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Si inaugura la mostra S(E)OUL SCAPE
La sorprendente trasformazione architettonica e urbana della Corea del Sud
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08/01/2008 - Giovedì 24 gennaio 2008 alle ore 19:00 si inaugura alla galleria SESV di Firenze il tour della mostra "S(E)OUL SCAPE. Towards a New Urbanity in Korea", una finestra sulla ricerca progettuale della Corea del Sud esplorata attraverso la produzione di sei fra i più affermati architetti attivi sulla scena locale: Chung Guyon, Joh Sung-yong, Kim Young-joon, Min Hyun-sik, Seung H-sang, Yi Jong-ho. La loro opera è una delle conseguenze di quel fenomeno che ha condotto la Corea del Sud verso un processo di ridefinizione della metropoli contemporanea, di cui la celebre Paju Book City è una delle espressioni più vive e riconosciute dalla cultura architettonica internazionale. In un Paese roccaforte di un governo dittatoriale fino alla fine degli anni Ottanta, questi sei architetti rappresentano la generazione eroica di coloro i quali sono riusciti ad accendere una volontà di dibattito, di interazione e di ricerca mirata a risvegliare la Corea da un momento convulso e di grande tormento politico. La loro architettura racconta le conseguenze di questa trasformazione, maturata in un periodo di tempo medio-lungo, permeata dalle numerose indagini condotte a confronto con l'esperienza internazionale e anticipata dall'editoria più attenta e dalle esposizioni proposte negli ultimi anni dal padiglione coreano della Biennale di Venezia.
A cura di Francisco Sanin, coordinatore del corso di architettura della Syracuse University a Firenze, la mostra - organizzata da iMage e realizzata con la collaborazione del Comune di Firenze e dell'Università degli Studi di Firenze - pone all'attenzione dei visitatori un ventaglio di opere recentemente realizzate in Corea del Sud. I temi su cui esse focalizzano vanno dalla ricerca sulle tipologie residenziali al rapporto con gli elementi naturali, al concetto di memoria collettiva, alla forma della città contemporanea. Le architetture in scena tendono a creare un paesaggio urbano nuovo per la Corea, alternativo a quello esistente, aggiornato rispetto alle nuove condizioni sociali ed economiche.
"S(E)OUL SCAPE" è una storia narrata attraverso l'architettura dei suoi protagonisti. Racconta una precisa volontà: reagire all'anonimato dello scenario urbano coreano e dare vita ad una nuova anima capace di generare un'energia dialettica altrettanto nuova. Per i sei architetti la città rappresenta prima di tutto la dimensione della socialità, lo scenario nel quale si genera la cultura, il luogo delle strategie politiche. È a partire da queste tre trame, impalpabili ma sostanziali, che prende forma il tessuto concreto dell'architettura. Seoul è una delle metropoli più popolate al mondo. La maggior parte dei suoi edifici è stata costruita negli ultimi cinquant'anni e ha generato uno scenario anonimo e convulso. È qui che si muovono i sei protagonisti della mostra, accomunati da una sfida: creare le condizioni e le premesse per una nuova stagione architettonica e urbana.
"Di fronte a questa architettura "senza qualità", per riallacciarsi al famoso titolo di Robert Musil, si è registrata in Corea una reazione forte e determinata alla ricerca di una dimensione intellettuale e culturale dell'architettura, di una nuova definizione di urbanità", spiega Francisco Sanin. I sei progettisti in mostra rappresentano la prima generazione di architetti coreani pronta a confrontarsi con le esperienze internazionali, a sostenere le politiche di riforma sia nella professione sia nella formazione. A credere fermamente nella necessità di una maggiore apertura verso l'esterno, a dichiarare la propria presenza sul panorama dell'architettura internazionale, a sollecitare motivazione intellettuale e culturale. Essi conservano il sentimento di appartenenza alla loro terra, e allo stesso tempo lo confrontano, lo aggiornano, lo sottopongono a una continua revisione critica, a una costante interazione con il pensiero architettonico e con i linguaggi elaborati in ambito internazionale.
"Le loro forme apparentemente moderniste possono essere lette come un rifiuto della coreanità, di quell'ideale nazionalista che ha dominato la scena culturale coreana. Nonostante tale rifiuto per l'ortodossia nazionalista, [questi architetti] condividono un comune orgoglio per il senso "della storia, della filosofia, della poesia, dello spirito" proprio del luogo nel quale lavorano", scrive Pai Hyung-min, del Dipartimento di Architettura dell'Università di Seoul, nel saggio presente in catalogo. I sei architetti protagonisti della mostra illustreranno, introdotti da Francisco Sanin e Pai Hyung-min, le linee della loro ricerca durante la conferenza in programma il 24 gennaio alle ore 16:00 nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. Saranno presenti Gianni Biagi, assessore all'Urbanistica del Comune di Firenze, Raimondo Innocenti, preside della Facoltà di Architettura di Firenze, Marco Brizzi, curatore della galleria SESV dell'Università degli Studi di Firenze e direttore di iMage.
La mostra "S(E)OUL SCAPE" è accompagnata dal catalogo (80 pagine a colori, in inglese) pubblicato da episode publishers e realizzato da iMage, contenente la presentazione delle 27 opere selezionate. Il volume include saggi critici di Francisco Sanin e Pai Hyung-min. Dalla primavera del 2008, nell'ambito del programma di mostre itineranti organizzate da iMage, "S(E)OUL SCAPE. Towards a New Urbanity in Korea" viaggerà attraverso le principali capitali europee e internazionali, ospitata da prestigiose sedi espositive e dalle istituzioni più sensibili ai temi dell'architettura contemporanea.

  Scheda evento:
Mostra:
24/01-15/02 FIRENZE
S(E)OUL SCAPE


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