BIG
01/04/2026 - Madrid ospiterà lo Shakira Stadium in Macondo Park, progettato da Bjarke Ingels Group (BIG) per i concerti della tournée “Las Mujeres Ya No Lloran World Tour” di Shakira: una struttura temporanea da oltre 50.000 spettatori che combina spazio performativo, parco pubblico e villaggio culturale in un sito di 21 ettari, attivo prima, durante e dopo gli eventi.
Un’alternativa allo stadio tradizionale
Il progetto nasce come risposta diretta ai limiti delle arene convenzionali, spesso inattive tra un evento e l’altro. Macondo Park propone invece un modello continuo e attivo, in cui lo stadio non è più un oggetto isolato ma parte di un sistema più ampio. Lo spazio rimane vivo per l’intera giornata e l’esperienza non si esaurisce nel tempo del concerto, ma si estende prima e dopo, ridefinendo l’infrastruttura per eventi come dispositivo urbano temporaneo ad alta intensità d’uso.
Masterplan: paesaggio, flussi e stratificazione
L’intervento si sviluppa su un’area di 21 ettari già destinata alla musica dal vivo, trasformata attraverso un disegno unitario che lavora su percorsi, materia e sequenze spaziali. Tracciati curvilinei guidano i visitatori in modo fluido, mentre tessuti riciclati drappeggiati costruiscono soglie, ombreggiamenti e identità visiva. Lungo questo sistema si articolano spazi pubblici stratificati — mercati, aree culinarie, zone per bambini — che danno forma a un ambiente immersivo e continuo, più vicino a un festival urbano che a una venue monofunzionale.
Il paesaggio come estensione della performance
Intorno allo stadio, il progetto introduce una costellazione di isole verdi ispirate ai paesaggi della Spagna e dell’America Latina. Questi frammenti amplificano l’energia del palco nello spazio aperto, distribuendo l’esperienza su scala territoriale e costruendo una continuità tra spettacolo e ambiente. La performance, in questo senso, non è più confinata ma si diffonde, trasformando l’intero sito in un dispositivo scenico.
Identità culturale e format esperienziale
Macondo Park si configura come un’espressione immersiva dell’identità latina contemporanea, in cui musica, cibo, artigianato e socialità convivono in un unico paesaggio attivo. Il pubblico non è più spettatore passivo ma parte integrante dell’ambiente, mentre l’evento si espande in una dimensione culturale più ampia. Il progetto si inserisce nella ricerca di BIG su architetture ibride e narrative, capaci di intrecciare intrattenimento, urbanistica e paesaggio.
Un prototipo replicabile
Più che un’operazione legata a un singolo artista, lo Shakira Stadium introduce un modello potenzialmente replicabile. L’infrastruttura temporanea, l’attivazione continua dello spazio e l’integrazione tra evento e contesto urbano delineano un possibile nuovo standard per le venue musicali contemporanee.
Concepito come un paesaggio vivo e adattivo, Macondo Park sposta il focus dallo stadio come oggetto all’esperienza come spazio, ridefinendo il rapporto tra architettura, performance e pubblico.
Lo Shakira Stadium in Macondo Park sarà operativo a partire da settembre 2026, in coincidenza con le prime date dei concerti, dopo un montaggio rapido di poche settimane.
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