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Quella volta che Starck progettò una cabina spaziale
Anni prima che il turismo spaziale diventasse realtà, il designer francese immaginò per Axiom Space un rifugio orbitale morbido e accogliente, sospeso tra l'atmosfera di un boutique hotel e la tecnologia della NASA
Autore: rossana vinci
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© Camillo Rios © Camillo Rios
10/06/2026 - Oggi il turismo spaziale è una prospettiva concreta. Le missioni private si moltiplicano, le stazioni spaziali commerciali sono in fase di sviluppo e l'idea di trascorrere qualche giorno in orbita non appartiene più soltanto alla fantascienza. Eppure, quando nel 2018 Axiom Space annunciò la collaborazione con Philippe Starck, il tema sembrava ancora lontanissimo dalla realtà.

La società texana, fondata dall'ex responsabile del programma della Stazione Spaziale Internazionale della NASA Michael Suffredini, aveva appena presentato un'ambiziosa visione: costruire la prima stazione spaziale commerciale al mondo e aprire l'accesso allo spazio a ricercatori, imprenditori, creativi e viaggiatori privati.

Per immaginare come sarebbe stata la vita a bordo di questa nuova infrastruttura orbitale, Axiom si rivolse a uno dei designer più influenti degli ultimi decenni. Starck fu incaricato di sviluppare gli ambienti abitativi della futura stazione, dagli alloggi dell'equipaggio agli spazi comuni, portando nel settore aerospaziale una sensibilità progettuale fino ad allora quasi assente.

Il designer francese descrisse la propria idea come una sorta di "uovo confortevole": uno spazio protettivo e avvolgente, pensato per accogliere il corpo umano in assenza di gravità. Un ambiente quasi uterino, caratterizzato da superfici morbide e forme organiche capaci di trasmettere sicurezza, orientamento e benessere anche a centinaia di chilometri dalla Terra.

Lontano dall'immaginario freddo e ipertecnologico delle capsule spaziali tradizionali, il progetto proponeva un'esperienza abitativa centrata sul benessere psicologico oltre che sulle esigenze funzionali. Un approccio che trasformava l'interno della stazione in una sorta di boutique hotel orbitale, dove il design diventava uno strumento per migliorare la qualità della vita nello spazio.

Quel lavoro pionieristico non è rimasto confinato ai rendering e alle dichiarazioni d'intenti. Negli anni successivi Starck ha collaborato con Axiom Space per esplorare le modalità dell'abitare in ambienti a gravità zero e sviluppare i primi concetti per gli interni di una moderna stazione spaziale. Ancora oggi molte delle intuizioni elaborate durante quella fase continuano a guidare il lavoro del team di progettazione dell'azienda e rappresentano una fonte di ispirazione per gli attuali moduli abitativi dell'equipaggio destinati alla futura Axiom Station.

  Scheda progetto: Axiom Space
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