Gabriele Basilico, La Borsa, Trieste, 1996
24/01/2014 - Apre oggi i battenti la mostra 'Il Paesaggio Italiano. Fotografie 1950 – 2010' , allestita negli spazi del Museo di Roma in Trastevere, per raccontare al pubblico sessant'anni di storia del paesaggio italiano con la fotografia. 134 scatti, realizzati dai più noti maestri, (da Berengo Gardin a Basilico a Ghirri), illustreranno l'approccio delle diverse scuole di pensiero alle quali i fotografi appartengono, dai pittorialisti ai neorealisti, fino ai paesaggisti.
Un racconto ma anche un viaggio alla scoperta del territorio italiano: basti pensare ai luoghi 'mappati' da Paolo Monti. Negli anni Sessanta maestri come Mario Giacomelli e Ugo Mulas immortalano un paesaggio strettamente legato alla letteratura, mentre con Franco Fontana torna ad assumere sembianze rinascimentali.
Al termine degli anni Sessanta Guido Guidi è il pioniere dei paesaggi marginali, preludio di quelle che sarebbero divenute le problematiche attuali dei non luoghi; negli anni Settanta lo stesso Guidi, insieme con Luigi Ghirri, intraprende il famoso nuovo viaggio in Italia, che inaugura una nuova scuola di pensiero della fotografia, che diventa strumento per cogliere la bellezza del paesaggio Mediterraneo nelle dimensioni urbana e culturale (tra gli autori coinvolti Giuseppe Leone, Ferdinando Scianna, George Tatge, Gabriele Basilico, Mario Cresci, Olivo Barbieri, Luca Campigotto, Gianantonio Battistella, Vittore Fossati, Andrea Abati, Marco Zanta).
La mostra si conclude con la visione contemporanea del paesaggio oramai frammentato, quindi con le immagini scattate da Massimo Vitali, Moreno Gentili, Cristina Omenetto, Giovanni Gastel, Marco Signorini, Marco Campanini, Maurizio Montagna, Samantha Banetta, Marco Citron, Luciano Gaudenzio, Massimo Siragusa, Miranda Gibilisco, Maurizio Chelucci e Maurizio Galimberti.
Dopo la tappa romana, che prosegue fino al prossimo 20 aprile 2014, la retrospettiva si sposterà prima in Croazia, a Zagabria, e poi in Slovenia a Lubiana.
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