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Bar Far: l’aldilà illusorio di Keith-Roach e Page nel nuovo spazio di Villa Lontana
Un’installazione e bar funzionante a Trastevere intreccia Roma antica, barocco e austerità contemporanea in un gesamtkunstwerk allucinatorio visitabile fino al 14 marzo 2026
Autore: rossana vinci
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Ph. © Jasper Fry Ph. © Jasper Fry
04/03/2026 - È visitabile fino al 14 marzo 2026 Bar Far, l’installazione e bar funzionante firmato da Clementine Keith-Roach e Christopher Page e presentato nel nuovo spazio di Villa Lontana a Trastevere.
La mostra, che segna l’apertura della sede ristrutturata in collaborazione con Studio Strato, si inserisce nel percorso di ricerca dell’istituzione, volto a esplorare le intersezioni tra pratiche antiche e contemporanee.
 

Il titolo riecheggia il nome di Villa Lontana, inizialmente situata a Roma nord, fuori dalle mura cittadine. Con il trasferimento più in profondità nel tessuto urbano, la distanza fisica che definiva il progetto si trasforma in una lontananza metafisica: le molteplici illusioni che strutturano Bar Far evocano un aldilà ambiguo. Keith-Roach, scultrice, e Page, pittore, animano l’architettura dell’interno costruendo un gesamtkunstwerk allucinatorio che guarda alla Roma antica e barocca, dove l’opera si fa ambiente e l’ambiente si fa narrazione.
 

Bar Far è insieme opera d’arte e luogo di convivialità, ispirato alla tradizione degli art-bar nati in periodi di sconvolgimenti politici come il Cabaret Voltaire, il Colony Room e il prediletto di Giorgio de Chirico, il Caffè Greco. Spazi che offrivano rifugio alla sperimentazione e alla conversazione, diventando incubatori culturali nei momenti di crisi.
 

Come un sogno, l’installazione condensa strati paradossali: echi dello sfarzo dell’antica Roma e del barocco si intrecciano con l’austerità dell’architettura contemporanea e con bagliori cromatici che sembrano provenire dal futuro. L’ambiente si presenta simultaneamente come chiesa e tomba, profezia e rovina, paradiso e inferno.
 

I bassorilievi in gesso di Keith-Roach amplificano l’edificio stesso: parti del corpo emergono dalle pareti e si combinano con materiali da costruzione — mattoni, tubi, legno — non solo come elementi ornamentali, ma come strutture attive, vere e proprie cariatidi infrastrutturali che contribuiscono a edificare Bar Far. Il wall painting di Page trasforma l’ultima stanza in un colonnato o in un chiostro illusorio, non aperto su un paesaggio celestiale ma su un’infinità minacciosa, che attrae con un bagliore ultraterreno e ambiguo.
 

Qui i confini disciplinari si dissolvono: la scultura si fonde con l’architettura mentre la pittura la fa scomparire; i trompe l’oeil disorientano la percezione e mettono in crisi la distinzione tra struttura e superficie. Se le pratiche dei due artisti restano distinte, il loro punto d’incontro è l’illusione, intesa come dispositivo sovversivo e perversamente illuminante. Non solo inganno ottico, ma invito a osservare più da vicino e a testimoniare il fallimento stesso dell’illusione: i rilievi, apparentemente lapidei, rivelano la loro natura in gesso dipinto; la prospettiva del wall painting appare infinita da alcuni angoli per poi deformarsi e distorcersi al mutare del punto di vista.


Bar Far rappresenta l’ultimo capitolo della collaborazione tra Keith-Roach e Page, una serie di opere e installazioni che rendono visibili interrogativi sulla distruzione dei vecchi mondi e sulla possibilità che nuovi mondi emergano dalle rovine. In un presente in cui equilibri globali un tempo solidi si sfaldano sotto i nostri occhi, lo spazio si offre come luogo ludico di contemplazione: un ambiente in cui parlare e bere tra paradossi e contraddizioni, uno spazio metafisico in cui — forse — trovare risposte in fondo a un bicchiere.
 

Lo scenario onirico sarà attivato da un programma di performance dal vivo a partire dal 4 dicembre e per tutta la durata della mostra, con un intervento inaugurale della poetessa Florence Uniacke, dell’artista e soprano Nyla van Ingen e del musicista Lukas De Clerck. Ulteriori dettagli e aggiornamenti sono disponibili sul sito di Villa Lontana.
A cura di Vittoria Bonifati.
 

4 dicembre 2025 – 14 marzo 2026
Da mercoledì a sabato, 15:00 – 21:00, e su appuntamento.


  Scheda evento:
Mostra:
04/12-14/03 VILLA LONTANA, VIA GARIBALDI 68-69, ROMA
Bar Far


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