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A Milano il primo borgo residenziale capace di produrre alimenti per la comunità
DFA Partners firma 'Forrest in Town', un complesso abitativo con tecnologia idroponica nell’ex cascina Galbani
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13/11/2020 - DFA Partners presenta FORREST IN TOWN, il primo borgo residenziale di Milano dotato di tecnologia idroponica.
Un ulteriore passo in avanti per una nuova configurazione dei centri urbani con un ridotto impatto ambientale, infatti il progetto sarà il primo complesso abitativo a produrre alimenti per la comunità residenziale.

Forrest in Town (dall’inglese “forest”, foresta, e “for rest”, per riposo) è un progetto del Gruppo Building azienda torinese specializzata in luxury real estate e recupero storico, general contractor, investitori e azionisti di maggioranza del progetto, in collaborazione con REMI.

Forrest in Town, infatti, nasce dalla volontà di creare un complesso residenziale non solo verde e sostenibile, ma in grado di avere anche una propria autosufficienza produttiva alimentare avvalendosi delle avanzate tecnologie di coltura fuorisuolo. L’innovazione è tale da innescare un cambiamento nella configurazione urbana, portando all’interno delle realtà abitative poli di produzione a bassissimo impatto ambientale.
Il progetto è un’importante operazione di riqualificazione che si inserisce nel programma del recupero delle periferie cittadine, con la nuova destinazione d’uso di un’ex area produttiva nel quartiere Barona, l’ex Cascina Galbani - che ricopre l’estensione del grande impianto rurale preesistente.

Forrest in Town inverte così la tendenza contemporanea alla verticalità a favore di uno sviluppo orizzontale in un susseguirsi di spazi privati, interni ed esterni, e di spazi di condivisione come il grande polmone verde di circa 6000 mq al suo interno, una vera oasi lussureggiante protagonista del progetto, caratterizzato da un’ampia varietà botanica.
Qui affacciano tutti gli edifici, che non superano i tre piani fuori terra e che propongono diverse soluzioni abitative per 10.000 mq complessivi.
Le strutture sono realizzate perseguendo i criteri della bioedilizia e del contenimento energetico, per un’impronta green ed ecologica. Le parole chiave sono energia pulita, e sostenibilità che si traducono in massima efficienza in materia di consumi energetici, costi di manutenzione contenuti, riduzione drastica dell’inquinamento sonoro, confinato nei locali tecnici interrati, e reimpiego delle acque di pozzo per le aree verdi. Si tratta di soluzioni innovative che coniugano benessere e sobrietà, esempio concreto di attenzione ad una vivibilità quotidiana urbana a misura d’uomo.

Un complesso residenziale completo pensato per soddisfare indoor tutte le necessità dei residenti, con ampi spazi dedicati alla produzione alimentare e all’attività sportiva il tutto situato al di sotto del parco.
Proprio qui sarà collocata anche l’area di coltivazione fuori suolo – che avviene in ambienti protetti e controllati – un locale di 250 mq dove saranno prodotti vegetali baby leaf e ortaggi ad uso esclusivo dei condomini. Uno scenario futuristico che, avvalendosi di un know how altamente specializzato, permetterà di avere ciclicamente verdura fresca coltivata con un ridottissimo impatto ambientale, senza uso di pesticidi e con un apporto nutritivo maggiore.











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Commenti per questa notizia
TINTORIA BIELLA FABBRINI SERGIO
SPENDIDA IDEA AVANTI TUTTA.
alberto
si francamente imbarazzante il progetto. Luxury Living alla Barona??
Tommaso
Ok, ma quindi? In cosa consiste il progetto?
vabbè, una notiziola e basta, un po' di fumo negli occhi e basta: non mi permetto di criticare il progetto, ma il modo di farne notizia si. Vediamo un palazzotto con finiture di lusso ma del concetto sotteso al progetto in sè non si vede niente. Cambiamo le foto con qualsiasi altro render più o meno recente e non cambia alcunchè; togliamole del tutto ed ancora non cambia niente. Sicchè mi domando: è un articolo relativo ad un progetto di architettura o un annuncio pubblicitario immobiliare? Non ho niente contro questi ultimi ma preferisco la sincerità.

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