SPECIALE MILANO DESIGN WEEK
SPECIALE MAISON&OBJET
SPECIALE LONDON DESIGN FESTIVAL
SPECIALE IMM COLOGNE
INTERVISTE - DESIGN TALKS

John Richmond

Il riuso dei bassi dell'ex convento dei Gesuiti a Noto
Continuità materica e valorizzazione dell'esistente nel progetto di morana+rao architetti
segnala ad un amico | versione stampabile
Dimensione testo  

23/04/2020 - Corso Vittorio Emanuele a Noto (SR) è l'asse principale su cui si affacciano i più prestigiosi edifici e chiese del settecento e tra questi, con un prospetto di lunghezza pari a poco più di 100 metri, l'imponente corpo di fabbrica del ex convento dei Gesuiti progettato da Rosario Gagliardi, protagonista indiscusso della ricostruzione di Noto e di molte città della Val di Noto. 

L'intervento dello studio Morana+Rao architetti riguarda l'interno di uno dei tanti bassi che compongono il piano terra del grande edificio ed ha come strategia progettuale quella di risolvere il complesso programma dell'attività di ristorazione valorizzando le qualità e le caratteristiche dello spazio architettonico esistente.

Un lungo banco, rivestito in pietra calcarea locale, organizza lo spazio e accoglie le attrezzature per lo svolgimento dell'attività e i posti a sedere per un “tavolo sociale”.
Le grandi lastre in pietra levigata, che dal pavimento si estendono sulle pareti fino all'altezza d'imposta della volta a botte, opportunamente distaccate dai muri perimetrali dell'edificio, formano un'intercapedine utilizzata per il passaggio degli impianti preservando così l'importante edificio storico. La scelta dell'utilizzo della pietra locale come materiale di rivestimento è dettata dalla volontà di stabilire una continuità materica tra il nuovo involucro interno e il soffitto voltato dell'edificio, differenziandolo per finitura.

Il grande volume in ferro ossidato, disposto in maniera baricentrica, contiene al suo interno i servizi e gli impianti a supporto dell'attività e disimpegna la cucina dalla sala del ristorante. Questo per la sua matericità e misura stabilisce un rapporto con l'esistente valorizzando la dimensione e l'importanza dello spazio settecentesco.
Il posizionamento centrale di pochi ed importanti elementi, permette di liberare le pareti perimetrali evitando di interferire con la lettura dello spazio. Tutti gli elementi di arredo e d'illuminazione sono stati progettati e realizzati artigianalmente seguendo la stessa strategia progettuale.


  Scheda progetto: Riuso dei bassi dell'ex convento dei Gesuiti
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
Foto Francesco Caristia
Vedi Scheda Progetto
morana+rao architetti
Vedi Scheda Progetto


Consiglia questa notizia ai tuoi amici

ULTIME NEWS SU CASE & INTERNI
29.05.2026
Una suite galleggiante ridefinisce il lusso slow sull’acqua
29.05.2026
Palazzo Grazioli a Roma accoglie la nuova sede della Stampa Estera
28.05.2026
Casa nel Borgo, una residenza contemporanea nel tessuto medievale di Longiano
� le altre news

  Scheda progetto:
morana+rao architetti

Riuso dei bassi dell'ex convento dei Gesuiti

 NEWS CONCORSI
+07.05.2026
Premio Giacomo Venturi 2026: promuovere la rigenerazione urbana sostenibile nella città di Bologna
+06.05.2026
Premio Architettura Toscana 2026: prorogata la scadenza
+05.05.2026
Posterheroes 2026: progettare l’umano nell’era degli algoritmi
+05.05.2026
Premi IN/ARCHITETTURA 2026: meno di un mese alla chiusura
+30.04.2026
AWARE. Architecture With an Approach of Regeneration and Empowerment
tutte le news concorsi +

extra_riflessi
John Richmond
Condizioni generali | Informativa PrivacyCookie  | Note Legali | Contatti/Assistenza | Lavora con noi | Pubblicità |  Rss feed
© 2001-2026 Edilportale.com Spa, P.IVA 05611580720 n°iscrizione ROC 21492 - Tutti i diritti riservati
Iscritta presso il Tribunale di Bari, Num.R.G. 1864/2020 © Riproduzione riservata