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L’universo della pietra incontra Adolfo Natalini
La lectio magistralis dell’architettore al 29° Carrara Marmotec
Autore: cecilia di marzo
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30/05/2008 - Si è inaugurata ieri, 29 maggio, la 29a edizione di Carrara Marmotec, Fiera Internazionale Marmi Tecnologie Design, che chiuderà i battenti domenica 1 giugno.
La grande novità legata di questa edizione consiste nel lancio della Natural Stone Vision, progetto strutturale ed interno alla Fiera che troverà spazio nel Padiglione E con l’allestimento di una area di tendenza e creatività. Cuore pulsante della manifestazione all’interno del quale si alterneranno momenti di riflessione, dibattito e confronto sul marmo ed il suo utilizzo, alla presenza di nomi prestigiosi e rappresentativi del mondo dell’imprenditoria, della architettura, del design e della cultura contemporanea.
Per domani 31 maggio, nell’ambito di “Marmi e pietre nell'opera d'autore”, è in programma la Lectio magistralis dell’architetto pistoiese Adolfo Natalini che presenterà una sintesi della sua attività professionale apprezzata per l’impegno, la sensibilità e i risultati conseguiti con un uso di eccellenza della pietra. Natalini è una delle personalità più significative nel panorama degli architetti italiani e, per la sua grande sensibilità e versatilità, oltre che per la sua opera anche nel campo della pittura, è stato definito “architettore”.
 
L’appellativo gli è stato attribuito quando, nel 2003, la Fondazione Carlo Ludovico Raggianti di Lucca gli dedicò una mostra che proponeva la sua opera nella duplice veste di Architetto e Pittore che aveva dato prova delle sue qualità nell’impiego di materiali diversi ma sempre con una grande attenzione e sensibilità verso il marmo, cimentandosi, fin dagli anni sessanta, oltre che nell’insegnamento all’Università di Firenze, in un’attività progettuale a tutto campo che, prima di focalizzarsi sull’architettura, ha spaziato fra pittura e design, critica e videoart.
 
Adolfo Natalini, è nato a Pistoia nel 1941 e, dopo un’esperienza pittorica, si è laureato in architettura a Firenze e ha poi fondato il Superstudio che ha avviato la cosiddetta “architettura radicale”. Fondamentale, nella formazione culturale e professionale dell’Architettore pistoiese è stata l’esperienza nel campo del design con pezzi come i “Quaderna” della Zanotta (ancora in produzione) fino a grandi progetti come la ricostruzione della Waagstraat di Groningen (1991) che gli ha aperto le porte della scena architettonica olandese e tedesca.
Fra i tanti premi assegnati a Natalini il Marble Architectural Award per il Teatro della Compagnia di Firenze dove ha dimostrato grande sensibilità e perfetta conoscenza delle potenzialità espressive della pietra.
 
La definizione di architettura come "lapsus tra lapis e lapide" sintetizza la sua riflessione costante sulle ragioni ultime del progetto, sul rapporto tra il momento teorico del disegno e quello pratico della concreta realizzazione. In momenti in cui pochi fra gli architetti di punta impiegavano la pietra Natalini la scelse con grande come materiale da costruzione per eccellenza “utilizzando sempre – come dichiarò già nel 1993 commentando le scelte per la Cassa Rurale ed artigiana di Alzate Brianza - un materiale che avesse una forte connotazione locale. Ho sempre pensato che l’architettura nascesse dai luoghi e dovesse avere un fortissimo rapporto con i luoghi perché è una merce che non viaggia. Aderire ai luoghi trova naturalmente aiuto nei materiali locali, dunque non solo un ricorso alla cultura figurativa locale ma anche alla cultura materiale locale“
 
Anche a distanza di anni Natalini continua il suo ragionamento sulla pietra sottolineando che “per la generazione di architetti alla quale appartengo, è stata un vero e proprio passaggio storico. Per noi la pietra, ed il marmo in particolare, era materia al bando perché c’era ancora viva nella testa di tutti l’equazione marmo = ventennio.” È una remora che ha segnato la stagione del dopoguerra e si è fatta avvertire fino agli anni ottanta, quando, proprio con la Banca di Alzate, e grazie a Natalini, la pietra riappariva nel panorama architettonico nazionale in un’opera di forte significato portando l’Italia a riallinearsi rapidamente all’impiego moderno della pietra.
 
Una visione lucida del ruolo del progettista e della funzione della pietra, ribadito anche nella realizzazione del grande polo universitario di Novoli, che gli farà dichiarare in un’intervista per il volume XXM curato dall’Internazionale Marmi e Macchine “ … ho fiducia in un’architettura fatta di materie prime dalla storia affidabile, e per questo penso che la pietra tornerà protagonista per le sue qualità” aggiungendo che “quando progetto ho sempre in mente di realizzare un prodotto che deve durare a lungo e assicuri prestazioni in modo naturale”. Un maestro che ha segnato una tappa storica nel processo di valorizzazione del marmo, con una filosofia progettuale che merita di essere scoperta nella “lezione “ che si terrà sabato 31 alle 12.00; “Marmi e Pietre nell’opera d’autore” è l’argomento, e non incontro con un caposcuola dell’architettura contemporanea, da vivere come momento profondo di riflessione sull’uso moderno della pietra.

Fonte: Ufficio Stampa CarraraFiere

  Scheda evento:
Convegno:
29/05-01/06 CARRARA
CarraraMarmotec


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