03/02/2026 - È l’architetto irlandese Níall McLaughlin il vincitore della Royal Gold Medal 2026, uno dei più alti riconoscimenti internazionali conferiti dal Royal Institute of British Architects (RIBA) per conto di Sua Maestà il Re. Il premio onora non solo la qualità del suo lavoro costruito, ma anche il suo straordinario contributo alla riflessione critica, alla scrittura e alla formazione in ambito architettonico.
Autore di una ricerca coerente e poetica, McLaughlin si distingue per la capacità di connettere materia, luce, tempo e luogo con un linguaggio raffinato, mai urlato, che restituisce valore all’essenza dell’abitare. Il suo approccio unisce dimensione artigianale e visione teorica, con un'attenzione costante ai temi ambientali, culturali e sociali.
Una carriera che parla alla collettività
Nato a Ginevra nel 1962, McLaughlin si è formato a Dublino e ha fondato il proprio studio a Londra nel 1990. La sua opera attraversa ambiti diversi – dall’educazione alla sanità, dalla residenza alla cultura – con realizzazioni come:
- il Bandstand a Bexhill (2001), evanescente come una nuvola,
- il Centro Alzheimer’s Respite a Dublino (2011),
- la Bishop Edward King Chapel a Oxford (2013),
- la New Library di Magdalene College a Cambridge (2021),
- Darbishire Place a Londra (2014), esempio emblematico di housing sociale rispettoso e innovativo.
La sua idea di architettura non è legata all’oggetto finito, ma a un processo continuo di trasformazione, dove costruire significa “dare forma al vivere”, come ha affermato lo stesso McLaughlin:
«L’architettura non è la produzione di oggetti singolari, ma una performance in continua evoluzione, un atto che prende forma nella quotidianità delle persone».
Il valore dell’insegnamento come pratica progettuale
Docente alla Bartlett School of Architecture da oltre 25 anni, e visiting professor a Yale e UCLA, McLaughlin considera studio, didattica e ricerca come un sistema unico e interconnesso. Il suo impegno verso le nuove generazioni si riflette in una continua difesa della trasparenza lavorativa, del benessere mentale, e della dignità professionale per i giovani architetti.
Un linguaggio che unisce classicismo e sperimentazione
L’approccio progettuale di McLaughlin è radicalmente umanista. Le sue architetture combinano geometrie elementari, palette materiche sobrie e rimandi discreti alla classicità, sempre in dialogo con il contesto e con una concezione profonda della durata.
«Il tempo, e il modo in cui gli edifici lo incarnano, è la vera sostanza dell’architettura», ha detto nel suo intervento “Six Pockets of Time”.
La giuria del RIBA, presieduta da Chris Williamson, ha definito la sua opera «un contributo essenziale alla professione e alle sue sfide future», lodandone l’umiltà, la grazia e la coerenza.
Una medaglia alla generosità del pensiero
Già vincitore del Charles Jencks Award nel 2016 e nominato Honorary MBE nel 2020, Níall McLaughlin ha fatto della pratica architettonica una forma di conoscenza collettiva.
«Il nostro studio è cresciuto insieme. Siamo grati ai nostri maestri, ai nostri committenti e agli studenti. Accettiamo questa medaglia con gratitudine e con un rinnovato impegno verso i valori che essa rappresenta».
La cerimonia ufficiale e una lecture pubblica si terranno a Londra il 30 aprile 2026.
|