Ph. © Alex Filz
03/11/2025 - A Bolzano, all’interno del NOI Techpark, quartiere dell’innovazione dell’Alto Adige, lo studio Busselli Scherer firma il lotto D2, un edificio mixed use dedicato alla ricerca sul futuro del cibo. Il progetto nasce da un approccio human centered, volto a ridefinire i tradizionali spazi di laboratorio in ambienti progettati per il benessere degli utenti, promuovendo luce naturale, biofilia e socialità.
“Volevamo realizzare un’architettura per la ricerca e per chi fa ricerca. Un edificio riconoscibile e luminoso come il concetto stesso di sapere”, spiega Roberto Busselli, partner dello studio. “Un luogo capace di mettere al centro i suoi occupanti, garantendo qualità di vita e di lavoro”.
Sviluppato su sei livelli comunicanti e oltre 10.000 mq di superficie, l’edificio segue i dettami del masterplan del NOI Techpark senza rinunciare a una propria identità. La relazione con la luce naturale diventa elemento distintivo, sia come strumento di comfort interno sia come caratterizzazione materica della facciata.
Il volume si distingue per facciate dinamiche che mutano al variare della luce: i prospetti nord e sud sono scanditi da profili metallici estrusi orientati, generando riflessi cangianti durante il giorno, mentre le facciate est e ovest sono rivestite con pannelli in alluminio schiumato nero. La verticalità e le tonalità bronzee conferiscono calore e riconoscibilità all’edificio, che riflette la luce come un minerale in continuo mutamento.
All’interno trovano spazio laboratori di ricerca, uffici modulabili per start-up e imprese private e, all’ultimo piano, la Student Gastronomy, una mensa universitaria con capacità giornaliera di circa 400 utenti. I laboratori sono dedicati ai settori Food & Health, ospitando realtà come Laimburg, centro di sperimentazione agraria e alimentare, e ICOFF (International Centre on Food Fermentations), impegnato nell’innovazione e nella sostenibilità alimentare.
L’architettura interna si sviluppa attorno a due patii trasparenti che attraversano verticalmente l’edificio, portando luce e verde fino ai livelli più bassi. Questi elementi creano connessioni visive tra le funzioni e favoriscono la socialità, mentre l’intera organizzazione interna punta su apertura visiva, biofilia e comfort ambientale.
Gli interni combinano minimalismo materico e cura del dettaglio: le aree comuni – corridoi, spazi lunch e sale riunioni – sono caratterizzate da tonalità fresche e sedute in tessuto dai colori caldi e avvolgenti, mentre ogni funzione mantiene un’identità specifica. I laboratori appaiono sobri e tecnici, con pavimenti in resina chiara, mentre la Student Gastronomy adotta un layout geometrico e accogliente, arricchito da aree lounge e illuminazione d’atmosfera.
La sostenibilità energetica è integrata in tutto il progetto: teleriscaldamento, impianti fotovoltaici, ventilazione meccanica ad alto recupero termico e sistemi radianti contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale. L’interior design lascia a vista le arterie tecnologiche, generando un effetto industriale che sottolinea il carattere innovativo del quartiere.
Inaugurato nell’agosto 2024, il lotto D2 si inserisce nel più ampio progetto di rigenerazione urbana del NOI Techpark, dove aziende, università e istituti collaborano per sviluppare nuove ricerche e tecnologie. Il piano urbanistico dell’area garantisce coerenza tra gli edifici, definendo allineamenti, altezze, aree verdi e percorsi pedonali e ciclabili: un contesto in cui il D2 trova la propria identità attraverso luce, materia e centralità delle persone.
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