Gio Ponti © Gio Ponti Archives Archivio storico Eredi Gio Ponti
04/02/2026 - Milano si prepara a celebrare uno dei suoi figli più illustri: Gio Ponti. Entro la fine del 2026, l’ADI Design Museum inaugurerà un’area permanente interamente dedicata al Maestro del design e dell’architettura italiana del dopoguerra.
L’annuncio è stato dato da Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia, durante la presentazione della mostra IN-PLAY. Design for Sport, parte del programma culturale di Fondazione Milano Cortina 2026. Caruso ha definito il progetto “strategico e fondamentale” per la città che ha visto nascere alcune delle opere più iconiche di Ponti.
Il nuovo spazio espositivo, frutto della collaborazione tra Regione Lombardia e ADI, racconterà l’universo creativo del designer attraverso una selezione di oggetti e progetti simbolo della sua carriera: dagli arredi ai complementi, fino alle architetture che hanno ridefinito il volto di Milano e dell’Italia nel mondo.
Il museo sarà non solo un’occasione unica per immergersi nelle creazioni di uno dei designer più influenti del Novecento, ma anche un invito a riscoprire l’eclettismo di un uomo capace di attraversare stili e discipline con leggerezza e rigore, lasciando un’impronta indelebile nella storia del design.
Gio Ponti – Ritratto di un Maestro
Nato a Milano nel 1891, Ponti si laureò in architettura presso il Regio Istituto Tecnico Superiore (oggi Politecnico di Milano) nel 1921. Dopo esperienze professionali con Mino Fiocchi ed Emilio Lancia, si associò agli ingegneri Antonio Fornaroli, Eugenio Soncini e Alberto Rosselli. Affascinato dalla Secessione Viennese e vicino al Movimento Novecento, si dedicò all’arredamento e alle arti decorative.
Il suo percorso fu segnato da un legame profondo tra design e artigianato: dalla collaborazione con la Richard Ginori, alla partecipazione alle Biennali e Triennali, fino alla creazione di oggetti iconici come la sedia Superleggera per Cassina (1957). Tra le architetture più celebri: le Case Tipiche degli anni Trenta, il grattacielo Pirelli (1956, con Pier Luigi Nervi) e la Concattedrale di Taranto.
Ponti insegnò al Politecnico di Milano dal 1936 al 1961 e fondò nel 1928 la rivista Domus, contribuendo a definire l’estetica del design italiano nel mondo. Morì a Milano nel 1979, nella sua casa di via Dezza, lasciando un’eredità che continua a ispirare designer e architetti di ogni generazione.
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