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Alessandro Mendini seduto sulla Poltrona di Paglia, 1974 Ph. Enrico D.Bona - Archivio Alessandro Mendini
25/03/2026 - Dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Verbania rende omaggio a Alessandro Mendini con una mostra che ne attraversa l’intera parabola progettuale, restituendo la complessità di una figura capace di ridefinire il senso stesso del design. Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi, ospitata nelle sale di Villa Giulia, si configura come un percorso immersivo tra 130 opere che tracciano una traiettoria dagli esordi nel Radical Design milanese degli anni Settanta fino agli esiti più maturi e postmoderni.
Curata da Loredana Parmesani e organizzata dal Comune di Verbania in collaborazione con l’Archivio Alessandro Mendini, la mostra si costruisce come una narrazione per ambienti: ogni stanza diventa un microcosmo, un dispositivo interpretativo in cui un’opera iconica attiva una costellazione di materiali – disegni, oggetti, testi, dipinti – capaci di restituirne genesi e portata teorica.
L’allestimento, firmato da Alex Mocika, dialoga con la struttura interna della villa e traduce in spazio uno dei temi più cari a Mendini: la stanza come luogo mentale prima ancora che fisico. Non solo rifugio e dimensione domestica, ma anche campo di tensioni, laboratorio di immaginazione e, talvolta, spazio di inquietudine.
Tra i capisaldi in mostra emergono la Poltrona di Paglia (1974), manifesto di un design inteso come atto critico e sociale, e la celebre Poltrona di Proust (1978), sintesi visionaria tra citazione storica e sperimentazione pittorica. Accanto, opere come il divano K2 (2013), il Mendinigrafo (1985) e la collezione 100% Make up (1992) realizzata per Alessi, testimoniano la capacità dell’autore di muoversi tra oggetto, decorazione e narrazione, dissolvendo i confini disciplinari.
Il percorso espositivo invita così a leggere l’opera di Mendini come un sistema aperto, attraversato da riferimenti colti e popolari, da tensioni artistiche e progettuali che spaziano dalle avanguardie storiche alla dimensione più quotidiana dell’abitare. Un racconto stratificato che restituisce il designer non solo come autore di icone, ma come intellettuale capace di ridefinire il progetto come gesto culturale, emotivo e profondamente umano.
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Alessandro Mendini, Poltrona di Proust, 2009 Disegno, pennarelli e matite colorate su carta - Archivio Alessandro Mendini Alessandro Mendini, Casa di Olda, Val Taleggio, 2011 Disegno, pennarelli e matite colorate su carta - Archivio Alessandro Mendini Alessandro Mendini, Senza Titolo, 1986, Dipinto in acrilico su legno. Ph Carlo Lavatori - Archivio Alessandro Mendini Alessandro Mendini, Poltrona di Proust, 1978 Ph. Carlo Lavatori - Archivio Alessandro Mendini Alessandro Mendini, Mendinigrafo, 1985 Ph. Alessandro Frangi - Archivio Alessandro Mendini
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