soluzioni di arredi funzionali e personalizzabili, per punti vendita unici e di successo, per negozi e spazi espositivi che vogliono essere valorizzati da un design moderno, pulito, internazionale e innovativo.

Per maggiori informazioni visita il sito www.crc.it

CRC srl
Viale 5 Giornate 1382
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Tel +39 02 9659001
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venerdì 25 luglio 2014

HOTEL DESIGN & FUNZIONALITA'

dal blog hoteldesign.org, di Stefano Pediconi


Milano, Salone del mobile: una città in fermento in funzione di una manifestazione che diventa punto di convergenza di architetti, designers, operatori e interessati da tutto il mondo. Atmosfera impareggiabile di creatività, tra un evento e l’altro per le strade della città o lungo gli interminabili percorsi della fiera, fulcro della manifestazione.
Torino, World Design Capital 2008, grande occasione per diffondere la cultura e la qualità della progettazione italiana a livello internazionale.
Milano e l’esposizione universale del 2015: spunto, occasione da non mancare per presentare una nuova immagine della città, che diventerà polo internazionale.

Sembra proprio che l’Italia si presenti bene, forte di una cultura di design consolidata e famosa in tutto il mondo. Eppure, oltre tutto ciò, c’è un altro lato della medaglia: quello dell’immobilismo architettonico, quello della ormai tristemente famosa burocrazia ostacolo anche per le iniziative più meritevoli, quella della mortificazione delle nuove idee o di quanto non rientra nei canoni della normalità (parola spesso da sostituire con “banalità”).
Riprendendo da Fuksas un concetto espresso anche in un intervista recente, l’Italia sta perdendo terreno: mentre in Europa si realizzano gioielli architettonici di altissimo livello (e con budget contenuti!) dal recupero di periferie abbandonate, in Italia ci si crogiola in un banale anacronismo, ancor più grave perché giustificato proprio dall’impossibilità di competere con il valore del patrimonio storico del Paese, indubbio, ma spesso scusa per non permettere la modernizzazione e la valorizzazione dell’architettura italiana.
Malgrado risulti del tutto inadeguato il percorso di formazione del professionista italiano, non è una questione di incapacità, bensì una questione di mentalità a tutti i livelli.

Passare da queste considerazioni generali a casi specifici come quelli della realtà alberghiera o del mondo del benessere è un passo corto.
Salvo fortunati casi (e considerando la vastità del comparto alberghiero italiano possiamo aggiungere “rari”), il patrimonio alberghiero è vecchio. Parlando di stile, ciò non sarebbe un problema se considerassimo la grande fetta di strutture ricettive per le quali “vecchio” è da sostituire con “storico”, che rappresenta spesso un valore aggiunto. Mi riferisco invece alle nuove progettazioni, ai nuovi prodotti architettonici, sia nuove costruzioni, sia ristrutturazioni, che nascono già vecchi: vecchi nello stile, vecchi nella distribuzione, nell’uso dei materiali, nelle soluzioni; ancor più vecchi se consideriamo che il repentino sviluppo della Società (tecnologica) porta l’ospite ad avere esigenze alle quali è necessario far fronte interpretando la progettazione in maniera diversa dai tempi passati. Chi prescinderebbe ormai dalla domotica in hotel, dall’utilizzo della tecnologia per il proprio comfort e, oggi in particolare, dall’uso di strutture sensibili alle problematiche legate a soluzioni e materiali ecocompatibili?
Si realizzano hotel sull’onda del “buon gusto”, con la creazione di strutture che possano andar bene ieri, oggi e domani, a Palermo come a Milano o a Venezia come a Roma, senza infamia e senza lode, che risultino il decoroso prodotto che la gente si aspetta di trovare, non abituata alla frequentazione di ambienti caratterizzati da concept progettuali.
E’ quella che Daniel Libeskind definisce “architettura neutrale”, alla quale contrappone quell’architettura in cui ciò che conta è la ricchezza delle idee e per la quale “la sfida dell’architetto è realizzare edifici e ambienti che esprimano idee ed emozioni, raccontino storie e rappresentino la storia attraverso sostanze mute come la pietra, l’acciaio, il cemento, il legno, il vetro, la luce, ecc.”.

E il design con il quale abbiamo introdotto l’articolo? Oggetti o ambienti, spesso si tratta di un interessanti disegni che non possono trovare applicazione se non come inutilizzabili prodotti fini a sé stessi. Eppure il design può essere considerato la massima rappresentazione della creatività e dell’estro.
Attraverso il design, ogni tanto si riesce a realizzare qualche hotel particolare che puntualmente viene additato come fonte di ingenti investimenti, oltre il dovuto, o realizzato a scapito della funzionalità. Anche per questo motivo, troppo spesso ci viene richiesto di seguire il caro, vecchio ed efficiente modo di concepire una struttura alberghiera: un imprenditore non può prescindere dalla funzionalità della propria struttura; un hotel brutto ma funzionale può essere venduto mentre un hotel bello ma invivibile dall’ospite o a livello gestionale rischia il fallimento.
Volessimo, una lista di inabitabili design hotels potrebbe anche essere particolarmente lunga…. ma chi mai ha detto che design e funzionalità non possano essere inscindibilmente legati?
Perché una progettazione “non convenzionale” deve essere inefficiente? Perché deve essere tale da non far rispettare i budget a disposizione? Perché non dovrebbe rispettare le caratteristiche del territorio ed essere per forza avulsa dal contesto?

Progettare un albergo oggi, vuol dire creare un progetto sorprendente, accettare la sfida di far uscire dal foglio bianco il prodotto migliore per ogni tipo di situazione; vuol dire lasciar spaziare la creatività, esplorare tutte le strade possibili senza accettare compromessi nell’apparato funzionale, distributivo e gestionale che, chiaramente, permette di far vivere una struttura alberghiera.
Gli ospiti, una volta entrati in un hotel “tradizionale”, possono sentirsi a loro agio, ambiente gradevole, elegante, familiare, lussuoso….non si aspettano nulla di diverso. Proviamo a far entrare lo stesso ospite in un ambiente caratterizzato con luci, colori, materiali e soluzioni che generano una continua sorpresa, che possano emozionarlo, come protagonista in una scenografia diversa da quella in cui quotidianamente è abituato a vivere!

La mia ricetta? Ricerca, qualità, innovazione, valore del progetto, creatività: cinque concetti generali che lasciano spazio a qualsiasi soluzione proiettata al rinnovamento del sistema di progettazione di un hotel, di un centro benessere o, più in generale, del modo di fare e concepire l’architettura.
Mi piace concludere, come già fatto in altre occasioni, con un frase di Karim Rashid, celebre designer e progettista, tra gli altri, del Semiramis Hotel ad Atene: “Alcuni alberghi di oggi danno l’impressione di essere ancora immersi nel secolo scorso. Questa è l’ultima sensazione che voglio dare”.
 

lunedì 21 luglio 2014

Bentley Academic Select Subscriptions: software e servizi per la formazione

dal blog PLANSTUDIO: Software House fondata nel 1997, di cecilia compagnucci

Bentley Academic

Bentley Academic Subscription fornisce appositamente per la formazione una serie di servizi e software, di cui gli studenti e i docenti possono usufruire in classe, nei laboratori ed anche a casa.

Gli abbonamenti prevedono due diverse soluzioni: Live Training e OnDemand eLearning. Includono anche un’assistenza di 24 ore su 24 per 7 giorni su 7, un aggiornamento continuo dei prodotti e del materiale da utilizzare per le lezioni svolte in classe. Il costo dell’abbonamento è decisamente conveniente, pari ad una singola tariffa fissa annuale.

I docenti, dunque, comprando un pacchetto di licenze per aula ad un costo basico, potranno accedere all’intera famiglia di prodotti Bentley con più di 50 soluzioni software multidisciplinari.
Inoltre, in questo modo, gli studenti avranno l’accesso gratuito alla suite di tutti i prodotti Bentley e potranno installarli sui propri personal computer.


Per maggiori informazioni:


Approfondimento Bentley Academic: www.progenio.it/it/bentley-academic.aspx

Profilo PlanStudio s.n.c.
PLANSTUDIO è una software house, fondata nel 1997 dai fratelli Franceschetti. Segue da 20 anni aziende nel settore dell’Arredamento, dell’Edilizia e della Meccanica fornendo software specifici e sviluppi dedicati. Ha sede a Montecchio in Via Cipressi n. 4, 61020 PU (Pesaro e Urbino).
Siti: www.planstudio.it - www.progenio.it

Contatti:
PLANSTUDIO
Tel. +39 0721 491564
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Mail:
info@planstudio.it
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Bentley_Academic_1
mercoledì 16 luglio 2014

CRC Arredamenti veste gli sportivi con due linee SPORTSWEAR: Contemporary e R|evolution

dal blog CRC Arredamenti, di PRESS OFFICE CRC


Gli arredi proposti da CRC sono studiati su misura e personalizzati per i negozi di articoli sportivi

CRC sviluppa due linee per l'arredamento modulare e personabile per negozi di articoli sportivi.
La linea Contemporary, caratterizzata da un linguaggio più semplice e lineare, permette di personalizzare a piacimento arredi e mensole del proprio negozio sportswear.
L’utilizzo del montante C8 direttamente a muro e senza alcuna base, oltre a garantire l’infinita accessoriabilità grazie alle cremagliere e dogature orizzontali, permette di giocare in maniera esteticamente gradevole con colori e finiture. La parete ricoperta da queste pannellature è quindi versatile e modificabile nel tempo a seconda delle necessità. Sfruttando il concetto di integrabilità tra linee di arredo, i banchi e le pedane espositive vengono unite al resto utilizzando le stesse finiture ed essenze.
La linea R|evolution si caratterizza, invece, per uno sguardo più moderno e innovativo, anche grazie ai colori, la modularità e le cornici, che creano un ambiente capace di focalizzare l’attenzione sugli articoli esposti.
Abbinando elementi di arredo estremamente flessibili, disponibili in diversi colori, ci permette di costruire ogni volta un progetto di arredo unico e distintivo.
La parete “Sistema Leggero” permette di utilizzare sia la cremagliera nascosta, tramite mensole a scomparsa di diversi spessori, che i ripiani inseriti a baionetta, di spessore più ridotto. Questo sistema consente di ottenere un supporto orizzontale leggero e riposizionabile.
L’espositore centrale, tramite la sua struttura interna metallica, permette di posizionare elementi espositivi di diverse dimensioni e forme, sfruttando il sistema a cremagliera totalmente nascosto.
Il colore, in entrambe le collezioni, è un gioco decorativo che rende più vivace l’esposizione di tutti i vostri articoli.
CRC Arredamenti realizza da 65 anni soluzioni per negozi e spazi commerciali innovativi in grado di progettare ambienti perfetti per ogni tipo di attività, dal negozio di abbigliamento alla panetteria. Creatività progettuale e design degli spazi creano ambienti personalizzati, flessibili, intercambiabili, garantendo un’elevata visibilità ai prodotti esposti, una perfetta rifinitura, una corretta funzionalità e una maggiore durata nel tempo. Il valore alla base dell’azienda è la passione per il design di qualità, fondato su una filosofia che unisce la tradizione artigianale con la ricerca tecnologica, per poter fornire sempre prodotti qualitativamente eccellenti.

CRC Arredamenti è sinonimo di competenza, professionalità, affidabilità, controllo di ogni fase di realizzazione, ottimizzazione delle spese di progetto e di realizzazione. Tutto questo per offrire nuove potenzialità espositive alle aziende e ai loro retailers.

Per maggiori informazioni visita il sito www.crc.it
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lunedì 14 luglio 2014

the street food, energy self-sufficient Progetto per il cibo"nomade".

dal blog cucina a trino, di Francesco Crotti

immagine cucina

the street food, energy self-sufficient
Progetto per il cibo "nomade".
Progetto per exp(o)erience per un triciclo con traino cucina, energeticamente autosufficiente.
Il triciclo elettrico a pedalata servo assistita, dotato di baule/contenitore di batterie accumulatori per fotovoltaico e inverter.
Il carrello da traino leggero, realizzato in lega di alluminio, è allargabile attraverso una cremagliera posta nel pianale, con movimentazione ruote carrello; al suo interno sono posizionate le attrezzature da cucina: spazi chiusi da ante, con frigorifero da 90 lt piani di lavoro, vasche lavelli, serbatoi acqua, piani cottura in pietra ollare, ribaltine di protezione in vetro temperato con mensola appoggio cibi.
La copertura del carrello è alzabile tramite pistoni idraulici, sul soffitto sono presenti pannelli fotovoltaici, atti a soddisfare l’esigenza energetica della cucina per circa 1,5 kw.
In aggiunta al carrello è posizionata una “cucina ad energia solare” con un diametro parabola di cm 140, che sviluppa circa 690 w e può essere usata per portare in ebollizione una pentola d’acqua e/o usata per preparare i cibi quali le bruschette, ma anche cuocere direttamente i cibi.
Questa parabola solare è in kit di montaggio e facilmente posizionabile per il trasporto sul retro del triciclo.

street food, energetically self-sufficient.
Project for the ' Nomad ' food
Project for exp(o)erience for a tricycle with towing kitchen energetically self-sufficient.
The electric tricycle with servo assisted pedalling equipped with box/container of storage batteries for photovoltaic and inverters.
The lightweight towed carriage,made of aluminum alloy ,is extensible through a rack placed in the floor with trolley wheels movement, kitchen equipment are placed inside: spaces closed by doors with 90 lt refrigerator, work plans, sinks tubs, water tanks, hobs in soapstone, folding cabinets of protection in tempered glass with shelf to support food.
The coverage of the cart is liftable by means of hydraulic pistons, on the ceiling there are photovoltaic panels designed to meet the energy requirements of the kitchen for about 1.5 kw.
In addition to the cart is positioned a " kitchen to solar energy" with a parable of diameter of 140 cm. which develops about 690 w and can be used to bring in a boiling pot of water and /or used to prepare foods such as the "bruschetta", but also to cook the food directely.
This solar parable is in an assembly kit and can be easily positioned on the back of the tricycle for the transport. 

trasporto cucina con triciclo
ambientazione










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