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Esther Stocher e il Ritorno alla razionalità
Le installazioni dell'artista italiana, realizzate solo in nero, grigio e bianco, sono proiezioni tridimensionali dei suoi quadri
Autore: cecilia di marzo
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Foto Courtesy Mattia Mognetti Foto Courtesy Mattia Mognetti
06/05/2022 - La Galleria 10 A.M. ART di Milano ospita fino al 27 maggio 2022 la mostra dell’artista italiana Esther Stocher dal titolo “Ritorno alla razionalità”.

Il lavoro di Esther Stocker consiste in installazioni e dipinti realizzati in una prospettiva astratta e geometrica. Le installazioni dell'artista sono proiezioni tridimensionali dei suoi quadri, realizzate solo con tre colori: nero, grigio e bianco.
Esther Stocker rompe i generi dell'arte enfatizzando la relazione tra dipinti e installazioni. La sua ricerca si concentra sulla visione e la percezione dello spazio in un approccio contemporaneo, influenzato dalle nuove tecnologie.
Esther Stocker parla del suo lavoro: In qualche modo desidero che le forme diventino autonome dalle nostre aspettative. Noi siamo come “costretti” dalle cose che conosciamo e questa condizione può restringere lo spazio che diamo all’immaginazione. Io, invece, sto cercando dei punti indefiniti, vacanti, “aperti” e liberi. La mia è come una tecnica che persegue il distaccamento da un ordine.
Con il concetto delle forme libere volevo indicare anche un desiderio, un’idea. Ci sono strutture che hanno un carattere aperto, libero, perché gli elementi presenti in esse non si uniscono logicamente e quindi non danno mai un insieme coerente. Questo per me è il potenziale della forma libera: qualcosa di incompleto che può essere visto come una “tendenza”, ma che non arriverà mai al termine.

“L’irrazionale che oggi si manifesta nella nostra società non è semplicemente una distorsione legata alla pandemia provocata dal coronavirus, ma ha radici socio-economiche molto più profonde e lontane” spiega il critico e curatore d’arte contemporanea Angel Moya Garcia.
 L’irrazionale ha infiltrato storicamente e ciclicamente il tessuto sociale dando origine a una irragionevole disponibilità a credere a superstizioni premoderne, pregiudizi antiscientifici, teorie infondate e speculazioni complottiste. La negazione dell’esistenza del covid o la credenza nella pericolosità dei vaccini si intrecciano senza soluzione di continuità con il terrapiattismo, la messa in discussione dell’11 settembre e dello sbarco dell’uomo sulla Luna o la teoria che vede il 5G come uno strumento sofisticato per controllare le persone. Una fuga nell’irrazionale che potremmo ipotizzare come l’esito di aspettative soggettive insoddisfatte o come ricerca di coordinate di riferimento in grado di fornire spiegazioni davanti ad eventi ipoteticamente avvolti in un’incertezza causata dallo scetticismo a priori verso qualunque sistema.
 
Tuttavia, le teorie complottiste e irrazionali non solo diventano una piena violazione del rasoio di Occam, il principio per cui la spiegazione più semplice è da preferire, ma soprattutto si trasformano in visioni o letture di determinati eventi in cui la razionalità è assediata da deviazioni cognitive, post verità, faziosità e mancanza di fiducia nelle istituzioni che dovrebbero analizzare i fatti e offrire una versione condivisa della realtà. Una razionalità che può emergere, scevra da evasioni forzate o strumentalizzate, solo da una comunità di persone che ragionano e che individuano i reciproci errori, come sostiene lo psicologo cognitivo Steven Pinker, attraverso una ricerca costante e un impegno cospicuo verso l'obiettività, la neutralità e la verità.
 
In questo contesto si inserisce la mostra “Ritorno alla razionalità” di Esther Stocker in cui l’artista evidenzia ancora una volta la sua attrazione per i paradossi formali, gli “errori” e le deviazioni nell'equilibrio ottico. Sebbene in passato la sua ricerca volesse spesso difendere o sottolineare i concetti di anarchia, irrazionalità o libertà nei sistemi fissi o troppo rigidi, l’attualità l’ha portata a interrogarsi sulla necessità di ritornare a una certa forma di razionalità. In quest’ottica, la mostra presentata negli spazi della Galleria 10 A.M. ART di Milano si configura attraverso un’installazione ambientale al piano principale e una serie di dipinti e sculture nel piano inferiore in cui una successione di elementi di disturbo e interferenze sfidano e interrogano i limiti dell’ordine, della regolarità percettiva e della responsabilità di ogni singolo individuo all’interno di una collettività.
 
Un progetto che si articola come un sistema di aperture, di forme che vogliono affermare una certa cadenza assestata, normalizzata, inattaccabile e oggettiva che viene sovvertita dall’intrusione di distorsioni minime. Un sistema teoricamente perfetto, ma invaso da imperfezioni, di modifiche delle aspettative, in cui la logica, l’intuizione, il rigore e la fantasia, inerenti al metodo matematico, diventano categorie indissolubili. L’insieme costituito da moduli eternamente ripetitivi crea una scansione visiva apparentemente ordinata, alla quale l'artista aggiunge anomalie, eccezioni che attirano l’attenzione per generare un ritmo che ci ricorda come la percezione soggettiva di un sistema più ampio possa definirsi, tuttavia, solo attraverso una reciprocità e un consenso condiviso di intenti, visioni e obiettivi.
 
L’astrattismo e la geometria che caratterizza il lavoro di Esther Stocker vengono proiettati attraverso due binari paralleli che si congiungono. Nell’installazione, come un dipinto spaziale o come uno spazio pittorico che si dilata, mentre nei dipinti e nelle sculture come una sintesi statica che si concentra. Il distaccamento da un ordine, le forme libere intese come desiderio, il ruolo dell’immaginazione, la logica aperta, l’ambiguità e l’incertezza di un sistema, la precisione matematica e la relativa rottura, così come la consapevolezza di voler mettere in discussione gli elementi che conosciamo e che diamo per assodati, conformano un contesto di dibattito che apre determinati interrogativi. Un tentativo di mettere in dubbio i principi seguiti e accettati come dogmi, alla ricerca di un nuovo paradigma, che possa riordinare, come nel processo scientifico, la nostra conoscenza della realtà in cui viviamo, senza cadere nella costante fuga verso l‘irrazionale che contraddistingue l’attualità".

  Scheda evento:
Mostra:
24/03-27/05 GALLERIA 10 A.M. ART, MILANO
ESTHER STOCHER. RITORNO ALLA RAZIONALITÀ



Foto Courtesy Mattia Mognetti


Foto Courtesy Mattia Mognetti


Foto Courtesy Mattia Mognetti


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