V&A East Museum by O’Donnell + Tuomey. ©Hufton+Crow
17/04/2026 - Nel cuore di East Bank, a Stratford, O’Donnell + Tuomey firma il nuovo V&A East Museum, che apre al pubblico domani, 18 aprile 2026, come parte del più ampio sviluppo culturale di Queen Elizabeth Olympic Park.
Fratello del V&A East Storehouse, progettato da Diller Scofidio + Renfro e inaugurato nel maggio 2025, il nuovo edificio completa uno dei più importanti progetti museali del Regno Unito dell’ultimo decennio. Pensato insieme a giovani, creativi e comunità dell’est di Londra, il museo nasce come uno spazio civico aperto, gratuito e accessibile, capace di mettere in relazione arte, design, moda, musica e performance in una nuova istituzione radicata nel presente urbano della città.
Un museo come spazio pubblico
Affacciato su Waterfront Square, il V&A East Museum è concepito come un luogo dove incontrarsi, scoprire idee e confrontarsi con "il fare" in tutte le sue forme.
Il brief affidato a O’Donnell + Tuomey chiedeva un edificio accogliente, riconoscibile e realmente aperto a tutti, in particolare ai giovani, alle comunità dell’est di Londra e a quei visitatori che normalmente non si sentono a proprio agio negli spazi museali. La risposta dello studio irlandese è un edificio che non si limita a contenere collezioni, ma lavora come estensione del suolo pubblico, invitando a entrare e costruendo una continuità tra città e museo.
John Tuomey ha descritto il progetto come un esempio di “public work with civic purpose”, un principio centrale nella pratica dello studio. Questa dimensione civica emerge già nella posizione del museo, collocato al centro del nuovo distretto culturale ed educativo di East Bank, accanto a London College of Fashion, UAL, Sadler’s Wells East, UCL East e ai futuri BBC Music Studios.
Una facciata piegata tra Balenciaga e il concetto di “Ma”
L’idea architettonica nasce dall’osservazione della sartoria scultorea di Cristóbal Balenciaga nelle collezioni del V&A, in particolare dal modo in cui il couturier lavorava sullo spazio tra corpo e abito.

A sinistra: Drawing Study X-Ray Building. A destra: X-Ray Ballenciaga Dress - Photograph by Nick Veasey 2016
A questa suggestione si affianca il riferimento giapponese al concetto di “Ma”, lo “spazio in mezzo”. Da qui prende forma l’idea di un involucro esterno protettivo che avvolge un nucleo interno più razionale: tra struttura e facciata si apre così una sequenza di percorsi di circolazione che guidano i visitatori verso l’alto.
La facciata piegata è l’elemento che più chiaramente definisce l’identità del museo. È composta da 479 pannelli prefabbricati in calcestruzzo color sabbia, tutti diversi tra loro e incisi con profili che richiamano il logo del V&A. L’allineamento di questi segni genera un disegno continuo sulla superficie tridimensionale dell’involucro, che cambia con la luce nel corso della giornata e anima l’edificio senza ricorrere a gesti spettacolari. Panchine integrate alla base e al livello del podio estendono la soglia del museo nello spazio pubblico, invitando il corpo a entrare in contatto diretto con l’architettura.
Cinque livelli pubblici e una circolazione scavata nello spessore
All’interno, il museo si sviluppa su cinque livelli pubblici per circa 6.500 metri quadrati.
Il programma comprende due gallerie permanenti, una temporary exhibition gallery di quasi 900 metri quadrati con soffitti alti sei metri, spazi per progetti ed eventi all’ultimo piano, aree per l’apprendimento e una caffetteria. Gli ambienti sono disposti verticalmente e connessi da un percorso continuo ricavato nello spessore delle pareti esterne, trasformando la circolazione in una vera esperienza architettonica.
I pavimenti in terrazzo di calcestruzzo rafforzano la continuità materica con l’esterno, mentre finestre attentamente posizionate e tre terrazze pubbliche introducono luce naturale, viste e relazioni visive con East Bank e la città. Due ingressi, sul fronte dell’acqua e al livello del podio, garantiscono un accesso privo di barriere attraverso aperture triangolari che richiamano le pinces del taglio sartoriale.
Gli interni bianchi e calibrati lasciano emergere con chiarezza mostre, commissioni, eventi dal vivo e programmi temporanei.
Un museo costruito con e per l’est di Londra
Più ancora dell’architettura, a definire il progetto è la sua dimensione partecipativa.
Il V&A East Museum è stato co-creato con giovani, artisti, creativi e residenti dell’est di Londra, e questa impostazione attraversa tanto il programma culturale quanto il disegno degli spazi.
Le gallerie permanenti Why We Make, progettate da JA_Projects con A Practice for Everyday Life, Larry Achiampong e il V&A East Youth Collective, riuniscono oltre 500 oggetti della collezione V&A tra arte, architettura, design, performance e moda, affrontando temi come identità, benessere, giustizia sociale e azione ambientale.
Ad aprire il museo è anche la grande mostra inaugurale The Music is Black: A British Story, la più ampia mai dedicata all’impatto della musica Black British sulla cultura britannica e globale, con oltre 200 oggetti in esposizione. Accanto a questa, il programma New Work porta nuove commissioni di artisti come Tania Bruguera, Rene Matić, Carrie Mae Weems, Laura Wilson e Justinien Tribillon, mentre all’ingresso sull’acqua accoglie i visitatori la scultura alta 18 piedi A Place Beyond di Thomas J Price.
Un’architettura per durare nella città
Il V&A East Museum completa il progetto V&A East e consolida East Bank come nuovo polo culturale londinese nato dall’eredità dei Giochi Olimpici del 2012. Ma il valore del progetto di O’Donnell + Tuomey non sta solo nella sua importanza urbana. L’edificio prova a ridefinire la tipologia museale come struttura aperta e quotidiana, capace di proteggere gli oggetti senza separarsi dalla vita della città.
Con la sua facciata piegata, i percorsi scavati nello spessore e una soglia continuamente estesa verso lo spazio pubblico, il museo sceglie di non presentarsi come oggetto isolato, ma come architettura da attraversare, abitare e condividere; non soltanto un nuovo edificio, ma un museo che vuole essere, prima di tutto, città.
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