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'Rebecca' di Benni Bosetto trasforma il Pirelli HangarBicocca in un organismo vivente
Da 'La bocca' a 'La pancia, fino al 'Cuore', la prima mostra istituzionale dell'artista italiana esplora l’esperienza umana, l'identità e la fisicità dei corpi, tra disegno, scultura e performance
Autore: giulia capozza
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Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
06/03/2026 - A Pirelli HangarBicocca, lo spazio del museo si trasforma in 'corpo' vivente e luogo domestico e immaginativo con la mostra 'Rebecca', visitabile fino al 19 luglio 2026. Curata da Fiammetta Griccioli, l'esposizione è la prima mostra istituzionale dell'artista italiana Benni Bosetto e si configura come un 'manifesto sensibile' che esplora l’esperienza umana, le questioni identitarie e la fisicità dei corpi. 

Tra libertà e controllo, autodeterminazione e costrizione, produttività e desiderio, “la mostra - spiega l'artista - invita a riconquistare spazi pubblici e museali come luoghi di sogno. Sognare ad occhi aperti diventa un esercizio collettivo per immaginare un futuro desiderabile, non fondato sulla produttività ma sulla sensibilità, l’emozione e la trasformazione.”


Benni Bosetto, “Rebecca” - Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 - Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano - Foto Agostino Osio

Nel progetto espositivo, stanze, pareti e superfici sembrano animarsi restituendo allo spazio una dimensione privata e abitata. In un tempo in cui tutto è dominato dalla velocità produttiva, Bosetto invita a riappropriarsi di un proprio tempo soggettivo dove poter sognare, riposare, riconquistare la fantasia.

Il titolo trae spunto dall’omonimo romanzo del 1938 a firma della scrittrice e drammaturga inglese Daphne du Maurier (1907-1989) in cui la casa è protagonista e conserva la memoria di una donna defunta che l’abitava, Rebecca. La casa, così come la mostra in Pirelli HangarBicocca, diventa un vero e proprio un organismo vivente, un corpo femminile architettonico. Il nome Rebecca, che etimologicamente significa “legame, unione”, rimanda ai gesti dell’accogliere, del raccogliere e del trattenere, temi centrali nella poetica di Bosetto, in cui il corpo e l’ambiente si fondono in una relazione intima e continua.
 

L'opera dell'artista

Attraverso il disegno, la scultura, l’installazione e la performance, le sue opere costruiscono un immaginario stratificato e intimo in cui individui, organismi e specie animali coesistono e si contaminano. Inteso come strumento attivo di relazione con il mondo, il corpo è al centro del lavoro di Bosetto. Desiderio, sessualità, presenza e vulnerabilità emergono come ambiti di ricerca, coltivando quella che l’artista definisce una “forma di resistenza” a come il corpo viene abitualmente concepito.


Benni Bosetto - Ritratto dell’artista - Foto Alberto Nidola

Il suo lavoro si nutre di fonti letterarie, antropologiche, popolari, cinematografiche, dalla tradizione psicoanalitica e dalla storia dell’arte che vengono manipolate, editate e stratificate dall’artista per dare vita a rappresentazioni surreali e oniriche.

Con la costruzione di iper-narrazioni, l'artista dà forma a un discorso poetico potenzialmente infinito, dove ogni opera nasce dalla convergenza di molteplici origini e immaginari. Nella fase iniziale del processo creativo dell'artista, materiali visivi, testuali, autobiografici e iconografici, che si stratificano e si trasformano fino a generare nuove immagini. Affascinata dai codici della messa in scena e dalle loro potenzialità trasformative, Benni bosetto crea ambienti mutevoli che danno vita a un'esperienza immersiva per lo spettatore, in cui si intrecciano e coesistono diverse temporalità e prospettive.

Nella sua pratica emergono affinità con la sensualità perturbante di Louise Bourgeois, la fisicità rituale di Ana Mendieta, la precarietà materica di Eva Hesse, insieme alla libertà visionaria di Carol Rama, e alla tensione poetica e performativa di Rebecca Horn. In questa sintonia, Bosetto sviluppa un linguaggio in cui il corpo è insieme materia viva e dispositivo simbolico, soglia instabile tra superficie e profondità. Il suo lavoro rifiuta ogni rigidità concettuale per abbracciare una dimensione esperienziale, intima e spirituale, dove la leggerezza si configura come atto politico e affettivo: un processo di disvelamento in cui disegno, scultura e spazio si fondono in un’unica narrazione sensoriale.
 

La mostra a Pirelli HangarBicocca

La mostra diventa al tempo stesso luogo intimo e atto politico. Il visitatore viene accolto all’interno di un paesaggio onirico, dove ogni elemento richiama il desiderio di immaginare, dove segni erotici e legati al piacere fanno da sfondo ad un rifugio in cui ritrovare un sé senza condizionamenti sociali.

La pratica di Benni Bosetto si fonda sul fare, sul creare, sui tempi lunghi della manualità: ogni disegno è realizzato a mano dall’artista in mesi di lavoro e ogni ornamento, ogni decoro privo di funzione nello spazio-casa assume una valenza simbolica in cui pratica e intenzione artistica portano all’unico esito di costruire un riparo dall’incalzare e dalla pressione del tempo lineare: qui si può sognare ad occhi aperti e ognuno ha la libertà di immaginare e affermare il proprio presente e il proprio futuro.


Benni Bosetto, La bocca (particolare), 2022 - Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 - Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano - Foto Agostino Osio

All’ingresso La bocca (2022), composta da un tessuto squamoso e cangiante sul quale è applicato un grande occhio circolare, conduce i visitatori all’interno della mostra.

Il perimetro dell’intero spazio espositivo è rivestito da Le cellule (2026), centinaia di strisce di carta da parati disegnate a mano dall'artista trasformano l’architettura del museo in una superficie viva: “gesto fisico e ripetitivo che rende lo spazio legato al corpo, tattile e sensibile” come spiega l’artista. Le pareti sono ricoperte da disegni raffiguranti tracce tangibili di corpi e gestualità che si intrecciano a figure vegetali afrodisiache, infestanti e resilienti, sedative e intossicanti.

L’intervento monumentale si articola in tre ambienti distinti e interconnessi che prendono il nome di diverse parti del corpo: la guancia, la pancia e il cuore. All’interno sono allestite opere realizzate appositamente per la mostra, accanto a installazioni e performance passate che interrogano la memoria e il rito, l’amore e la cura, la costrizione e la libertà - concetti che risuonano tanto nel corpo individuale quanto in quello collettivo.

La navata destra, intitolata “la guancia” , evoca un ambiente morbido e ospita una riflessione sul decoro e sull’ornamento, capaci di instaurare una relazione emotiva con lo spazio abitato, in linea con il pensiero dello scrittore britannico William Morris (1834-1896) che concepiva l’ornamento come una necessità etica e sociale

Centrale è l’opera che dà nome alla sezione, La guancia (2026), concepita come uno spazio dedicato al riposo, alla contemplazione e al “sognare ad occhi aperti” inteso come gesto collettivo. Sdraio, tappeti, sculture sospese animano questo ambiente, offrendo al pubblico la possibilità di riappropriarsi della lentezza del tempo e di trasformare l’immaginazione in una forma di pensiero attivo, orientato a un futuro desiderabile fondato sulla sensibilità e sull’emozione.


Benni Bosetto, “Rebecca” , Le porte -Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 - Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano - Foto Agostino Osio

La navata centrale accoglie “la pancia” pensata come uno spazio di metamorfosi e trasformazione legato all’istinto e all’impulso. Ospita la nuova serie Le porte (2026), nove opere concepite appositamente per la mostra e disseminate sul pavimento orizzontalmente come “porte” orizzontali, contenitori che costudiscono opere d’arte, personaggi e ambientazioni ricreate da Bosetto.

Solitamente associata a una funzione di autorità ed esclusione, l’elemento architettonico della porta, simbolo archetipo della casa, qui viene ribaltata e trasformata in dispositivo ospitante attraverso un lavoro materico, narrativo e poetico. Ispirate a linguaggi cinematografici e psichici, le opere diventano luoghi da abitare, più che da attraversare. Ognuna racchiude al suo interno oggetti, tracce, materiali raccolti, organismi e archivi, agendo così come micro-ambienti narrativi.

Come racconta l’artista, “La porta orizzontale perde la sua funzione convenzionale, non separa spazi ma confonde. Una soglia rovesciata. È una porta a riposo, passiva, ma che custodisce. Quando la porta si piega, si sdraia perde la sua posizione di passaggio, si avvicina al concetto di caduta e contenitore”.


Benni Bosetto, Gli occhi, 2026 - Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 - Prodotto da Pirelli HangarBicocca Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano - Foto Agostino Osio

Lo spazio include anche Gli occhi (2026), le “guardiane” della casa, due tende di pizzo arrotolate dai cui margini sporgono due paia di scarpe in terracotta che evocano la presenza di figure femminili nascoste e rimandano al gioco infantile del nascondersi dietro le tende. Le dimensioni eccessive dei piedi antropomorfizzano l’arredamento conferendogli un aspetto umanizzato.

La navata sinistra rappresenta “il cuore”, il centro pulsante, la stanza dedicata all’organo delle pulsioni emotive quali l’amore e l’infatuazione. All’interno si trova la performance e installazione Tango (II version) (2023-26) che riflette sull’innamoramento come processo di intossicazione e sulla fisicità dei sentimenti, giocando con cliché ed archetipi dell’amore. Per tutta la durata della mostra, la performance si svolge una volta alla settimana con una durata di circa due ore.


Benni Bosetto, Tango (II version), 2026 - Performance e veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 - Prodotto da Pirelli HangarBicocca Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano - Foto Agostino Osio

Ispirandosi al tango e all’ambiente tipico della milonga, la performance, che viene ripetuta con costanza durante la permanenza della mostra in Pirelli HangarBicocca, prevede sessioni con ballerini amatoriali che, indossando copricapi raffiguranti animali e piante, danno vita a una coreografia interspecie.

Il tango diventa, come lo descrive l’artista, “un antidoto alla solitudine” e un linguaggio di relazione, un luogo di incontro tra identità e nature diverse che indaga le metamorfosi dell’identità e la permeabilità tra specie e materia. Ai lati della milonga sono collocati tavolini con sedie su cui poggiano le maschere come oggetti di scena. In questo modo, uno spazio domestico capace di accogliere momenti intimi e privati si apre alla possibilità di creazione di una comunità.

Public Program
Venerdì 13 marzo 2026: Serata di cinema gotico
Sabato 18 aprile 2026: Giornata di performance di Benni Bosetto
Giovedì 4 giugno 2026: Letture e attivazioni in mostra
Tutti gli appuntamenti prevedono la presenza dell’artista.

  Scheda evento:
Mostra:
12/02-19/07 PIRELLI HANGARBICOCCA, VIA CHIESE 2, 20126 MILANO
Rebecca



B. Bosetto Le cellule, 2026, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 - Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano - Ph. Agostino Osio


Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio


Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio


Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio


Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio


Benni Bosetto Porta pannocchia, 2026, Pirelli HangarBicocca, Milanp, 2026 - Courtesy the artist and Pirelli HangarBicocca, Milan Ph. Agostino Osio


Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio


Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio


Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

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B. Bosetto Le cellule, 2026, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 - Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano - Ph. Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
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Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto Porta pannocchia, 2026, Pirelli HangarBicocca, Milanp, 2026 - Courtesy the artist and Pirelli HangarBicocca, Milan Ph. Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
Benni Bosetto “Rebecca” Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio
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