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Lione: il museo delle confluenze dello studio Coop Himmelb(l)au
Nel 2008 pronta la “cristallina nuvola della conoscenza”
Autore: roberta dragone
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15/11/2006 - Sarà pronto entro il 2008 il “Museo delle confluenze” di Lione. Il nuovo complesso museale, firmato dallo studio viennese Coop Himmelb(l)au, sorgerà nel punto in cui confluiscono la Rhône e la Saône, al confine con un’area industriale oggetto di un intervento di riqualificazione.

Concepita come “Museo della scienza”, la monumentale struttura in vetro aspira a diventare il luogo in cui le continue evoluzioni della tecnica, della biologia e dell’etica diventino appannaggio di un pubblico più ampio.

“Il Museé des Confluences – spiegano i progettisti - non si considera un tempio esclusivo per la borghesia intellettuale, bensì un luogo pubblico che dà accesso alla conoscenza del nostro tempo”.

Le innovazioni si sviluppano all’interno della struttura tra “interspazi, indeterminatezza, sovrapposizione e ibridazione”.
“Mutazioni di forma, penetrazioni, deformazioni, simultaneità, insuccessi e mutevolezze – si legge nella descrizione del progetto - hanno un effetto sull’architettura. L’architettura che ne risulta è caratterizzata dalle interazioni, dalla fusione e dalla mutazione di differenti entità da cui nasce una nuova forma”.

“Il futuro Museo delle confluenze di Lione – dichiarano gli autori del progetto – è il luogo in cui convergono due correnti; la sua architettura è caratterizzata dalla fusione di due entità cui viene conferita una identità urbana con un valore locale e regionale, che contribuisce a rendere riconoscibile la città di Lione nei confini della Francia”.

L’opera è stata ribattezzata dagli stessi architetti che l’hanno concepita “nuvola cristallina della conoscenza”, metafora che rimanda ai due elementi che la compongono: la trasparenza del vetro come anticamera urbana che accoglie i visitatori e li prepara all’esperienza museale, ed una nuvola che appare nella forma di una grande astronave che nasconde gli spazi espositivi all’interno dl suo enorme ventre.
Specchio della comune quotidianità, il vetro è metafora di limpidezza e facile percezione. Contrariamente la nuvola, dove trovano spazio innumerevoli transizioni e correnti sconosciute, evoca ciò che il domani può comportare, diventa metafora dell’oscura sensazione che accompagna l’incertezza di ciò che non si conosce.
Presente e futuro, noto e ignoto si incontrano in una “nuvola cristallina” che diventa irresistibile luogo della conoscenza.

L’ampio spazio al di sotto dell’edificio è concepito come “esperimento spaziale” che cerca di “stimolare la curiosità del pubblico”. Estensione del parco situato sull’estremità meridionale dell’isola, dà forma ad una nuova tipologia di spazio urbano: “un paesaggio di rampe e pendenze che dissolvono il confine tra interno ed esterno in una sequenza dinamica di eventi tridimensionali”.
La stessa dinamicità contraddistingue le sale espositive; scatole nere chiuse ed aree espositive libere si alternano sfruttando i due livelli della doppia altezza delle stanze.

  Scheda progetto: Musée des Confluences
Musée des Confluences, Lyon - photo de Quentin Lafont
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Quentin Lafont - novembre 2014 - musée des Confluences
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Musée des Confluences, Lyon - photo de Quentin Lafont
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Musée des Confluences, Lyon - photo de Quentin Lafont
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Musée des Confluences, Lyon - photo de Quentin Lafont
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Musée des Confluences, Lyon - photo de Quentin Lafont
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Musée des Confluences, Lyon - photo de Quentin Lafont
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Quentin Lafont - décembre 2014 - musée des Confluences
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Quentin Lafont - novembre 2014 - musée des Confluences
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Quentin Lafont - novembre 2014 - musée des Confluences
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