06/04/2007 – Da oggi, 6 aprile 2007, parte la VI edizione di FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma. Il tema di questa edizione è "Questione italiana" e nasce dal desiderio di “esplorare i territori della fotografia contemporanea, analizzare prospettive, spazi e opportunità in un panorama di grandi cambiamenti”. Ne risulta "una sorta di censimento della fotografia italiana contemporanea che viene presentato nel corso di due mesi di programmazione. 160 esposizioni, 30 produzioni e anteprime, tra cui 21 mostre collettive, oltre 500 fotografi partecipanti, circa 100 curatori, 90 location e decine di progetti speciali e proiezioni”.
Tra gli eventi organizzati c’è anche ‘Ereditare il paesaggio’, la mostra fotografica sui mutamenti del paesaggio italiano attraverso la lente di sette grandi fotografi che hanno contribuito a ridefinire i canoni della ricerca estetica sul paesaggio e che in quest’occasione si confronteranno con i loro “eredi”.
«La rilettura del paesaggio, ha rappresentato, fin dall’esperienza di «Viaggio in Italia», mostra e libro voluti e coordinati da Luigi Ghirri, Gianni Leone ed Enzo Velati nel 1984, uno degli aspetti più interessanti e innovativi della fotografia italiana. La generazione di autori cresciuti attorno a questa esperienza ha utilizzato la fotografia per interrogare e interrogarsi sui mutamenti che stavano avvenendo sul territorio. Le loro immagini hanno constatato la frantumazione del paesaggio, il proliferare delle architetture senza qualità e progetto, l’espandersi incontrollato delle città e creato una sintassi che non evidenziava la denuncia ma prendeva principalmente atto dei mutamenti in corso, di una realtà «quotidiana» e vicina in diretto rapporto con il loro essere fotografi e interpreti. Oggi il passaggio dalla prima alla seconda modernità ha messo in discussione definizione e riconoscibilità del paesaggio stesso. Una nuova generazione di fotografi si trova a dover fissare e interpretare il senso di quanto sta accadendo. In questo panorama ritrovare il paesaggio e documentarlo è in molti casi un’operazione concettuale il cui valore diventa più chiaro se messo in relazione con il solido lavoro di documentazione e interpretazione della generazione precedente.
Ereditare il paesaggio vuole quindi essere «luogo» di confronto e di dialogo tra generazioni e linguaggi. Il progetto ha avuto inizio con l’invito di sette autori (Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramente, Guido Guidi, Mimmo Jodice e Massimo Vitali) che, con la continuità del loro lavoro, hanno contribuito a definire gli strumenti di una nuova ricerca sul paesaggio contaminando i confini tra arte, sociologia, urbanistica e fotografia. A ognuno di loro é stato chiesto di indicare due autori più giovani che sancissero una sorta di metaforico passaggio di testimone.
Olivo Barbieri ha indicato Tancredi Mangano e Maurizio Montagna;
Gabriele Basilico: Claudio Gobbi e Claudio Sabatino;
Vincenzo Castella: Alessandro Cimmino e Salvatore Porcaro;
Giovanni Chiaramonte: Ricardo Francone e Franco Mascolo;
Guido Guidi: Enrico Benvenuti e Andrea Pertoldeo;
Mimmo Jodice: Marco Trinca Colonel/Cosimo Pichierri e Stefano Snaidero;
Massimo Vitali: Marco Campanini e Domingo Milella.
Quattordici autori che creano una visione composita di intenti e stili, un magma di stimoli che testimonia, fra continuità e fratture, la ricchezza delle possibilità di rappresentare e immaginare il paesaggio contemporaneo».
La mostra, realizzata con il sostegno del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e con il supporto tecnico di Unifor, è stata curata da Giovanna Calvenzi e Maddalena d'Alfonso.
Per tutte le informazioni sulle iniziative in programma visita il sito ufficiale del Festival.
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