Dal 19 settembre al 21 ottobre 2009, LAP – Lambretto Art Project - Osservatorio del contemporaneo, ospita la mostra collettiva Spacioux,
a cura di Michela Arfiero, Paola Gallio, Daniela Lotta.
Spacioux indaga le molteplici influenze nel rapporto tra uomo e spazio
attraverso le opere di diciotto artisti di diversa generazione e provenienza, che praticano il concetto di spazio non solo come elemento in cui muoversi ed esistere maanche come proiezione di tensioni generatrici differenti.
Spacioux è un’invenzione, un’alterazione tra la parola italiana spazio e quella inglese spacious. Spacioux immette il linguaggio nel flusso degli eventi rendendoloprecario e soggetto a metamorfosi in stretta sintonia con la capacità delle opere esposte di attivare la partecipazione del fruitore e di trasformare i luoghi in spazi sensibili. Spacioux compone un’analisi sull’estetica dello spazio tentando, mediante differenti percorsi e linguaggi, di sondare le possibili alterazioni dell’ambiente: dal tangibile all’immateriale, dalladimensione privata a quella sociale; dal rapporto con l’architettura e la storia del design all’osservazione delle nevrosi della società contemporanea.
Nell’ideazione e costruzione del progetto, fondamentale è stato l’incontro con alcune opere seminali come quella di Gerwald Rockenschaub e Cady Noland, che tracciano prospettive differenti attraverso cui collocare la ricerca di artisti più giovani come Simone Cesarini e Stefano Mandracchia da un lato, e Wynne Greenwood e Fawn Krieger, dall’altro.
In mostra, una selezione di lavori che con modalità differenti raccontano le molteplici possibilità di attraversare, alterare o trasformare lo spazio: Davide Cascio, David Casini, Anna Galtarossa, Ann Veronica Janssens, Gabriel Kuri, SusanPhilipsz, Michael Sailstorfer, Troels Sandegård e progetti sviluppati in situ di Carla Scott Fullerton, Hannah James, Andrea Sala e Luca Trevisani.
Inaugurato lo scorso aprile con la performance I Hear a Shadow di Nico Vascellari, LAP – Lambretto Art Project - Osservatorio del contemporaneo è il nuovo spazio a Lambrate dedicato alla sperimentazione e al pensiero creativo. Non un museo d’arte, né
una fondazione, bensì un contenitore dinamico aperto al dialogo con curatori indipendenti che intendono promuovere cultura. LAP ospita infatti progetti interdisciplinari volti alla ricerca artistica più ampia e trasversale: dall’arte contemporanea, alla musica, dal design al teatro, dal cinema, alla danza per inserirsi all’interno del panorama culturale della città.
Ideatore del progetto è l’architetto Mariano Pichler, già promotore da diversi anni della riqualificazione dell’ex quartiere operaio di Lambrate e artefice di una vera e propria rinascita culturale di quello che oggi è diventato uno dei poli più dinamici dell’arte e del design a Milano. Il distretto di Lambrate è infatti sede di numerose fra le realtà creative più
propositive e affermate della città, come le gallerie d’arte Massimo De Carlo, Zero, Francesca Minini, Manuela Klerkx, Pianissimo, Prometeogallery, Plusdesign, la Casa Editrice
Abitare–Segesta, la Scuola Politecnica di Design, la libreria Art Book Milano e Radio 101.
Il progetto architettonico di LAP è stato curato da Ruattistudio Architetti con Mariano Pichler.
Inaugurazione venerdì 18 settembre 2009 dalle ore 19 alle ore 23
La mostra sarà visibile fino al 21 ottobre 2009, dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 o suappuntamento.