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Grotta e Carrubo: nel rifugio siciliano di Margherita Rui
‘Angoli di elogio della lentezza’ consentono di riappropriarsi dei ritmi naturali e riconnettersi con la natura
Autore: cecilia di marzo
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GROTTA E CARRUBO: NEL RIFUGIO SICILIANO DI MARGHERITA RUI
20/03/2023 - Siamo nella città barocca di Scicli, in Sicilia. È qui che la designer Margherita Rui e il marito Alessandro hanno creato Grotta e Carrubo, la loro piccola ‘casa-rifugio’, una dimora ricavata dalla roccia di una grotta totalmente integrata nel colle.
Il progetto rappresenta lo specchio del loro pensiero progettuale, partito dalla ricerca e della scelta degli artigiani e delle materie compiute con l’intento di coinvolgere le migliori maestranze locali.

“Quando Margherita e Alessandro visitarono per la prima volta questo piccolo luogo ne videro immediatamente le potenzialità di integrazione nel paesaggio roccioso del colle" ci spiegano dallo studio.
"Al carrubo e ai fichi d’india esistenti decisero di aggiungere lentischi, corbezzoli, limoni, felci e piante aromatiche del territorio siciliano per valorizzare il paesaggio urbano, con l’aiuto di un bravo paesaggista locale (Alessio Bracchitta): i colori e i profumi delle piante autoctone incorniciano e definiscono spazi di calma e riposo, angoli di elogio della lentezza e di un nuovo modo di vivere incastonati tra il declivio e la nuda pietra dei muretti a secco patrimonio Unesco.
 
La redazione di Archiportale ha rivolto a Margherita Rui qualche domanda sul concept alla base di Grotta e Carrubo e sulla genesi del progetto.
 
Grotta e Carrubo è la ‘messa in opera’ del tuo manifesto programmatico secondo il quale l’estetica dell’imperfezione riporta ad una bellezza antica e lenta. Come si riesce a conciliare questa visione con un mondo che, invece, è sempre più orientato al raggiungimento della “perfezione assoluta” come sinonimo di Bellezza?
I social media – in alcuni casi – ci restituiscono un’immagine distorta della realtà dove prevalgono la perfezione e la finzione. Allo stesso modo le nuove generazioni si fanno sempre più portatrici di un mondo di valori completamente diverso dove le parole chiave sono la verità, l’inclusività e la sostenibilità. Credo quindi che il futuro ci restituirà un sistema valoriale dove la realtà verrà valorizzata e associata a un concetto di unicità. Nel mondo del design associato all’artigianato è già così, ogni pezzo diventa unico proprio grazie all’imperfezione.
 
Dialogo tra contemporaneità e tradizione. Come riuscirci?
Rispettando l’antico e studiando a lungo i materiali e le tecniche di lavorazione ormai desuete, reinterpretandole o sperimentando nuovi metodi. Le grandi opere del passato sono il risultato del lavoro di più figure professionali; architetto, designer e artigiano lavoravano fianco a fianco per realizzare un’opera "d’arte totale”. Ho voluto portare questo approccio al progetto in Grotta e Carrubo e il risultato è il frutto di una lunga osservazione del lavoro degli artigiani, della ricerca di materiali locali e naturali il tutto unito al confronto spontaneo tra progettista e maestranze.
 
In Grotta e Carrubo alcuni spazi sono definiti “angoli di elogio della lentezza”. Ci spieghi cosa intendi?”
Questi angoli della casa sono spazi outdoor dedicati e pensati per lo slow living; luoghi dove riappropriarsi dei ritmi naturali, dove è possibile lavorare e vivere con più lentezza, dedicando il giusto tempo alle cose. Questi “angoli” sono dislocati lungo il percorso che dalla casa conduce ai margini della proprietà: una via in pietra bianca di Modica concepita come una “passeggiata architettonica” lungo la quale si aprono spazi in cui sostare dai quali è possibile contemplare il paesaggio circostante, sedersi a riflettere e riconnettersi con la natura che cresce rigogliosa.
 
Da Treviso alla Sicilia. Un viaggio di (ri)scoperta dell’Essenza?
Il progetto di Grotta e Carrubo mi ha permesso di unire le competenze sviluppate nel mondo del design negli anni della mia formazione e di direzione artistica per diversi brand del Nord Italia con la vocazione artigianale della Sicilia, dove ho trovato una realtà produttiva completamente nuova. Qui ho lavorato al fianco di sapienti artigiani e insieme – tramite una ricerca lenta e paziente – abbiamo individuato le soluzioni progettuali più adatte nel rispetto dei materiali originari. Per questo penso che Grotta e Carrubo sia una casa profondamente siciliana; dai materiali scelti fino alle finiture, passando per il ruolo della decorazione, tutto riporta ad un immaginario molto caldo, tipico del Sud Italia, declinato in un codice stilistico unico, contemporaneo, ma radicato nella tradizione. 

Il progetto
Tre amici architetti hanno collaborato all’intervento architettonico – Cristiano Urban e Rachele Sebellin – e al progetto della luce Eleonora Grigoletto. Cristiano con il suo saper fare, oltre che il suo talento progettuale, ha saputo dare vita alle idee di Margherita ed Alessandro vivendo in loco i mesi del cantiere.
 
Nella casa, costruita in pietra bianca di Modica, calce naturale e legno di castagno siciliano, ogni dettaglio è stato studiato tramite un processo di ricerca lento e paziente volto a individuare le soluzioni più adatte nel rispetto dei materiali originari.
 
Margherita ha disegnato e realizzato gli elementi di decoro del progetto, come i tessuti e il lampadario. Anche il progetto delle mattonelle in lava e cotto manuale è nato proprio qui, dal desiderio di realizzare delle mattonelle decorate con il ritmo della scala di Caltagirone, ma con stilemi contemporanei. Per questa casa è stata disegnata dalla designer anche una collezione da tavola ceramica. I cuscini sono stati ricamati a mano sulla ripresa di stilemi ed elementi della natura locale e i cesti in ulivo sono stati intrecciati a mano su disegno a Caltagirone”.
 
La casa si articola su cinque livelli, dall’ingresso decorato con pergola in ferro e vasi outdoor entrambi su disegno della proprietaria, fino al solarium con vista sulla città e i colli circostanti. All’interno la casa comprende un salotto, con divani in muratura su più livelli dalle linee morbide ma scultoree, dal quale si accede alla cucina – decorata con ceramiche calatine – e il bagno, entrambi arredati con antichi scifu. Al piano superiore si trovano una camera matrimoniale e un piccolo soppalco. All’esterno della cucina una scalinata con alzate decorate con mattonelle in cotto manuale conduce alla prima terrazza, dove sorge una sala da pranzo open air arredata con un grande tavolo in pietra lavica e qui, all’ombra di un grande carrubo, si può godere di un’incantevole vista sui quartieri circostanti incorniciata dai grafismi di una ringhiera in ferro, realizzata su disegno della proprietaria, da un fabbro anziano del luogo. In questo ambiente convivono una piccola piscina ricavata nella roccia, il volume morbido del grande lavabo; da questa quota si accede a due ulteriori livelli che terminano con il solarium.

 

  Scheda progetto: Grotta e Carrubo
Giovanni Nardi
Vedi Scheda Progetto
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