Ph. © Diomira Cuomo Architetto
17/03/2026 - A Japan Soul traduce in spazio l’incontro tra estetica giapponese e sensibilità scandinava, dando forma a un interno in cui equilibrio, luce e continuità diventano i veri protagonisti. A Salerno, il progetto di Diomira Cuomo nasce dall’esigenza di unire due unità immobiliari originariamente indipendenti, trasformandole in un unico organismo fluido senza alterarne completamente l’impianto esistente.
Il cuore dell’intervento è una nuova organizzazione spaziale che distingue con chiarezza zona giorno e zona notte, mettendole però in relazione attraverso un corridoio circolare che diventa elemento distributivo e di connessione. Gli spazi ciechi di risulta vengono così valorizzati, accogliendo funzioni di servizio e connessioni verticali, in un equilibrio tra pieno e vuoto.
La presenza di un ambiente superiore preesistente ha posto una sfida progettuale precisa: inserire un collegamento verticale senza sottrarre superficie utile. La soluzione arriva sotto forma di una parete attrezzata in falegnameria, disegnata per integrare porte scorrevoli Shoji, librerie e la scala stessa. Quest’ultima, collocata accanto alla zona libreria, può essere schermata o lasciata a vista, trasformandosi anche in seduta e diventando parte attiva dello spazio.
L’intervento non coinvolge l’intero appartamento: cucina, bagno adiacente e due camerette restano nelle loro posizioni originarie. Più che una trasformazione radicale, il progetto lavora per integrazione, inserendo questi ambienti in una nuova distribuzione funzionale.
Il linguaggio scelto è dichiarato: il Giappone attraversa l’intero progetto, affiancato da richiami allo stile scandinavo. Le porte Shoji diventano elemento chiave, capaci di filtrare la luce e allo stesso tempo schermare gli ambienti, contribuendo anche a una buona insonorizzazione. Questo consente una convivenza equilibrata tra le funzioni della zona giorno e quelle più intime della zona notte.
Grande attenzione è riservata alla luce. L’illuminazione è studiata per valorizzare il tetto a falde in legno, esaltandone altezza e geometria senza sovrapporsi. Il risultato è uno spazio unitario, in cui la luce diventa strumento di lettura architettonica.
Anche la zona notte è definita da una falegnameria su misura: l’armadiatura è schermata da porte Shoji scorrevoli, in continuità con il linguaggio della zona giorno. La trama delle superfici è arricchita da carta importata dal Giappone, che genera effetti di luce e ombra delicati.
La parete integra inoltre la testiera del letto, con nicchie utilizzate come comodini su entrambi i lati. Durante il giorno, la luce zenitale dei lucernari illumina lo spazio armadio con una qualità soffusa e rilassante; di notte, le luci interne dell’armadiatura, lasciate accese, filtrano verso la camera da letto, creando un’atmosfera luminosa unica.
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