|
|
MOSTRA |
ARTE
|
|
|
|
|
| Mario Cresci |
|
| Attraverso la traccia |
|
|
|
ROMA, ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA, , dal 25/03/2011 al 22/05/2011
|
|
|
|
|
|
Mario Cresci è uno dei protagonisti della ricerca fotografica italiana degli ultimi quattro decenni del XX secolo, ma è anche una figura di punta dell’attualità. Nel suo lavoro più recente infatti, unisce al rigore e alla leggerezza ludica e dissacratoria, che sono tipici dell’avanguardia italiana di fine anni sessanta e settanta, una inesauribile curiosità sperimentale, particolarmente mossa dalle innovazioni della tecnica e dall’attrazione verso il confronto con l’inventiva di altri artisti. Nel panorama italiano odierno, queste componenti e la costante aspirazione di Cresci a “superare la divisione tra il mondo delle idee e il mondo delle cose”, assumono una individuale e pungente originalità.
In considerazione di questi caratteri, Cresci è stato chiamato, nel progetto odierno, a applicare la propria inventiva sulla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nella convinzione che l’arte sia una categoria di pensiero indispensabile per il raggiungimento di significati originali e per la risoluzione di problematiche che normalmente vengono riservate alla sola scienza storiografica e alle tecniche museologiche che ne derivano.
La mostra si compone di una parte antologica, in cui circa 90 opere fotografiche dimostrano l’eccezionale rilevanza complessiva del suo lavoro.
Si inizia con immagini appartenenti alla ricerca sulla forma geometrica. Alterazione del cerchio, Venezia, 1964 e Alterazione del quadrato , Venezia, 1964 - Matera, 1972 testimoniano la prima fase di sperimentazione, conseguente la formazione presso il corso superiore di Disegno Industriale a Venezia. Sono immagini che indagano il potere di alterazione del mezzo fotografico nei confronti della realtà visibile. Emergono alcune fondamentali riflessioni sull’importanza del punto di vista e più in generale sull’ambiguità dei processi visivi relativamente alle esperienze della percezione.
Una scelta di opere appartenenti alle serie Ritratti reali, Tricarico, 1967-72 e Interni mossi, Tricarico, 1967 introducono il lavoro fotografico sulla figura, che Cresci affronta dal momento del suo trasferimento in Basilicata. Lo orienta su tematiche dell’umano sociale, estese all’impegno politico e progettuale. L’evoluzione successiva della sua opera dimostra una costante dialettica tra questi due estremi della geometria e dell’umano, culminante in un raccordo superiore, rintracciato nella tradizione dell’Arte. Soprattutto dalla fine degli anni ottanta, Cresci trova nel ricorso all’ideale dell’arte e alla riflessione sulla sua storia, un percorso originale per trattare l’assoluto con la concretezza della materia e L’umiltà del soggettivo. Gli strumenti della didattica artistica e l’esperienza dell’Accademia di Belle Arti, quale luogo dello studio e della riflessione filosofica sul Bello artistico, diventano da quel momento per lui uno dei motivi di ispirazione più fertili. A Bologna, questo aspetto della riflessione di Cresci sull’arte, risulta particolarmente significativo in considerazione della contiguità storica e attuale della Pinacoteca con l’Accademia di Belle Arti, sia per ideali che per spazi fisici. I cicli condotti su questo tema da Cresci nel periodo del suo impegno come direttore dell’Accademia di Bergamo, trovano i loro esiti nel lavoro originale svolto nel percorso espositivo della Pinacoteca, coinvolta globalmente quale teatro della sua opera e della mostra.
Al termine del ciclo espositivo è prevista la pubblicazione di un volume monografico dedicato all’intero progetto.
|
Consiglia questo evento ai tuoi amici
|
|
| Contatti |
|
|
Info: +39 06 69980242/69980257
|
|
| Link |
|
|
| www.grafica.arti.beniculturali.it/ |
|
|
|
|
|
| Cerca per categoria |
 |
|
|
|