dal blog ARCHITETTO MASSIMO PARIANI di MASSIMO PARIANI
postato venerdì 25 luglio 2008
Scopo del blog
Qui ci si occuperà di architettura, tecnologia dell'architettura, sicurezza cantieri e condominio.
La divulgazione e la trattazione di specifici argomenti attinenti le materie sopra elencate hanno il principale scopo divulgativo e di sensibilizzazione nei confronti degli esperti, dei neofiti e della gente comune, poiché la conoscenza aiunta a comprendere.
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dal blog Voci da Ladispoli di Luca Giuseppe Bocchini
postato venerdì 25 luglio 2008
qualche foto dalla rete
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| aerea |
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in attesa delle foto che farò io per descrivere Ladispoli
ci sono un paio di cartoline, una veduta aerea, i villini attualmente "restaurati" (materiali poco traspiranti e non reversibili), un albergo "ristrutturato" sul lungomare e un caso di edilizia in sostituzione, gli interventi di arredo urbano (nel caso centro commerciale naturale);
In aggiunta oggi pensavo all'occasione persa... o che si sta perdendo in questo piccolo centro che nn ha una vera e propria storia né un centro storico
l'edilizia più antica si divideva in Villini Estivi anni '10 - '20 e in cascinali, fra i quali in seguto sono anche proliferati piccoli "abusetti" il box, che poi diventa a due piani, o la casetta a 1 piano autocostruita a copertura piana
l'occasione persa sta nell'aver autorizzato sopraelevazioni, "demolizioni - ricostruzioni" e aumenti di volumetria senza gestire ESTETICAMENTE tutto il processo in fondo nn ci avrebbe perso nessuno; la cosa buffa e che adesso il comune, nel cui consiglio siedono i rappresentanti delle famiglie di costruttori ed immobiliaristi, autorizza costruzioni senza gestirne l'estetica e poi rimedia al degrado con sforzi economici di arredo urbano.
Quando poi in una situazione così poco consolidata potrebbe agire in modo più diretto per definire la qualità urbana.
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| cartolina d'epoca |
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| i villini oggi |
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| i villini oggi |
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| i villini oggi |
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| qualità dell'edilizia, nota l'intonaco |
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| albergo sul lungomare, "ristrutturato" |
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| edilizia di sostituzione |
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| l'arredo urbano |
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dal blog ARCHIMONDO di Mariangela Martellotta
postato venerdì 25 luglio 2008
Grazie per il benvenuto
Grazie ai miei primi "visitatori" .... o sarebbe meglio chiamarli vicini di Blog?
Grazie per il benvenuto appena riuscirò a capire come fare risponderò a tutti con dei messaggi sui rispettivi blog ...
Datemi il tempo di imparare
:D
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dal blog I GEOMETRI - questi maledetti - di Alfonso d'Angelo
postato venerdì 25 luglio 2008
grazie del post
gentilissima elena,
condivido le tue idee appieno,
non mi maledico come persona o professionista, mi maledico perchè appartengo ad una categoria di barbari.
naturalmente forse mi maledirei lo stesso se fossi un laureato.
auguro a tuo figlio di fare molto meglio di me, anche se ti posso garantire che ho un bel curriculum.
però purtroppo non la penso come tuo figlio (che è lo stesso motivo per cui io non ho proseguito gli studi).
credo che riuscirà ad iscriversi all'albo, l'importante è iscriversi subito come praticante.
tanto figurati se gli ordini si oppongono agli esami.
questo è il paese dei rinvii.
conosco anche io tanti geometri veramente bravi, così come anche arch. ed ing.,
il problema nostro è la maggioranza.
ultimamente si vedono spuntare arch. come i funghi...
non so da te.
per non parlare di quelli che fanno le CTU (da ridere).
si parla di qualche perizia strappata (forse proprio strappata no) dal giudice.
cerca di convincere tuo figlio che tra poco il diploma di geometra non servirà a nulla
se non a fare il disegnatore, io non ho voluto accettare come collaboratore il figlio di un mio amico
per costringerlo a proseguire, purtroppo, per lui, si è rivolto altrove.
ciao e auguri per il ragazzo.
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dal blog I GEOMETRI - questi maledetti - di Alfonso d'Angelo
postato giovedì 24 luglio 2008
Benvenuti
Sono un geometra...
appartengo ad una categoria di maledetti!
Chiedo ai colleghi e a tutti coloro che transiteranno di raccontare tutto ciò che pensano sia consono al titolo del BLOG.
Noi maledetti.
Il primo a maledire la professione sono io perché:
- in gioventù non ho voluto proseguire gli studi;
- perchè mi accorgo sempre di più che alcuni hanno un titolo ma non ne sono degni;
- perchè la maggior parte di essi sono geometri;
- perchè gli altri (di cui sopra) pensano di essere dei cervelloni;
- perchè, questi, non lo sono affatto;
- perchè ultimamente un diploma di geometra non si nega a nessuno;
- perchè fra poco ci sarà una legge che ci vieterà di esistere;
- siamo stati i primi a mettere in fattura il 4% per la cassa e non sappiamo se riusciremo a ricevere la pensione;
continuate voi...
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dal blog Hector Jacinto Cavone Felicioni di Hector Jacinto Cavone Felicioni
postato giovedì 24 luglio 2008
IL MONUMENTO COME FINE ULTIMO DEL PROGETTO
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Adolf Loos scrive “ Dunque la casa non avrebbe niente a che vedere con l’arte, e l’architettura non sarebbe da annoverare tra le arti? Proprio così. Soltanto una piccolissima parte dell’architettura appartiene all’arte: il sepolcro e il monumento. Il resto, tutto ciò che è al servizio di uno scopo, deve essere escluso dal regno dell’arte.”
Credo che ogni bravo architetto della storia, ma anche del nostro tempo, quando fa un progetto si ponga il problema del monumento, il problema di progettare e costruire un monumento. Credo che ciò non solo accada ma che debba accadere. Non condivido la timidezza di chi, non sentendosi all’altezza, rinuncia a questo obiettivo. Credo che questa sia una presunzione necessaria per ogni architetto.
Voler tenere separati progetto e monumento impedisce, a mio parere, di riconoscere quello che c’è di unitario nell’architettura di tutti i tempi.
Nel momento in cui l’architettura ha separato il progetto del presente dall’architettura del passato, la tradizione si è rotta ed è nato lo storicismo, quella misera copia della storia che è forse l’aspetto più triste di certa architettura.
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dal blog Studio arch. Elena Fedi di Elena Fedi
postato mercoledì 23 luglio 2008
FORSE BISOGNEREBBE TRASFERIRSI A DUBAI.....
Ho trovato sul link architetture di questo sito le notizie sul “Sheikh Rashid bin Saeed Crossing”.
"....Questo sarà il sesto ponte del Dubai Creek e, con i suoi 1,7 km di lunghezza e 205 metri di altezza, diventerà il ponte ad arco più grande del mondo. Il progetto porta la firma dello studio newyorchese FXFOWLE, vincitore del concorso di progettazione indetto dalla Roads & Transport Authority (RTA).
Una volta ultimata - si prevede nel 2012 - la struttura si aggiungerà ai quattro ponti e al tunnel che consentono attualmente l’attraversamento del Dubai Creek. Due archi convergono al centro su un’isola artificiale. L’arco a ovest è lungo 667 metri e si innalza di 205 metri oltre il livello del mare. L’arco a est è lungo 560 metri e supera di 88 metri il livello del mare.
Il nuovo ponte offrirà sei corsie di traffico per senso di marcia, due linee della metropolitana leggera, due percorsi pedonali (collocati sotto il ponte per proteggere i pedoni dal rumore e dal sole), un terminal traghetti, un anfiteatro ed un accesso multi-modale alla futura Opera House da realizzare su progetto di Zaha Hadid. ..."
Ho visto spesso sui siti ed anche sulle TV satellitari le grandi opere di architettura ed ingegneria che si stanno facendo a Dubai ed in tutti gli Emirati Arabi ,così come spesso ho constatato i livelli di retribuzione che vengono proposti ai tecnici che vanno là a lavorare ;....io sono un pò " grande " ( per non dire vecchia perchè tale non mi sento ) ed anche un pò oberata di impegni familiari ,altrimenti partirei di corsa ....Io credo che lì ,come anche in Cina ,ci si possa divertire molto ; su vari siti ci sono ricerche di personale a vari livelli : junior ,senior ,etc.
I giovani dovrebbero farle queste esperienze ,sicuramente formative ,soprattutto i maschi . Un giovane amico dei miei figli si è trasferito ad Abu Dhabi ed ogni volta che torna in Italia mi racconta le sue straordinarie esperienze ,come anche le sue fatiche ...il caldo....le difficoltà della lingua ; è un ragazzo che si sta facendo la sua strada ,senza stare qui in Italia a combattere con il precariato .
Dico soprattutto i maschi perchè le ragazze qualche difficoltà in più la trovano : non possono uscire sole,guidare l'auto etc.
Immagino già che alcuni penseranno che sto invitando i giovani ad emigrare ...per chissà quale losco mio interesse ; no io credo che ormai siamo cittadini del mondo ........ ed il mondo è la nostra area di intervento possibile .
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dal blog ARCHIMONDO di Mariangela Martellotta
postato mercoledì 23 luglio 2008
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| Ciascuno ha diritto alla popolarità (anche più dei famosi 15 minuti) |
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Benvenuti in ARCHIMONDO
Spero che in questo Blog si riescano a incrociare le idee, gli spunti e anche le critiche di chi lo visiterà .
Ammetto che nel Mondo gli Architetti sono tanti ma quello di cui ha bisogno il mondo è di idee nuove e valide e quindi .... mi piacerebeb che si desse più spazio a chi vuole emergere in questo settore con stile, originalità e senza bisogno di sentirsi sfruttato anche nel lavoro.
Detto questo auguro buon lavoro (ai professionisti vecchi e nuovi) e buono studio ai futuri professionisti!
Mary
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dal blog RIFLESSIONI SULLA CITTA' DEL FUTURO di Aristide Terenzi
postato mercoledì 23 luglio 2008
VEMA: Città del Futuro?
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| ...il masterplan di VEMA |
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Qualche tempo fà, navigando in Internet, mi sono imbattuto in un progetto che dovrebbe essere oggetto di discussione da parte di chi si interessa di progettazione urbana. Si tratta del masterplan di VEMA, una città di nuova fondazione da realizzarsi tra Verona e Mantova a firma di Franco Purini. A detta di entusiastici commentatori si tratterebbe di una città di fondazione, di una città ideale ed innovativa, "una città utopica" nel cuore dell'Europa. Si tratterebbe inoltre di un tentativo di affrontare il tema della sostenibilità in seno alla progettazione di spazi pubblici.
Mi chiedo se ci sia qualcuno in rete che possa spiegarci in che cosa consista esattamente la modernità di VEMA?
Perchè dovremmo considerare VEMA una "città ideale"?
Dove risiederebbe la sostenibilità di VEMA?
Aspetto con piacere i vostri commenti.
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dal blog C.R.& A. di Massimo Corradi
postato mercoledì 23 luglio 2008
Architettura e costruzione: de-costruzione dell'Architettura, ovvero l'architettura del vacuo.
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| Natura abhorret a vacuo |
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L'architettura del vacuo ha sostituito l'Architettura. La forma in quanto forma prevale sulla costruzione dell'Architettura che non è più Architettura, ma semplice parafrasi di un vuoto culturale, di una mancanza di senso del costruito dove l'Architettura cede il passo alla forma in quanto forma che de-legittima l'Architettura in quanto Architettura, perché diventa solo immagine e non costruzione. E tutti plaudono a questo vuoto pieno di immagini, dove l'immagine si giustifica solo attraverso parole 'importanti' che devono cogliere l'immaginario e la sensibilità di che legge e di chi guarda: "Il progetto del Centro della Pace in costruzione a Jaffa". Il "Centro della Pace" - bellissima figura retorica in un mondo dove la pace è pura utopia e il senso della vita è solo 'economia', ma non nel senso greco del termine (oikos, 'casa' e nomos, 'norma') - ma in quello più 'monetario' del termine; diventa allora giustificazione della de-costruzione dell'architettura, che si traduce in forme, linee e superfici senza alcun significato, se non quello di magnificare sé stessa in quanto immagine e non architettura.
Serve ancora l'Architettura?
L'Architettura si, ma questa non è architettura, solo uso informe della materia.
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