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Morto Adolfo Natalini. Addio ad uno dei padri dell’architettura radicale
Il ricordo di Boeri: "autore instancabile di un pensiero creativo dirompente"
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23/01/2020 - Si è spento oggi a Firenze Adolfo Natalini, architetto e fondatore del gruppo Superstudio (con Cristiano Toraldo di Francia, Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris, con Alessandro Poli tra il 1970 e il 1972). 

Il collega Stefano Boeri lo ricorda su facebook come "un autore instancabile di un pensiero creativo dirompente. Nel 1966, con Cristiano Toraldo di Francia e altri amici fondò Superstudio, innestando la cultura Pop nell’architettura e perturbando l’Accademia italiana del progetto: da allora nulla fu più lo stesso. Firenze, la cultura italiana e la creatività del mondo ne piangono la scomparsa".

Il cordoglio di Ordine e Fondazione Architetti Firenze: “Con Adolfo Natalini se ne va un pezzo di storia di Firenze e dell'architettura italiana. In questo momento di dolore ci stringiamo attorno alla sua famiglia e alle tantissime persone che ne stanno piangendo la scomparsa”: 
“Il suo lavoro e le sue visioni hanno segnato e influenzato profondamente un'epoca, che è stata un momento di fermento e innovazione per la storia dell'architettura – aggiunge il Consiglio di Ordine e Fondazione Architetti Firenze – il nostro pensiero va ai suoi familiari e ai suoi cari”.



Nato a Pistoia nel 1941, dopo un’esperienza pittorica, che si rifletterà nel suo costante uso del disegno, si laurea in architettura a Firenze nel 1966 diviene insieme ai suoi compagni un esponente della cosiddetta “architettura radicale”, una delle avanguardie più significative degli anni ‘60 e ‘70.
Visionaria, utopica, ludica, disobbediente. Mezzo secolo fa l’architettura Radicale irrompeva sulla scena internazionale mossa dalla profonda necessità di mettere in crisi il concetto stesso di Architettura attraverso performance urbane e cortocircuiti operativi che univano utopie concettuali e tecnologie all’avanguardia.



Nato nell’alveo della facoltà di Architettura di Firenze, il progetto Superstudio esprimeva uno spirito di sovversione e un’ironia tagliente scagliata contro i pregiudizi di una società conservatrice, divennero portatori di una "radicalità" concettuale e ideale, con lo scopo di liberare l’individuo, modificare l’ambiente, intervenire nella materia stessa della realtà, plasmandone nuove prassi creative.


© Copertina del numero 367 della rivista Casabella del luglio 1972, Alessandro Mendini, in occasione della mostra italiana "Il nuovo paesaggio domestico" di Emilio Ambasz al MoMA di New York. 


I progetti del Superstudio (1966-86) sono apparsi in pubblicazioni e mostre in tutto il mondo e sue opere fanno ora parte delle collezioni di musei come il Museum of Modern Art New York, Israel Museum Jerusalem, Deutsches Architekturtmuseum Frankfurt am Main, Centre Pompidou Paris. Tra le pubblicazioni: “Superstudio 1966-82 – Storie Figure Architettura”, (Electa Firenze 1982), “Superstudio & Radicals”, (Japan Interior Inc. Tokyo 1982), “Superstudio Life without objects” (Skira Milano 2003).


© Superstudio, Monumento Continuo (1969)


Dal 1979 Adolfo Natalini ha iniziato una sua attività autonoma e si è concentrato sul progetto per i centri storici in Italia e in Europa, ricercando le tracce che il tempo lascia sugli oggetti e sui luoghi e proponendo una riconciliazione tra memoria collettiva e memoria privata.

Tre le sue opere: i progetti per il Römerberg a Francoforte e per il Muro del Pianto a Gerusalemme, la banca di Alzate Brianza, il Centro Elettrocontabile di Zola Predosa, la casa in Saalgasse a Francoforte, il Teatro della Compagnia a Firenze, il Museo dell'Opera del Duomo, sempre a Firenze.

© Antonio Quattrone, courtesy of Museo dell'Opera del Duomo


Tra le pubblicazioni: “Figure di pietra” (Electa 1984), “Adolfo Natalini - Architetture raccontate” (Electa 1989), “Il Teatro della
Compagnia”
(Anfione Zeto 1989).

Professore ordinario presso la facoltà di Architettura di Firenze, membro onorario del BDA (Bund Deutscher Architekten) e del FAIA (Honorary Fellow American Institute of Architects), accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e dell’Accademia di San Luca.
 

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Commenti per questa notizia
Nicola Giorgetti (architetto)
Mi è spiaciuto molto leggere questa notizia. Era un ottimo professore: faceva delle lezioni che erano delle performance, un misto di trasferimento di nozioni del mestiere, teoria, cultura ed entusiasmo. Molti gli aneddoti che ricordo così come le chiaccherate, visto che era una persona sempre disponibile al confronto e curiosa di conoscere le esperienze altrui. Era un instancabile disegnatore, sempre col taccuino e la penna a china in tasca. Ci sono state altre occasioni successive al corso e all'esame di parlarci; l'ultima casualmente ormai alcuni anni fa in Versilia, quando mi diceva che ormai preferiva lavorare all'estero... lui che era un Architetto con la A maiuscola. Non amava le archistar che realizzano 10 progetti all'anno perché, pensava, che quel modo di operare fosse un dispetto alla professione che per farla in tal modo esigeva studi smisurati con uno stuolo di professionisti quasi sempre sottopagati. Credo che sarà necessario che la cultura architettonica e gli storici divulgatori lo studino perché, partendo dalla natura e dalla sua reinterpretazione, sapeva trarne forme classiche e di assoluta poesia nel rispetto di una funzione da assicurare ad una architettura sempre solida. Per certi versi l'erede di Michelucci, guarda caso entrambi di Pistoia e fiorentini d'adozione.
silvia
Anni '90 Prof Natalini entra in classe formata da 200 persone e inizia la lezione; proietta diapositive e davanti ad un'immagine si ferma e commenta: "la qualità dell'architettura è inversamente proporzionale al numero dei nani presenti nel giardino". Grazie
umberto mario librandi
Ho studiato a Firenze negli anni in cui A.Natalino era il punto di riferimento culturale. Una perdita incommensurabile.
Stefano Murgo Architetto
E' stato presidente della commissione alla mia tesi di laurea nel 1982 partecipando attivamente e proficuamente alla discussione! E' stato per me un onore . Grazie maestro.
Claudio Poppi Architetto
L'ho avuto professore di disegno e rilievo prima e composizione architettonica poi, e ho avuto la fortuna e l'onore di averlo come relatore alla mia tesi laurea: mi ha portato al massimo dei voti e alla lode. Maestro esigente, sagace e di raro spessore artistico e culturale. Creativo, imprevedibile e a volte burbero ma di animo profondamente umano, disponibile e gentile. Un prezioso riferimento e indimenticabile faro professionale. Addio Adolfo.
Rita Torchi
Resterai sempre nel mio cuore. Sei stato un grande Maestro per me, illuminato, ironico e pieno di fascino. Non scordero' mai le tue emozionanti lezioni. Mancherai tanto
Maurizio Gattabuia Architetto
Mi sono laureato presso l' università di architettura di Roma molti anni fa. Mi sono innamorato delle sue architetture, dei suoi disegni e dei suoi racconti in soggettiva. Un grande maestro ahimè poco valorizzato in Italia. Grazie per tutto ciò che ci ha lasciato.
Damiano Gross
Con il prof. Adolfo Natalini ho fatto due esami (arredamento e progettazione) con lui come relatore ho fatto la tesi di laurea. Il suo esempio mi ha guidato e, se c'è qualcosa di buono nel mio essere architetto è soprattutto grazie a lui......era colto, dirompente, gran disegnatore, ottimo professore, una guida nel panorama architettonico fiorentino e architetto di livello internazionale. Grazie, un ricordo commosso.
Arch. Maurizio Gianfelici
Caro amico dal 1973, ricordo la fantastica intuizione di Giovanni Klaus Kening quando tutti…....
bartolomeo
un grande nel panorama dell'architettura contemporanea fu presidente di commissione della mia laurea in architettura anno 1984 Firenze , Grazie
Orazio Grimaldi Architetto
Addio Professor Natalini. . . Diedi due esami. Firenze "anni ottanta". Esperienze altamente formative e appassionanti. Rivedere le sue firme sul libretto universitario che conservo oggi mi emoziona particolarmente....
Pietro Paolo Gesi Architetto
Notizia non passata inosservata, principalmente come Architetto ma anche personalmente perchè suo allievo nella materia di Disegno e Rilievo, presso la facoltà di Architettura di Firenze nell'anno accademico 1983/84. Condoglianze per tutti i suoi cari.
paolo sordi
è stato mio insegnante per l'esame di plastica ornamentale alla facoltà di architettura, illuminante, appassionante, un maestro.

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