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Copenhagen: l’Ordrupgaard Museum raddoppia gli spazi
Il progetto dell’ampliamento porta la firma di Zaha Hadid
Autore: roberta dragone
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COPENHAGEN: L’ORDRUPGAARD MUSEUM RADDOPPIA GLI SPAZI
14/09/2005 – È stato inaugurato il 31 agosto scorso l’ampliamento dell’Ordrupgaard Museum di Copenhagen firmato da Zaha Hadid. Dopo quasi due anni di chiusura, il museo ha riaperto le porte con spazi più grandi sia per gli allestimenti che per i visitatori, con un nuovo foyer, un caffè ed una grande sala espositiva.

Il progetto di Zaha Hadid è stato scelto tra una rosa di sette proposte di professionisti di fama mondiale che a marzo 2001 furono invitati dal Ministro della Cultura danese a presentare idee progettuali per l’ampliamento del museo (Zaha Hadid, Dominique Perrault, Fogh & Følner Arkitektfirma, Henning Larsens Tegnestue, Bruun & Clementsen, MVRDV, ed Architekten von Gerkan, Marg und Partner).

L’intervento ha consentito di raddoppiare la superficie complessiva degli spazi museali. La nuova struttura si estende su 1150 metri quadrati dei quali circa 500 ospitano una grande sala espositiva ed altre quattro più piccole.

La sperimentazione dello spazio è il tema centrale del progetto. L’architetto Hadid ha infatti interpretato il paesaggio circostante e la relazione con la struttura originale in modo del tutto personale, sia nelle dimensioni che nelle proporzioni delle nuove gallerie espositive.
“L’ampliamento dell’Ordrupgaard – si legge nella descrizione del progetto – consente l’opportunità di esplorare nuove relazioni formali tra gli elementi del museo ed il verde attorno, in modo da risultare nell’insieme una sorta di topografia”.

La Hadid ha basato il suo progetto su una strategia per mezzo della quale il paesaggio è decodificato, interpretato e traslato in diagrammi che portano alla formazione di modelli strutturali. In tal modo è riuscita a creare un nuovo panorama all’interno dell’architettura del luogo, nonché un nuovo rapporto con il paesaggio iniziale.

Mimetizzazione e trasparenza sono nel progetto elementi che integrano il cambiamento topografico determinato dall’intervento.
L’importanza della relazione col paesaggio circostante non rappresenta un mero escamotage formale; ha bensì determinato anche la scelta dei materiali. L’opacità della struttura è data da una copertura in calcestruzzo a base di pietra lavica che funge da contrappunto ai diversi elementi in vetro che riflettono il paesaggio e che lasciano intravedere l’interno della struttura.

Al nuovo ingresso si giunge attraversando una corte che separa il nuovo edificio da quello esistente che ospita la Galleria Francese.
Una lunga rampa inclinata divide gli spazi espositivi della collezione permanente da quelli della collezione temporanea, e conduce alla sala principale e al Cafè.

“Sebbene l’edificio progettato da Zaha Hadid – commenta la direttrice dell’Ordrupgaard Anne-Birgitte Fonsmark – abbia una peculiarità contemporanea differente rispetto alla struttura originaria del 1918 – Hadid è riuscita a catturare l’atmosfera speciale del luogo contestualizzandolo nell’epoca attuale con successo”.


www.ordrupgaard.dk


www.zaha-hadid.com

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