- ‘Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna’, l’associazione dei laboratori e dei centri, a distanza di qualche mese dalla sua formalizzazione come sta procedendo nel settore Edilizia e Materiali per Costruzioni?
“Direi senz’altro bene, considerando che sono strutture in fase di start up, ma già molto vitali. Lo dimostra fra l’altro la scelta spontanea dei laboratori e dei centri che operano per questa filiera di mettersi in rete e di collaborare per valorizzare le competenze specifiche e metterle in sinergia. In questo modo si sono anche presentati all’evento “Research To Business†(organizzato da BolognaFiere in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna per promuovere la valorizzazione industriale dei risultati della ricerca) come cluster delle costruzioni.
Nel complesso è stata avviata una attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico per la filiera delle costruzioni, pari a oltre 5,5 milioni di Euro, e sono numerose le iniziative a carattere dimostrativo rivolte alle imprese, i progetti pilota, le attività di ricerca che sono già in cantiere. Dai due laboratori, Larco e Cecerbench, sono inoltre stati assunti 10 giovani ricercatori che si dedicano a tempo pieno a questa attività in collaborazione con i ricercatori universitari già coinvoltiâ€.
- Una rete di strutture espressamente dedicate alla ricerca industriale e al trasferimento Tecnologico. Concretamente come si ripercuote sull’impresa?
“Le imprese possono più facilmente commissionare ricerche, oppure chiedere di utilizzare laboratori, attrezzature e personale o, infine, chiedere formazione e trasferimento di conoscenze. In molti casi le imprese hanno anche aderito ai programmi dei laboratori, sia come partners, sia come sponsors, perché hanno ritenuto comunque importante promuovere una attività di ricerca super partes di interesse per il miglioramento tecnologico del settore. Il settore delle costruzioni ha davanti importanti sfide per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico, la funzionalità domestica, e per questo le imprese di costruzioni e di progettazione edilizia hanno sempre più bisogno di avere collegamenti con il mondo della ricercaâ€.
- Ricerca industriale, trasferimento tecnologico e Risorse umane: come si evolve questo rapporto in Emilia Romagna?
“Le risorse umane sono l’aspetto fondamentale per sviluppare queste attività , superando il problema storico del ricercatore interessato alla carriera accademica, più che allo sviluppo di queste attività . Questi laboratori e centri hanno però dato un segnale importante, sostenendo finanziariamente proprio l’assunzione di giovani ricercatori aggiuntivi alle strutture di ricerca, per svolgere proprio questo tipo di attività , cioè la ricerca applicata a fini industriali, anche in collaborazione con le imprese, il trasferimento tecnologico, la ricerca su commessa. Sono più di 300, per tutta la rete, questi giovani, venuti in larga parte da fuori Regione, una nuova piccola comunità che dovrà senz’altro allargarsi.
Al tempo stesso, per promuovere il dialogo ricerca-industria, è necessario che nelle imprese vi siano più risorse umane dedicate alla ricerca e sviluppo; tra le imprese che hanno visto approvati i propri progetti, sono 900 circa i nuovi assunti previsti con queste caratteristiche. Poi c’è il tema degli spin off e delle nuove imprese giovani di alta tecnologia, che il nostro Programma ha sostenuto, ma che soprattutto vede, in Emilia-Romagna, secondo una ricerca di Finlombarda, il numero più alto in assoluto in Italia (circa 90)â€.
- Il risparmio energetico richiede interventi sistemici che colleghino le tecnologie con la fattibilità , in un contesto di dialogo. Qual è il ruolo giocato dal soggetto pubblico?
“Il pubblico può avere due funzioni fondamentali. In primo luogo quella di stabilire regolamenti rivolti a definire standard di consumo energetico che siano effettivamente applicabili e rivolti ad un ciclo di vita lungo degli edifici. In secondo luogo, quello di esercitare un ruolo guida nell’applicazione di tali standard nel momento in cui agisce come committente, e quindi di traino per tutto il sistema, anche quello legato alla domanda privataâ€.
- Constructa crede che le costruzioni di qualità nascano più facilmente da progetti caratterizzati da un approccio multidisciplinare. La committenza pubblica possiede le competenze per valutare e orientare gli architetti a cui si affida?
“La committenza pubblica è effettivamente un soggetto chiave per promuovere l’innovazione nel settore delle costruzioni e la sua qualificazione. Questo tema è affrontato specificamente da uno dei nostri centri per l’innovazione, che punta a sensibilizzare la committenza pubblica sulle tematiche del miglioramento della sicurezza nei cantieri, del risparmio energetico, dei materiali ecologicamente compatibili, dell’integrazione sostenibile con il contesto urbano e territorialeâ€.
|