01/06/2026 - Un giallo acceso e un verde mentolo. Sono i due nuovi colori con cui Magis festeggia i quindici anni della poltrona Proust, sviluppati in collaborazione con l'Archivio Alessandro Mendini attraverso un'esplorazione dei repertori cromatici del maestro. Vibranti e carichi di personalità, ampliano una palette già consolidata con un'energia che tiene insieme memoria progettuale e sguardo contemporaneo.
Per vedere le nuove versioni in contesto, Magis invita a Villa Giulia, a Verbania, dove le poltrone saranno esposte nell'ambito della mostra Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi, aperta fino al 27 settembre. Curata da Loredana Parmesani e organizzata dal Comune di Verbania con l'Archivio Alessandro Mendini, la mostra ripercorre — attraverso 130 opere, disegni, oggetti, dipinti e testi — la carriera di Mendini, dagli esordi nel Radical Design milanese degli anni Settanta ai riflessi postmoderni.
La Poltrona di Proust nasce nel 1978 da un'intuizione precisa: trovare la trasposizione visiva dell'universo letterario di Marcel Proust. Mendini la individuò nel puntinismo, nelle pennellate di Signac in particolare, e la applicò a una poltrona barocca di recupero, scelta per la sua affinità con il kitsch con cui lo scrittore arredava i propri ambienti. Lo raccontò lui stesso:
"L'universo di Proust è un universo infinito di dettagli, aneddoti e parole la cui trasposizione visiva era per me le pennellate di artisti puntinisti come Signac. Presi in mano un pennello. Il mio oggetto di gioia da decorare era una finta poltrona barocca, in riferimento al kitsch con cui Proust adornava le sue stanze. È così che nel 1978 è nata la Poltrona di Proust," Alessandro Mendini.
Per decenni, la poltrona conobbe reinterpretazioni in ceramica e bronzo, restando però fuori dalla portata di un pubblico largo. La svolta arrivò nel 2010, quando Magis propose a Mendini di trasformarla in un prodotto industriale. La tecnologia adottata fu lo stampaggio rotazionale: un grande stampo in polietilene rese possibile la serialità senza tradire la forma originale.
Un esito che Mendini stesso descrisse come un paradosso che si realizza: "Ecco ora una novità davvero inaspettata. Un paradosso che si realizza. La 'poltrona di Proust' diviene un oggetto industriale stampato in plastica rotazionale. Ecco la nuova poltrona 'Magis Proust'. Un gioiello tecnico e produttivo. Una nuova energia di colori e di atmosfere per un oggetto senza tempo."
La poltrona più artigianale e irripetibile della sua produzione diventava così un oggetto replicabile, accessibile, senza perdere nulla della propria identità visiva.
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