Elliott Erwitt. FRANCE. Paris, 1989. 50x60 cm. © Elliott Erwitt. Private Collection
28/08/2025 - È aperta fino al 21 settembre 2025, negli spazi di Palazzo Bonaparte a Roma, la mostra “Elliott Erwitt. Icons”, un omaggio visivo e narrativo al fotografo franco-americano scomparso nel 2023. Curata da Biba Giacchetti con l’assistenza tecnica di Gabriele Accornero, l’esposizione presenta una selezione di oltre 80 scatti che ripercorrono una carriera lunga sei decenni, segnata da uno sguardo ironico, disincantato e profondamente umano.
Uno sguardo unico sulla commedia umana
In equilibrio tra satira e tenerezza, Erwitt ha saputo cogliere gli aspetti più intimi e surreali della realtà quotidiana, trasformando attimi apparentemente banali in immagini iconiche. Membro dell’agenzia Magnum dal 1953, ha documentato la storia, la politica, il costume e le emozioni umane con una leggerezza che non rinuncia mai alla profondità. La mostra propone un viaggio visivo tra celebri ritratti, reportage e visioni intime, tutte accomunate da una straordinaria capacità di sintesi espressiva.
Marilyn, Che Guevara e… i cani
Tra i protagonisti del percorso espositivo si ritrovano figure come Marilyn Monroe, Che Guevara, Fidel Castro, Sophia Loren, Nixon e Krusciov, ma anche scene domestiche, istantanee urbane e famosi scatti dedicati ai cani, visti come creature libere e non convenzionali. Erwitt li ritrae spesso dal basso, lasciando in campo solo le zampe e le scarpe dei padroni, e stimolandoli con gesti o suoni per catturarne l’autenticità.
Non mancano gli autoritratti, costruiti come piccoli cortocircuiti tra ironia e autoanalisi, e le immagini più poetiche, come il celebre California Kiss o lo scatto privato della figlia neonata accanto alla madre.
Un’immagine per ogni emozione
Ogni fotografia di Erwitt è una narrazione compiuta, una finestra aperta su un momento irripetibile che sa far sorridere, pensare o commuovere. La mostra non è solo una retrospettiva, ma un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, come suggeriva lo stesso autore: «Una foto meravigliosa può uscire fuori dal nulla, come uno squarcio tra le nuvole».
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