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Edoardo Tresoldi in 'Simbiosi' con Arte e Natura
Una rovina sospesa tra architettura, natura e dimensione temporale
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© Roberto Conte © Roberto Conte

20/09/2019 - Il 15 settembre Edoardo Tresoldi ha presentato “Simbiosi”, la sua nuova opera site-specific per il parco artistico Arte Sella, in Trentino. Qui, da oltre trent’anni, Natura e Arte si intrecciano grazie a opere di artisti e architetti di fama internazionale tra cui Michele De Lucchi, Ettore Sottsass, Giuliano Mauri, Eduardo Souto de Moura e Kengo Kuma.

Gravemente danneggiata dalla tempesta dello scorso inverno Arte Sella è riuscita a rialzarsi e a ricostruire gran parte delle opere e dei sentieri, riaprendo al pubblico in primavera.

La ricerca di Tresoldi sulla percezione esperienziale dello spazio e sul rapporto con gli elementi del paesaggio prosegue nel parco trentino con una compenetrazione scultorea tra architettura e natura.

“Simbiosi” si pone come un’opera di svolta nel percorso dell’artista italiano che per la prima volta ibrida la trasparenza della Materia Assente (Absent Matter), espressa attraverso la rete metallica, con la materialità delle pietre locali.

Interamente aperta verso il cielo e alta 5 metri, l’opera compone uno spazio di sosta e contemplazione, una rovina sospesa tra architettura, natura e dimensione temporale.

L’installazione sembra sfidare la forza di gravità, come un corpo in sospensione che levita tra coscienza e incoscienza, tra mondo materiale e immateriale. Un organismo vivo, permeabile, ma intimo, un canale emotivo di comunicazione con la natura.
A differenza della rovina “convenzionale”, definita da un processo di deterioramento, qui questa viene ricostruita con regole fisiche insolite in cui è il disegno dell’artista a intervenire nella sua conformazione.
La Materia Assente incarna infatti la struttura mentale che tenta di definire e trattenere il peso della materia, dandole forma razionale.

“Simbiosi” è una chiave di lettura con cui scoprire il paesaggio circostante attraverso le connessioni volute tra elementi architettonici e naturali, il cui continuo gioco di rimandi definisce estetiche, significati e logiche della scultura.

Gli archetipi architettonici, attraverso cui Tresoldi racconta gli elementi del paesaggio, diventano questa volta il canale attraverso cui interpretarli. Se l’attrazione umana per la rovina, secondo François René de Chateaubriand, nasce da «une conformité secrète» tra l’architettura distrutta e la transitorietà della nostra esistenza, nella poetica di Tresoldi viene intesa non come la manifestazione di un’umanità vincente, come l'architettura monumentale, ma come quella della fragilità umana.

“Simbiosi” risponde alla volontà di analizzare qualcosa che si desidera conoscere. L’opera oscilla tra dimensione terrena e spirituale; incarna la primordiale vocazione umana di fondersi con l’elemento naturale e contemporaneamente di interpretarlo, di farsi paesaggio e di rappresentarlo secondo i codici che gli appartengono.

Scolpita dal paesaggio circostante, “Simbiosi” vive e respira il profondo legame con Arte Sella che ha subito l’azione trasformativa della natura: la stessa collina dove sorge l’installazione non sarebbe esistita se non ci fosse stata la tempesta. La natura inoltre, con il suo lento crescere, definirà una nuova, ulteriore architettura: come le altre opere, l’installazione diventerà parte del tessuto di Arte Sella e si fonderà con il parco.


  Scheda progetto: Simbiosi
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Commenti per questa notizia
anna maria
meraviglioso
Vittoria Marinoni
Complimenti. E' di una bellezza commovente.

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