© Courtesy OMA
20/02/2026 - Dopo anni di attesa, il New Museum annuncia ufficialmente il suo ritorno: la riapertura al pubblico è fissata per il 21 marzo 2026. Situato al 231 Bowery, a New York, il museo inaugura un’importante espansione progettata da OMA, destinata a ridefinire il suo ruolo nel panorama internazionale dell’arte e dell’architettura contemporanea.
Un ampliamento che dialoga con l’icona esistente
Il nuovo edificio, firmato da Shohei Shigematsu e Rem Koolhaas con gli executive architects Cooper Robertson, sostituirà la struttura precedentemente presente al 231 Bowery – acquisita circa dodici anni fa per supportare l’espansione delle attività del museo – e si integrerà con rispetto accanto all’edificio originario progettato da SANAA nel 2007, affermando al tempo stesso una propria identità architettonica.
La nuova ala si sviluppa su sette piani, di cui tre interamente dedicati alle gallerie, per una superficie di oltre 5.500 metri quadrati, sufficiente a raddoppiare lo spazio espositivo complessivo. Il progetto introduce anche ambienti aggiuntivi per programmi educativi e comunitari, una sede permanente per NEW INC e nuovi servizi pubblici, rafforzando la dimensione del museo come piattaforma culturale multidisciplinare.
Circolazione fluida e apertura urbana
Uno degli obiettivi principali dell’intervento è migliorare l’esperienza dei visitatori. L’edificio integra tre nuovi ascensori – due dedicati esclusivamente alle gallerie – e una scala panoramica nell’atrio visibile dalla facciata trasparente, che offre scorci sul quartiere e rende il movimento verticale parte dell’esperienza architettonica.
La nuova entrata e la scala sono allineate con il terminal di Prince Street, un gesto urbano che letteralmente apre il museo alla città. All’interno trovano posto una lobby ampliata con libreria, un forum pubblico collegato alla Skyroom esistente e un ristorante da 80 coperti progettato da OMA e gestito da Oberon Group.
Facciata: trasparenza e continuità visiva
Elemento distintivo del progetto è l’involucro architettonico. La facciata sarà realizzata con lastre di vetro stratificato con rete metallica, soluzione che consente un’estetica essenziale e luminosa, capace di richiamare il linguaggio del vicino edificio SANAA aumentando al contempo il grado di trasparenza e permeabilità visiva verso l’esterno.
Dallo spazio temporaneo a infrastruttura culturale permanente
Negli ultimi anni l’edificio preesistente al 231 Bowery era stato utilizzato dal museo per funzioni diverse: gallerie supplementari, studi per artisti, archivi, depositi e uffici per realtà come Rhizome e IdeasCity. La nuova costruzione consolida e amplifica queste attività, trasformandole in infrastrutture permanenti integrate nel progetto architettonico.
Mostra inaugurale: New Humans: Memories of the Future
Ad accompagnare la riapertura sarà la grande esposizione inaugurale New Humans: Memories of the Future, pensata come un’indagine multidisciplinare su cosa significhi essere umani in un’epoca di trasformazioni tecnologiche accelerate. Il progetto curatoriale riunisce oltre 200 protagonisti tra artisti, filmmaker, scrittori, architetti e scienziati, costruendo un racconto corale che attraversa epoche, linguaggi e discipline.
La mostra occuperà l’intera nuova ala e parte dell’edificio esistente, sfruttando appieno la flessibilità del complesso architettonico per creare dialoghi tra opere storiche e produzioni contemporanee. Alcune commissioni site-specific attiveranno direttamente l’architettura: installazioni permanenti, sculture monumentali e interventi outdoor trasformeranno l’edificio stesso in dispositivo espositivo.
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