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MOSTRA ARCHITETTURA

UNETERNALCITY.FR – URBANISM BEYOND ROME
Cosa n’è stato di Roma Città Eterna
mostra  PAVILLION DE L’ARSENAL, dal 17/02/2010 al 27/03/2010
E' più facile progettare le città del futuro che quelle del passato. Roma è una città interrotta perchè si è cessato di immaginarla e si è incominciato a progettarla (male). [G.C. Argan, Roma Interrotta].
 
Uneternalcity è un progetto dedicato alla città di Roma. A trent’anni dalla mostra “Roma interrotta” (1978), dodici studi di progettazione italiani ed internazionali elaborano nuove visioni sulla città. Come era nel 1978, Roma appare ancora oggi una città incapace di dare forma all’immaginazione, dove il nuovo Piano Regolatore individua ancora "interruzioni", disconnessioni dovute ad una crescita quasi completamente autonoma e disorganica attorno ad un centro dall'identità fortissima.
 
La mostra intende dunque verificare nuovi strumenti per la trasformazione della città contemporanea; alla ricerca di una urbanistica differente che non parta da una astratta pianificazione a tavolino; una urbanistica capace di nutrirsi della vita e della energia presente nella stessa urbanità.
 
Il gruppo di architetti italiani autori del progetto Uneternalcity ( presentato alla XI Biennale di Architettura di Venezia e curato da Aaron Betsky) intende proporre interventi radicali, da attuare con presenze “forti” e invasive su elementi “deboli” (dove debole è spesso la capacità di immaginazione di nuovi scenari urbani da parte delle amministrazioni). I progetti lavorano prevalentemente in aree periferiche, nello spazio territoriale dai contorni non ben definiti tra città e paesaggio; lontano dal centro storico, cosiddetto eterno. Territori senza forma, terre di mezzo: luoghi dove quartieri abusivi si alternano a vuoti urbani; residui di paesaggio naturale interrompono densi tessuti fisici ed umani: lì dove le relazioni sociali e spaziali sono insolite, indefinibili o semplicemente difficili da inquadrare. I progetti coglieranno il carattere confuso e vitale di queste aree non per negarlo, ma per cercare di renderlo esplicito e consapevole.
 
In questo senso Uneternalcity si pone in alterità rispetto al suo antecedente storico: se i progetti redatti nel 1978 in occasione della mostra Roma Interrotta si concentravano sul problema del disegno della città storica proponendo visioni urbane utopiche ed elitarie a partire dalla forma della città settecentesca, Uneternalcity, partendo dagli stessi presupposti, propone una interpretazione affatto diversa; non più legata alla fissità della città costruita, ma profondamente interessata alla trasformazione della città contemporanea e al suo rapporto con la storia e la memoria. Che cosa sta succedendo alla Città Eterna? All’interno di questo scenario ogni studio di progettazione ha scelto un’area o un tema da affrontare; nessun progetto propone visioni globali o totalizzanti, piuttosto operazioni progettuali contagiose e dilaganti, che percorrano strade non ancora battute, che sfruttino e rappresentino nuovi spazi e tessuti urbani. L’immagine che vuole emergere è quella di una Roma del futuro, dove gli architetti aprono nuovi punti di osservazione sul paesaggio, modificando la realtà con la propria idea e la propria visione, spesso critica, a volte incantata.
 
UN LABORATORIO INTERNAZIONALE SULLA CITTA’
Uneternalcity è il punto di partenza per un laboratorio aperto di studio sulla città, in grado di coinvolgere gli architetti italiani ed internazionali e le istituzioni in un percorso progettuale, che definisca nuovi obiettivi e strumenti di sviluppo; a partire dalla ri-definizione dei confini geografici della Roma attuale e futura, ciascun progettista invitato porterà avanti una ipotesi di sviluppo strategico, facendo riferimento ad equipe multidisciplinari di progetto.
L’ipotesi è quella di lavorare sui confini allargati della città, immaginando soluzioni per il recupero delle periferie e la messa a punto di sistemi coerenti, dal punto di vista progettuale e della sostenibilità economica e ambientale. I temi su cui riflettere sono ad esempio quelli dell’integrazione tra città consolidata e vuoti urbani (siano essi infrastrutturali o i grandi cunei verdi che dalla periferia penetrano Roma fino a lambire la città storica), nuove soluzioni per l’housing sociale, una nuova ipotesi di riqualificazione dei margini dl Tevere e l’individuazione di nuovi possibili ambiti di territorio da valorizzare, con opportune dorsali di trasporto.
 
Roma deve tornare ad esercitare cultura e ad immaginare se stessa non come un meccanismo fermo ed inanimato ma come un corpo in movimento ed in perenne trasformazione rivolto verso il futuro, capace di generare idee e scambi con altre città per tornare ad essere, attraverso l’architettura, al centro del dibattito europeo e internazionale. 
 
 
Centola&Associati (Salerno - Roma), Delogu Associati (Roma), Giammetta&Giammetta (Roma), Labics (Roma), n!studio (Roma), NemesiStudio (Roma), t-studio (Roma).
 
Pavillion de l’Arsenal. Inaugurazione Mercoledì 17 febbraio 2010, h.18,30

Approfondisci con la news Uneternal City in mostra alla Biennale di Venezia 
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Pavillion de l’Arsenal, 21 Boulevard Morland, 75004 Parigi




Link
www.pavillon-arsenal.com
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