07/11/2014 - Ventidue opere inedite, scelte da Vera e Fausto, figli di Aldo Rossi, per illustrare al pubblico un lato più privato, e allo stesso tempo strettamente connesso con il lavoro di progettista e designer, storico e teorico dell’architettura. La Galleria milanese Antonia Jannone ospita la mostra 'Aldo Rossi. Autobiografia poetica' dal prossimo 12 novembre.
La vita quotidiana del maestro è raccontata attraverso disegni realizzati a grafite, matite colorate, pastello, penna, pennarello, inchiostro e acquerello, dal 1974 al 1996 circa. Rossi diceva: “La mia più importate educazione formale è stata l’osservazione delle cose; poi l’osservazione si è tramutata in una memoria di queste cose. Ora mi sembra di vederle tutte disposte come utensili in bella fila; allineate come in un erbario, in un elenco, in un dizionario”.
Antonia Jannone, la cui collaborazione con l'architetto comincia alla fine degli anni Settanta, riscopre proprio gli aspetti più personali e poetici della vita del maestro nelle cose grandi e piccole, ma anche passioni e tormenti, grazie al supporto prezioso della Fondazione Aldo Rossi.
Gli episodi della vita privata si mescolano così alle riflessioni sull'architettura: da caffettiere a orologi, da vasi a figure animali, fino ad arrivare alla scrittura, ai viaggi, ai progetti.
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