23/05/2013 - Fino al 6 giugno la Galleria Embrice di Roma dedica una mostra all’opera dell’architetto Maria Letizia (Cina) Conforto, dal titolo “Architettura Nel Teatro Dell’assurdo. Cina Conforto: Teorie, architetture e restauri 1966-2002”.
Esposti lavori di più di quarant’anni di attività dell’architetto, a cominciare dal periodo della formazione, alle prime commissioni negli anni Sessanta, fino ad arrivare all’impegno nei confronti del patrimonio architettonico internazionale, in particolare con gli incarichi presso le Soprintendenze di Pisa e Roma.
Tema d’affezione per Cina Conforto quello legato all’evoluzione e alla metamorfosi, come spiega lei stessa: “il disegno e lo stesso manufatto si trasformano nel tempo e nell’uso, per il decadere dei sistemi componenti, per il confronto col contesto, per le variazioni della natura in un continuo processo di metamorfosi di luci, ombre, riflessi, per il moto degli elementi, per la presenza dell’uomo”.
Una retrospettiva, quella a cura di Carlo Severati con allestimento di Carla Corrado, intitolata ad una personalità da teatro dell’assurdo, estremamente impegnata nella ricerca e nel progetto, pur appartenendo ad una realtà caratterizzata da insufficienza o cattivo uso delle proprie risorse.
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