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L'arte di Joan Mirò in scena a Napoli
Fino al 19 aprile 2026, le sperimentazioni artistiche del pittore catalano sono in mostra alla basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, tra grafica, parola e tecniche di stampa
Autore: giulia capozza
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Ubu Roi 1966 - Litografia originale a colori 41,3 × 62,8 cm Ubu Roi 1966 - Litografia originale a colori 41,3 × 62,8 cm
24/12/2025 - Le sperimentazioni artistiche di Joan Mirò vanno in scena a Napoli nella mostra alla basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta. L’esposizione, curata da Achille Bonito Oliva con Vittoria Mainoldi, approfondisce il rapporto del pittore catalano con la grafica, la parola e le tecniche di stampa.

“Ho difficoltà a parlare della mia pittura, poiché nasce sempre in uno stato allucinatorio, suscitato da un contraccolpo qualsiasi, oggettivo o soggettivo che sia, e di cui non sono in alcun modo artefice. Quanto ai miei mezzi di espressione, sempre più mi sforzo di giungere al massimo grado di chiarezza, di potenza e di aggressività plastica, ossia di risvegliare dapprima una sensazione fisica, per poi arrivare all'anima”.

Le parole di Mirò ispirano il titolo della mostra 'Joan Miró: per poi arrivare all’anima' , visitabile fino al 19 aprile 2026, un viaggio attraverso la ricerca espressiva dell’artista di Barcellona con oltre 100 opere provenienti da collezioni private, tra litografie, acqueforti e acquetinte, realizzate tra il 1950 e il 1981.

Come sottolinea la curatrice Vittoria Mainoldi "in questa dichiarazione scorgiamo quel famoso automatismo psichico che lo aveva avvicinato ai surrealisti e alle loro pratiche. Ma in questa affermazione notiamo anche un altro fondamentale elemento della produzione di Miró: la sua lotta continua con l’espressione, sia essa parola o gesto, la tensione per arrivare ad un significato, per se stesso, per poi tradurlo al prossimo".​

La curatrice descrive la personalità di Mirò come artista schivo e riservato che coglieva nella parola una forza plastica e visiva paragonabile a quella della pittura e della grafia, senza mai fare una reale distinzione tra arte visiva e letteratura. Con il suo lavoro grafico del secondo dopoguerra Miró esalta il binomio parola/immagine: una litografia del 1976 titolata Peinture = Poesie mette in luce l'idea di non fare differenza tra i diversi media e di non considerare la grafica come una sorella minore.


Centenario Mourlot 1953 - Litografia originale a colori 50×65 cm - 75 esemplari numerati e firmati a matita dall’artista più 30 prove d’artista denominate “E.a.” firmate Mourlot Editore e stampatore Joan Miró Litografo vol.II, Edizioni Graphis Arte, Livorno - Toninelli Arte Moderna, Milano 1982, n.122

Il pittore si avvicina alla stampa artistica come una delle tante possibilità espressive all’interno del proprio eclettismo tecnico, per poi trasformarla nella forma espressiva preferita soprattutto nella seconda metà della sua carriera.

"La mostra - spiega Mainoldi - attraverso un corpo importante di opere grafiche di Miró, vuole quindi ripercorrere il rapporto dell’artista con le diverse tecniche della stampa, e soffermarsi sulla sua produzione per libri d’arte, illustrazioni e le sue collaborazioni con poeti ed editori per far conoscere un aspetto meno noto, ma centrale, della poetica del maestro catalano".

Sette le aree tematiche del progetto espositivo: Miró e il mondo dell’editoria, che evidenzia l’interazione tra arti visive e letteratura, il ruolo del libro come spazio di sperimentazione e la democratizzazione dell’arte attraverso la stampa e i libri d’arte; Mirò litografo, con l’importanza della litografia come mezzo di invenzione artistica e la sua evoluzione nei volumi Lithographe I e Lithographe II. La terza area tematica, Femmes, Oiseaux, Personnages, vede la presenza della figura femminile, della natura (in particolare gli uccelli) e dei “Personnages”, ovvero creature ibride e universali.

Nella quarta area, Scrittori, Artisti, Amici, si evidenziamo i rapporti con poeti, scrittori, artisti e l’importanza della dimensione collettiva e relazionale nel suo percorso creativo, mentre in Musica e teatro, il focus è l’interesse per le sperimentazioni musicali e teatrali, le collaborazioni con musicisti e la realizzazione di copertine discografiche. La parte dedicata a Ubu Roi si compone delle litografie dedicate al celebre personaggio creato da Alfred Jarry e, infine, con Parole e segni si racconta il linguaggio visivo come forma di poesia, l’uso di segni e simboli come alfabeto personale e la libertà interpretativa lasciata allo spettatore.

"L’arte di Miró - afferma il curatore Achille Bonito Oliva - ha conservato la dignità del riferimento alla memoria, sottratta ad ogni statica purezza territoriale, ma legata al nomadismo individuale dell’artista.Nomadismo culturale ed ecletticismo stilistico hanno assicurato una mobile identità all’arte di Miró, che riduce le distanze geografiche. [...] L’arte di Miró adotta una contro-realtà costruita con tecniche e materiali adeguati, materializzata in forme consistenti e complesse, la memoria soggettiva diventa il carattere sanguigno che attraversa il sistema circolatorio dell’opera che pulsa di vita propria. La sua arte afferma il diritto alla differenza e promuove la circolazione della memoria individuale, depurata da ogni cascame psicologico e rafforzata dalla consistenza delle proprie motivazioni".


Nocturn catala 1972 - Acquaforte a colori 29,7×47,3 cm - 75 esemplari numerati e firmati a matita dall’artista più XV esemplari numerati in numeri romani denominati H.C. firmati Miró engraver vol.II, Dupin, Lelong Editeur, Paris n. 558

Tra le principali opere esposte, si distinguono le litografie a colori Centenario Mourlot (1953), riferimento fondamentale per la collaborazione tra Joan Miró e la storica stamperia Mourlot; Serie II, blu e rosso (1961), esempio della ricerca cromatica e gestuale di Miró negli anni Sessanta. Los vigias (Les guetteurs) (1964), opera di grande formato e impatto visivo; Midi le trèfle blanc (1968), acquaforte acquatinta a colori, rappresenta la sperimentazione di Miró con le tecniche incisorie, e Oda a Joan Miró (1973), omaggio all’artista e sintesi della sua poetica.

"L’accesa manualità di Miró e la sua curiosità - continua il curatore - sono la risposta a un contesto avviato sempre più verso la riproduzione meccanica non soltanto dell’immagine ma anche del comportamento standardizzato dell’uomo. [...]. L’arte di Miró risponde con la naturalezza dei procedimenti artigianali e con la naturalezza di un linguaggio che asseconda la natura sentimentale del soggetto creativo, il quale cerca forme espressive non paralizzanti ma sempre flessibili ed armoniche con i propri bisogni. All’anemia di una realtà incolore l’artista risponde con la rappresentazione di un’altra malattia, quella dell’esuberanza, attraverso cui compensare la sproporzione quantitativa che lo sovrasta".

Tra le numerose opere, anche riproduzioni di copertine di libri, cataloghi di mostre e copertine di LP illustrate da Joan Miró. La rassegna, che gode del patrocinio del Comune di Napoli, del Consolato di Spagna e dell’Instituto Cervantes e della collaborazione di Lapis Museum, è organizzata da Navigare srl e si svolge con Approvazione delle opere da parte dell'Estate Joan Mirò.

'Joan Miró: per poi arrivare all’anima'
Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, Napoli
Lunedì - venerdì ore 9:30 – 19:30; 
sabato, domenica e festivi: 9:30 – 20:30.

  Scheda evento:
Mostra:
05/12-19/04 BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE, LAPIS MUSEUM, PIAZZETTA PIETRASANTA, 17 – 18, NAPOLI
Joan Miró: per poi arrivare all’anima



Joan Miró Litografo I 1972 - Litografia originale a colori - volume I del catalogo ragionato delle litografie di Joan Miró, 1947 - 1952

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