11/12/2008 – Ancora pochi giorni per visitare “ Exposição Arquitetura e Liberdade”, mostra dedicata al genio e all’architettura di Oscar Niemeyer. Sede dell’evento, che terminerà il prossimo 14 dicembre, il padiglione America Latina della Mostra d'Oltremare di Napoli.
Protagoniste dell’esposizione, le opere ideate dal “mago delle curve” nel corso della sua lunga carriera (il prossimo 15 dicembre Niemeyer compirà 101 anni), raccontate attraverso i bellissimi scatti di Robson Oliveira, Mimmo Jodice, Francesco Jodice e Paolo De Stefano. Nato il 15 di dicembre del 1907 a Rio de Janeiro, allievo di Le Corbusier, Niemeyer si è meritato il titolo di “pioniere” dell’architettura funzionalista. Recano la sua firma i più importanti edifici di Brasilia che, costruita dal nulla tra il 1957 e il 1963, appare oggi come un museo a cielo aperto dei suoi più importanti progetti.
La mostra, a cura di Francesco Lucarelli, si articola su un’area pari a 1000 metri quadri, disponendo di cinque aree espositive disposte secondo un criterio cronologico. A disegnare l’allestimento, Gianluca Marangi. Una luce azzurra avvolge le immagini fotografiche, pervase dalla fierezza e dalla poesia dell’architettura del maestro, sottolineandone la carica sociale, urbanistica ed estetica.
Continua a far parlare di sé il progetto per l’ Auditorium di Ravello (a cui è dedicata una sezione della mostra); opera d’arte moderna la cui difficile collocazione finale (quella della costiera amalfitana, disseminata com’è di edifici di origine classica o medievale) ha costituito una sfida avvincente per il progettista sudamericano. Affascinano e fanno discutere le linee curve predominanti nel progetto di Niemeyer, che dalla morfologia della zona ha tratto spunto, affermando: “Non è l’angolo retto che mi attrae, e nemmeno la linea retta, dura, inflessibile creata dall’uomo. Ciò che mi attrae è la curva libera e sensuale. La curva che incontro nelle montagne del mio paese, nella donna preferita, nelle nuvole del cielo e nelle onde del mare. Di curve è fatto tutto l’universo. L’universo curvo di Einstein.”
Ultima fatica dell’instancabile maestro, il disegno della torre alta 170 metri pensata per il centro di Brasilia e subito ribattezzata dai media come la “Torre Eiffel di Brasilia”. Stupisce e incanta Niemeyer, proprio secondo quel motto che, per sua stessa ammissione, lo ha sempre guidato nel lavoro: “Creare sorpresa, spavento ed emozione”.
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