Ph. © Giulio Ghirardi
25/03/2026 - Portare dentro una casa privata un immaginario così definito come quello Cipriani significa lavorare per sottrazione, più che per dichiarazione. Nell’appartamento di Ignazio Cipriani, nel cuore di Milano, l’atmosfera degli hotel e ristoranti di famiglia non viene replicata, ma reinterpretata con misura, trovando una nuova dimensione domestica.
Il progetto di Stefano Belingardi Clusoni nasce proprio da questo equilibrio: da una parte un linguaggio contemporaneo, dall’altra un’identità classica forte e riconoscibile. Il risultato è un interno che non cerca effetti, ma costruisce nel tempo una propria coerenza, fatta di proporzioni, materiali e continuità.
Inserito in un palazzo storico, l’appartamento mantiene un legame naturale con l’architettura esistente, proseguendone il racconto anche negli interni. Gli spazi non interrompono il dialogo con il contesto, ma lo accompagnano, restituendo una sensazione di appartenenza silenziosa.
La casa si sviluppa attorno a una zona giorno ampia e fluida, dove cucina, pranzo e living convivono senza separazioni nette, in una sequenza visiva continua. La luce attraversa gli ambienti e si riflette sulle superfici, contribuendo a definire un’atmosfera calda, mai ostentata. Più raccolta, la zona notte è pensata come una suite contemporanea, uno spazio intimo e modulabile.
A guidare il progetto è anche una precisa scelta materica: il travertino, il mogano lucido — elemento iconico dell’universo Cipriani — e il ferro nero costruiscono un equilibrio misurato, in cui ogni materiale dialoga con l’altro senza sovrapporsi.
Nel living, un camino scultoreo avvolge un pilastro strutturale e diventa il centro dello spazio. Non un semplice elemento funzionale, ma un dispositivo architettonico che organizza gli ambienti, separandoli e mettendoli in relazione.
Arredi su misura, opere d’arte e materiali pensati per durare completano un progetto che rifugge l’effimero. Come sottolinea Stefano Belingardi Clusoni: “Il progetto nasce da un linguaggio contemporaneo arricchito da materiali e dettagli che richiamano l’Art Déco e l’estetica degli anni Settanta. Questo dialogo tra epoche crea un equilibrio che rende l’architettura allo stesso tempo moderna e senza tempo, capace di rimanere attuale anche negli anni a venire”.
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